Alfa Romeo Giulia e l'immane scalata al segmento D

L'Alfa Romeo Giulia tenterà la scalata al Segmento D con statistische avverse e le regine tedesche agguerritissime. Ma Marchionne è positivo

16 novembre 2015 - 10:00

La nuova Alfa Romeo Giulia ha iniziato il carosello dei Saloni internazionali al fine di scaldare gli animi in vista del suo lancio commerciale, previsto entro i primi mesi del prossimo anno, probabilmente in contemporanea, o subito dopo, la sua presentazione al Salone di Ginevra 2016. Spenti i riflettori degli stand arriverà quindi il momento di fare i conti con la realtà e quindi con il mercato di riferimento e l'agguerrita concorrenza che attende la berlina del Biscione nell'arena del Segmento D. Ecco come è atteso l'arrivo dell'Alfa Giulia, tra le analisi da brivido degli esperti e le ironiche frecciate della concorrenza sulla superiorità tecnologica proclamata da Marchionne.

SEGMENTO D, PERCORSO DI GUERRA PER LA GIULIA – La nicchia di mercato nella quale andrà a collocarsi la Giulia non è certo delle più comode e tranquille; per comodità intendiamo proprio un problema di spazi, dato che le berline compatte premium, alle quali fa riferimento il Segmento D, perdono progressivamente terreno nei confronti di Suv e Crossover, di taglia analoga, i quali assorbono come spugne sempre più utenti. Una stima fatta da IHS (Azienda specializzata nell'analisi dei mercati automotive internazionali) sul mercato europeo vede il segmento attestarsi a 640.000 vetture l'anno per i prossimi tre anni e prevede un crollo di circa il 10% entro il 2020. Quindi un terreno commerciale stagnante e con prospettive poco rosee per il futuro. A questo bisogna inoltre aggiungere la particolare suddivisione delle quote di mercato all'interno della nicchia; da tempo immemore la “classifica” è dominata da tre specifici modelli, i quali, a meno di brevi alternanze, non si schiodano dalle prime tre posizioni, ponendo un divario grande quanto un oceano tra essi e la concorrenza. Il triumvirato del Segmento D, come molti di voi avranno già intuito, è composto dalla Mercedes Classe C, dalla Bmw Serie 3 e dalla Audi A4; ve le presentiamo nell'ordine dell'attuale classifica di vendita, aggiornata ai primi 8 mesi del 2015 e redatta dagli analisti di Jato Dynamics. La berlina della Stella ha scalato la classifica grazie all'accoglimento da parte dei mercati del nuovo modello, distaccando di quasi 26.000 e 30.000 unità le due bavaresi e di 110.000 la new entry Jaguar XE (per gli amanti dei numeri: Mercedes 116.493, BMW 90,923, Audi 86.990 e Jaguar 6.146). La fascinosa Alfa Romeo Giulia si troverà ad affrontare una scalata dura quanto le cime dell'Everest, tentando di scalzare tre berline inossidabili, moderne, tecnologiche e rinnovate di recente, quindi con un forte appeal sugli utenti.

STATISTICHE AVVERSE E MANAGER SARCASTICI – A remare contro il successo sperato dal Gruppo FCA non sembra però essere sufficiente un terreno di gioco accidentato e ricco di insidie; gli analisti di IHS hanno pubblicato una previsione che basterebbe a smorzare qualsiasi entusiasmo, nella migliore annata, secondo loro sarà il 2018, la Giulia verrà venduta in appena 22.000 esemplari. Un'inerzia se confrontata alla stima fatta, per lo stesso anno, sulle tedesche: 150.000 Mercedes, 140.000 Audi e 92.000 BMW. Probabilmente queste statistiche avranno strappato un sorriso a Mr. Rupert Stadler, il numero 1 dei Quattro Anelli; durante una intervista al Salone di Francoforte gli è stato chiesto un parere sulla nuova berlina di Arese e sulla sua competività. La risposta, scherzosa ma non troppo, è stata: ” Alfa Romeo chi?”. Ha poi aggiunto “mi dispiace, ma dobbiamo rivedere lo scenario della competizione”, lasciando intendere che lo scenario, che lui ipotizza ovviamente, ha spazio soltanto per i tre brand tedeschi. Questo atteggiamento non sembra spegnere lo spirito positivo di Sergio Marchionne, il quale non ha esitato a giudicare la Giulia tecnicamente superiore alle pari di categoria tedesche. A questo proposito andrebbe letta la reazione di Luca De Meo, responsabile globale vendite e marketing Audi, durante una intervista a Francoforte. Leggi l'articolo qui.

UNA CORSA CONTRO IL TEMPO – Siparietti e punzecchiature tra AD a parte, la Giulia Alfa Romeo sarà una vera e propria scommessa per il Gruppo FCA; conosciamo a menadito il piano di rilancio del Marchio del Biscione e riusciamo ad immaginare la futura gamma Alfa accattivante e valida, ma il fattore tempo è quello che ci impensierisce maggiormente. Fino al 2018 il Piano Industriale prevede l'uscita di numerosi modelli e il raggiungimento dell'obiettivo di 400.000 Alfa Romeo vendute, ma i modelli chiave, quasi a fine 2015, sono ancora al palo. Tralasciando i campanilismi, siete ottimisti come Marchionne o più razionali come gli analisti IHS e i manager Audi? Diteci la vostra!

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