A Roma si disintegra una minicar. Urgono soluzioni

Una delle occupanti è gravissima. Le foto del relitto dimostrano che la scarsa sicurezza passiva delle minicar è un problema da risolvere al più presto. E a livello nazionale

9 gennaio 2011 - 6:00

Ci risiamo. Ancora una volta Roma è stata protagonista di un grave incidente stradale che ha visto il coinvolgimento di una minicar. Nella serata dell'Epifania, un “quadriciclo” con a bordo due ragazze minorenni è stata travolto da una Opel guidata da un cinquantenne. Ad avere la peggio sono state ovviamente le occupanti della minicar, rimaste prive di conoscenza sull'asfalto dopo essere state sbalzate dall'abitacolo, un circostanza che indica un probabile mancato utilizzo delle cinture anche se è dubbio che indossarle avrebbe risparmiato loro le conseguenze del sinistro (a causa della debole struttura della microcar). Una, infatti, è gravissima (ma avrebbe potuto andare anchei peggio se sul posto non si fosse trovata per puro caso un'infermiera che ha provveduto al soccorso immediato), mentre l'altra è fuori pericolo.

POLEMICHE – Ovviamente, hanno ripreso immediatamente vigore le schermaglie tra i sostenitori delle minicar (che le ritengono comunque più sicure dei motorini) e i loro detrattori (i quali invece pensano che siano pericolose e basta – leggi l'inchiesta di SicurMOTO.it). C'è da rilevare anche l'intervento di Roberto Cantiani, delegato per la sicurezza stradale del comune di Roma (che con oltre 5 mila esemplari circolanti, non è solo la capitale d'Italia, ma anche delle minicar), il quale che s'è affrettato a sottolineare che Roma “non deve abbassare la guardia”. A corollario, ha anche sottolineato l'impegno dell'amministrazione capitolina e i suoi “successi”: tra gli altri, il fatto che un quarto delle minicar circolanti sia stato riportato alla velocità massima prevista dal Codice della Strada mediante la rimozione delle modifiche apportate dai loro proprietari e l'imminente presentazione di un piano per la sicurezza stradale della capitale.

FOTO ELOQUENTI – Ma a parte i comunicati più o meno tempestivi (frequenti, quando ci scappa il morto o quasi) e dei loro contenuti (che cosa dire degli altri tre quarti delle minicar romane non ancora “risanate”?), va sottolineata la forza delle immagini che ritraggono la minicar delle due ragazze dopo l'incidente: il veicolo s'è letteralmente smembrato e il propulsore, separato dal resto, è stato scagliato come un proiettile contro altre tre auto in sosta. Le foto, che hanno fatto il giro del web, sono più eloquenti di qualsiasi discorso e dimostrano chiaramente come può ridursi un veicolo di questo tipo nell'urto con un'auto normale, e nemmeno di grandi dimensioni. In altre parole, al di là di ogni discorso sull'opportunità di affidare veicoli del genere a chi ha solo il “patentino” e sulla deprecabile abitudine di “truccarli” per aumentarne le prestazioni, le immagini fanno tornare prepotentemente alla ribalta l'argomento della sicurezza delle minicar, soprattutto quella passiva (vedi due drammatici crash test qui e qui). Ovvero, della protezione che offrono ai loro occupanti.

SOLUZIONI NAZIONALI ED EUROPEE – proprio a questo riguardo, le dichiarazioni di Cantiani indicano che le soluzioni al problema dell'intrinseca pericolosità dei “quadricicli” non possono essere lasciate alle iniziative più o meno valide delle amministrazioni locali. Se le minicar sono pericolose, non lo sono solo a Roma, ma anche a Bolzano, a Genova e a Catania. Quindi, le soluzioni devono essere individuate, e con la massima urgenza, a livello nazionale ed europeo (in ottica normavita, visto che trattasi di materia del parlamento europeo).

1 commento

Giuliano
8:49, 11 gennaio 2011

Mandiamo a piedi questi ragazzini e vedrete che non si farà male nessuno, perchè non è solo una questione di struttura del veicolo ma di testa (per chi le guida)

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