FCA rivede i piani Alfa Romeo dopo le incertezze in Cina

L'obiettivo di Marchionne di produrre 400 mila Alfa entro il 2018 non si tocca ma il programma dei nuovi modelli potrebbe subire variazioni

30 ottobre 2015 - 18:33

I piani di Fca per il marchio Alfa Romeo dovranno essere rivisti, non negli obiettivi da raggiungere, quanto nelle modalità e nelle strategie. A farlo capire è stato Sergio Marchionne, AD del gruppo italo-americano, secondo il quale la causa è da ricercare nell'andamento del mercato cinese, che non è più come quello di un tempo e che pertanto non può garantire certi numeri. Così, per far quadrare i conti, per dare un senso agli investimenti fatti e per dare vita ai nuovi modelli Alfa, bisognerà stabilire nuove strategie in altri mercati.

NUOVE “TERRE” – Diciamo pure che non è un problema insormontabile, pertanto possiamo definirlo un “mezzo problema”. Marchionne è stato chiaro e non ha mai allontanato dai suoi pensieri l'obiettivo primario di Alfa Romeo, ovvero quello di far registrare le 400 mila unità vendute all'anno in tutto il mondo entro il 2018 è ancora raggiungibile “nonostante il rallentamento della crescita del mercato cinese”. Vi starete chiedendo come; il discorso è semplice: Fca (ecco il suo piano fino al 2016) asseconderà questa crisi del mercato cinese ridimensionando la portata delle unità che aveva previsto per la Terra del Dragone e nel frattempo si impegnerà a destinare le unità restanti negli altri mercati di interesse, vale a dire nel Nord America e in Europa.

INVESTIMENTO ASSICURATO – Anche per quanto riguarda l'investimento assicurato da oltre un anno per Alfa Romeo (5 miliardi di Euro) pare non esserci alcun tipo di “retro marcia”. Infatti  Fca ha garantito che i nuovi otto modelli saranno tutti prodotti e immessi sui mercati e che il completamento della gamma tutta nuova avverrà entro e non oltre il 2020 (ecco il piano del rilancio Alfa Romeo). Per cui, a somme tirate, l'investimento rimarrà tale, così come il numero dei nuovi modelli, mentre per quanto riguarda il mercato cinese, Marchionne ha confermato che l'interessamento iniziale (o se volete “pre crisi”) rimane lo stesso, anzi, Fca si dice pronta a incrementare la sua presenza in Cina, appena le condizioni lo consentiranno.

DA ADESSO IN POI… – Alfa dovrà mettersi a tavola e studiare nuovi riposizionamenti, sempre tenendo alta la motivazione che le sta consentendo di tornare “grande” come nel passato. Perciò, la produzione dovrà essere rivista nella tempistica e nella logistica, in quanto, a questo punto, bisognerà dare precedenza ai modelli che più saranno graditi all'Europa e al Nord America, senza chiaramente “danneggiare” o meglio disturbare la produzione avviata dell'arrembante Giulia.  Ad ogni modo, secondo “voci di corridoio”, Fca svelerà questo nuovo piano nel mese di gennaio, proprio per prendere il tempo necessario a ristabilire le nuove priorità. Intanto all'inizio del 2016 proprio la Giulia sarà chiamata a “suonare la carica” e a risollevare le vendite di Alfa Romeo, che lo scorso anno sono state molto “fiacche” e per lo più in Europa. Successivamente (e in base al nuovo piano) arriveranno a dare “man forte” un Suv e un coupé di medie dimensioni, una grande berlina, un Suv più grande, una nuova famiglia compatta e una roadster.

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