bollo auto toscana

Superbollo auto: esenzioni, riduzioni e dove si paga

Sono numerose le particolarità che riguardano il superbollo auto, compreso un articolato piano di riduzioni rispetto all’importo originario

9 settembre 2021 - 17:00

C’è anche il superbollo auto tra gli oneri fiscali a carico del proprietario di un veicolo. Non di tutti, ma solo degli intestatari, degli usufruttuari, degli acquirenti con patto di riservato dominio e dagli utilizzatori in leasing di vetture particolarmente performanti. Inevitabile far presente come questa addizionale erariale sulle tasse automobilistiche sia tra quelle più discusse tra gli stessi guidatori e nelle sedi competenti a decidere il suo destino. Inizialmente l’importo da pagare era lo stesso per tutte le auto con oltre 225 kW. Oggi la cifra richiesta si riduce progressivamente con l’aumentare degli anni di immatricolazione, fino al punto di azzerarsi. Tuttavia la soglia di potenza minima per esserne soggetti è di 185 kW. Rispetto a questo schema chirurgicamente messo a punto, il legislatore ha introdotto un piano di esenzioni e riduzioni sul superbollo auto. Scopriamo tutti i dettagli, senza dimenticare di approfondire dove si paga il superbollo auto. Anche sotto questo profilo sono infatti previsti alcune particolarità.

CHI NON PAGA IL SUPERBOLLO AUTO: LE ESENZIONI

Il campo di applicazione del superbollo auto è di per sé piuttosto ridotto. Come abbiamo visto, la tassa scatta solo per le auto con prestazioni elevate. Oltre al proprietario dell’auto, sono soggetti l’usufruttuario nel caso di usufrutto, l’acquirente se di mezzo c’è un patto di riservato dominio e l’utilizzatore con il leasing. Prima di fare calcoli e provvedere al pagamento è indispensabile verificare che non si rientri nei casi di esenzione. In pratica il superbollo non si paga nelle medesime situazioni in cui viene meno il versamento del tradizionale bollo auto. Pensiamo ad esempio ai casi di:

– veicoli storici;

– furto;

– demolizione;

– sospensione dal pagamento delle tasse automobilistiche;

– vendita dell’auto prima della scadenza del superbollo.

RIDUZIONE SUPERBOLLO AUTO: A CHI SPETTA

Un’altra caratteristica del superbollo auto è la sua variazione nel tempo. In pratica scattano riduzioni a intervalli di tempo regolare. Più esattamente, gli automobilisti coinvolti sono chiamati a passare alla casa se la potenza dell’auto è superiore alla soglia di 185 kW. Al di sopra di questo limite, la cifra da versare a titolo di superbollo è di 20 euro per ogni kW. Ma diventano 12 a distanza di 5 anni dalla data di costruzione. Per poi dimezzarsi a 6 euro dopo 10 anni. Infine, si riducono a 3 euro dopo 15 anni per poi annullarsi definitivamente a distanza di 20 anni. Provando a sintetizzare, lo schema della riduzione del superbollo auto è il seguente:

– 100% se l’auto immatricolata da oltre 20 anni;

– 85% se l’auto immatricolata da oltre 15 anni (3 euro per kW aggiuntivo);

– 60% se l’auto immatricolata da oltre 10 anni (6 euro per kW aggiuntivo);

– 40% se l’auto immatricolata da oltre 5 anni (12 euro per kW aggiuntivo).

Punto di riferimento per conoscere la potenza del motore dell’auto è il libretto di circolazione. Al suo interno è presente anche il dato espresso in kW o in CV.

DOVE SI PAGA IL SUPERBOLLO AUTO: I CODICI TRIBUTO

Il calcolo dell’importo del superbollo auto merita quindi un supplemento di attenzione per evitare errori in eccesso o in difetto. L’Agenzia delle entrate prova a facilitare la vita agli automobilisti mettendo a disposizione un servizio gratuito per conoscere con pochi click l’ammontare dell’addizionale erariale. I dati da inserire sono:

– targa del veicolo;

– regione di residenza;

– anno di riferimento del superbollo;

– mese di scadenza del bollo;

– anno di scadenza del bollo;

– mesi di validità del bollo;

– riduzione per vetustà.

Il passaggio successivo è il pagamento materiale dell’imposta da effettuare con il modello F24 elementi identificativi, già noto come modello F24 Elide. I codici tributo di riferimento sono 3:

– 3364 per pagare l’addizionale erariale alla tassa automobilistica;

– 3365 per il versamento di eventuali sanzioni dovute al ritardo del pagamento rispetto alla scadenza prevista;

– 3366 per gli interessi richiesti.

I contribuenti con partita Iva possono presentare il modello in modalità telematica all’Agenzia delle entrate. Tutti gli altri procedere via bancaria o postale. A differenza del bollo auto, gestito quasi ovunque dalle singole regioni, in questo caso è lo Stato a organizzare la sua gestione ovvero le modalità di pagamento e di riscossione. Se c’è invece un aspetto del superbollo che non presenta particolarità è quello dei tempi per il pagamento. Il contribuente deve mettersi in regola entro la fine del mese successivo alla scadenza dell’addizionale erariale sulle tasse automobilistiche. In pratica la scadenza del versamento coincide con la scadenza del pagamento del bollo auto.

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