Audi non teme la superiorità tecnica dell'Alfa Romeo. O così sembra

Botta e risposta tra i vertici FCA e Audi. De Meo: "la Giulia? Noi vendiamo 80 mila S4-R4? e i tedeschi non andranno con la prima che capita

21 settembre 2015 - 14:52

Di scena al Salone di Francoforte è stato un Luca De Meo a tutto campo, in forte pressing sul discorso Alfa Romeo Giulia come concorrente pericolosa di Audi. Prima marca stretto, poi snobba, imposta e cerca altre strategie per andare in goal, così alla stampa parla di ibride plug-in ed elettriche. Le parole di Marchionne, pronunciate qualche giorno fa, hanno sortito l'effetto sperato e il confronto si fa sempre più rovente.

ALFA ROMEO VS AUDI – Il “grande boss” di Fca nei giorni scorsi aveva “sparato forte”: “la Giulia è meglio di un'auto tedesca. Ho guidato macchine tedesche tutta la vita e la Giulia è tecnicamente superiore”. Poi a Francoforte, appena la stampa italiana si è trovata faccia a faccia con Luca De Meo, membro del board Audi AG e responsabile globale vendite e marketing, ha colto l'occasione per parlare della Giulia, suscitando la reazione del manager Audi: “molto dipende dalla gamma che hanno. Certo la Quadrifoglio è un modello molto di nicchia. Noi tra Audi S4 e R4 vendiamo circa 80.000 vetture”. Quando poi qualche collega gli ricorda che si mormora di numeri di vendita interessanti delle Giulia in Germania, allora sorridendo ha risposto così: “molte su quante? Il consumatore tedesco non salta facilmente sulla prima novità”. Il match è ancora agli inizi!

SOLO IBRIDE PLUG-IN – De Meo (che già aveva parlato di futuro Audi) poi si è messo a disposizione della stampa, lasciando intendere la sua volontà nel dare qualche dettaglio sulle previsioni strategiche di Audi per il futuro. Così, al di là degli studi intensi che la Casa dei Quattro Anelli sta facendo sulle elettriche pure, ha confermato che entro il 2018 sul mercato punteranno solo sulle ibride plug-in: “lo avevamo detto già 2-3 anni fa, fino al 2020 non vediamo alternativa alla tecnologia plug-in hybrid. Nel frattempo abbiamo lanciato la A3 e-tron sul mercato europeo e abbiamo lavorato sulla rete per specializzare i dealer. Poi abbiamo fatto una politica commerciale tesa a proteggere il valore residuo, non spingendo quindi sui volumi. E ora in Europa il nostro valore residuo e i volumi per l'ibrido plug-in sono superiori a quelli delle vetture elettriche della concorrenza. Penso che alla fine in un anno faremo circa 17 mila macchine plug-in hybrid in Europa. E ora ci prepariamo a lanciarle in Usa e Cina. Nel frattempo arriverà sul mercato il Q7 e-tron diesel. E porteremo il plug-in hybrid sulla maggior parte dei nostri modelli”.

ELETTRICHE? NON ORA – Per quanto concerne l'elettrica pura, l'ambizione di Audi (con uno stand innovativo al Salone di Francoforte) rimane molto alta, ma ancora con “i piedi per terra”, perché ci sono altri problemi oltre a quelli relativi esclusivamente il prodotto, che riguardano i costi della tecnologia elettrica e le performance della vettura. Così De Meo ha lasciato intendere che lo sviluppo delle infrastrutture non è ancora accettabile: “la Germania si è impegnata a costruire 400 stazioni da 150 kilowatt per la ricarica sulle autostrade tedesche. E con 400 supercharger si carica la vettura in meno di mezz'ora”, lanciando un messaggio anche ad altri Paesi. Infine, il manager italiano di Audi tocca un argomento di estrema attualità, ovvero la creazione di uno standard internazionale per le prese di ricarica; stesso concetto che riguarda anche la guida autonoma: “la tecnologia è già piuttosto avanzata, ma non potrà affermarsi senza una legislazione internazionale, una sorta di nuovo codice della strada per regolarne la circolazione. Già le nostre vetture sono molto avanti con la guida assistita e un bel salto lo faremo con la nuova A8. Ma quello che noi definiamo guida autonoma è una tecnologia che ti permette di poter aspettare almeno 10 secondi prima di poter mettere le mani sul volante”.

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