Alfa Romeo: la sfida del rilancio tra previsioni nefaste e desiderio di rivincita

La Giulia segna il rilancio Alfa Romeo, se lo scetticismo degli analisti getta nubi oscure sul futuro, FCA sembra procedere con determinazione

13 luglio 2015 - 10:00

Con l’introduzione della Alfa Romeo Giulia la Casa di Arese aggiunge un ulteriore e importante tassello all’ambizioso progetto di rilancio del marchio sui mercati internazionali. Il Gruppo FCA ha investito nel marchio del Biscione ben 5 miliardi di euro con l’obiettivo di lanciare sul mercato otto nuovi modelli e di raggiungere entro il 2018 la quota di 400.000 vetture vendute, chiudendo finalmente il ciclo, lungo oltre un decennio, di annate negative e grafici di vendita in picchiata.

RILANCIO ALFA ROMEO, LO SCETTICISMO DEGLI ESPERTI – Gli analisti internazionali però non vorrebbero vestire, almeno in questa occasione, i panni dell’AD Marchionne; le loro previsioni per l’ultracentenario marchio italiano non sono proprio rosee e l’obiettivo potrebbe rivelarsi praticamente irraggiungibile. L’azienda specializzata in analisi e previsioni IHS Automotive ha vaticinato una performance appena superiore alla metà dell’obiettivo FCA e precisamente un massimo di 216.000 vetture a marchio Alfa Romeo vendute entro il 2018, ovviamente a livello internazionale. Leggermente più ottimistica è la previsione di ISI Evercore, autorevole azienda di analisi finanziare, che ha stimato le vendite in 330.000 unità, rimanendo comunque sotto il tetto stimato da FCA. Nubi nere sembrano addensarsi sul futuro del Biscione, generate soprattutto dal pessimismo “storico” nei confronti dei tentativi di rilancio ad opera dei vertici del Lingotto. Nella storia del marchio si contano già quattro importanti operazioni di ristrutturazione della gamma e altrettanti tentativi di acquisizione di nuove quote di mercato, soprattutto internazionali. Inoltre negli ultimi anni sono stati annunciati importanti potenziamenti alla gamma con l’introduzione di nuovi modelli, ma allo stato attuale il listino della Casa italiana consta di appena 4 modelli, due dei quali, 4C Coupé e Spider, destinati a una nicchia di mercato ristretta. La tabella di marcia prevista dal piano industriale per Alfa Romeo prevede il lancio di ben 8 nuovi modelli e, vista la scadenza del 2018 relativamente prossima, dovremmo assistere a una raffica di presentazioni a partire dalla prossima primavera. Ma sarà un ritmo realmente sostenibile dall’Azienda?

ORGOGLIO SFRENATO O AMORE PER IL MARCHIO – La scommessa del Gruppo FCA sul rilancio del marchio Alfa Romeo è ambiziosa e l’ingente capitale investito è un’evidente indicatore di caparbia determinazione. Alcuni tabloid suggeriscono che dietro questa ferrea volontà di portare a nuovi fasti la Casa di Arese ci sia la ripicca per le affermazioni fatte qualche anno addietro dall’ormai ex Presidente del consiglio di amministrazione Volkswagen Ferdinand Piëch. Il manager austriaco al termine del Salone di Parigi 2010 esternò la sua opinione riguardo al marchio italiano, specificando che “se fosse stato nelle sue mani avrebbe facilmente quadruplicato le vendite”. Inoltre, nel marzo 2011 lo stesso Piëch dichiarò che Volkswagen avrebbe atteso il momento propizio per acquisire Alfa Romeo. La replica di Sergio Marchionne fu categorica: “finché io sarò amministratore delegato di Fiat, il signor Piëch non avrà mai Alfa”. Una risposta eloquente e determinata che sembra essersi tradotta nel progetto di rilancio, riconosciuto da Marchionne come una delle sfide più importanti della sua vita.

FCA SCOMMETTE SULLA “GIORGIO” – L’operazione Alfa non è ovviamente una disperata lotta contro i mulini a vento rispetto ai precedenti tentativi fatti dall’amministrazione del Lingotto per rinverdire fasti e vendite del Biscione. L’attuale piano industriale ha un vero asso nella manica, la Piattaforma Giorgio, sulla quale è stata sviluppata la Giulia. I tratti distintivi della nuova piattaforma sono la trazione posteriore, la ripartizione dei pesi 50:50 e la promessa di un comportamento stradale dal DNA sportivo. Più di 200 tecnici stanno inoltre lavorando allo sviluppo di una trazione integrale con la quale dotare i modelli più performanti della futura gamma, i quali potranno così competere ad armi pari con le attuali dominatrici della categoria di nazionalità tedesca. Insomma è senz’altro una sfida bella e avvincente; la posta in palio è altissima e il nostro desiderio è quello di veder diventare Alfa Romeo un marchio realmente internazionale, che possa competere alla pari con i colossi tedeschi e giapponesi. E voi? Avete fatto una previsione sulle sorti di Alfa Romeo?

2 commenti

jeby
14:37, 13 luglio 2015

Penso che Marchionne si sia ben fatto i conti in tasca. Non è tipo da incaponirsi sulle cose per sola passione, è chiaro che dietro c'è un piano economico preciso… vedremo 🙂

iuri
23:55, 13 luglio 2015

Credo Marchionne abbia le potenzialità e idee giuste per far splendere un marchio con un fascino unico al mondo. Non deve certo cadere nelle (quasi obbligatorie) economie del Gruppo che portano a trovare lo stesso blocco devioluci che trovi ad esempio su un Berlingo del 2004 su una psa di adesso. Fondamentale come il Vangelo deve essere la parola QUALITA'. Non e' ammissibile uno scudo alfa sul cofano irriconoscibile dopo pochi anni perché sbiadito dal sole!!!!!!!!!!!!!!!!! Audi mercedes e bmw possono cominciare a smettere di credere della loro superiorità teutonica se verrà seguito il giusto percorso.

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