Prestito con ipoteca su auto: come funziona e perché non conviene

Alla scoperta del prestito con ipoteca su auto: come funziona questa particolare forma di finanziamento e i motivi per cui conviene poco o non conviene affatto.

8 maggio 2019 - 19:43

Un’automobile si può comprare, vendere, demolire e anche ipotecare. Quest’ultima possibilità forse non è molto conosciuta ma è del tutto lecita, e serve a garantire il creditore che abbia concesso un prestito al proprietario del mezzo. Può succedere infatti che in assenza di altre garanzie più comuni, come per esempio la busta paga, pur di accedere a un finanziamento per urgente bisogno di liquidità, qualcuno scelga di optare per il prestito con ipoteca su auto, dando in garanzia la propria vettura.

CARATTERISTICHE DEL PRESTITO CON IPOTECA SU AUTO

Questo genere di prestito è possibile perché l’ordinamento italiano ammette l’accensione di un’ipoteca sia sui beni immobili (come la casa). E sia sui beni mobili, come può essere appunto un’autovettura. Nel secondo caso è però necessario che i beni siano riconducibili a una specifica persona, tramite iscrizione o registrazione in appositi registri che ne attestino la titolarità. E guarda caso le automobili soddisfano pienamente questa caratteristica, essendo beni mobili registrati al PRA e quindi ascrivibili a un determinato soggetto, il proprietario. Che a sua volta può dimostrare la titolarità sul bene esibendo il certificato di proprietà e la carta di circolazione, due attestati che dal 2020 saranno unificati nel Documento Unico di Circolazione.

PRESTITO CON IPOTECA SU AUTO: COME FUNZIONA

Ma come funziona, in pratica, il prestito con ipoteca su auto? L’ipoteca automobilistica si costituisce mediante iscrizione nel registro del PRA, tramite notaio, e crea un vincolo sulla vettura senza impedire al proprietario di utilizzarla o di disporne. Ciò significa che durante l’ipoteca (che può durare al massimo 5 anni, rinnovabili) il proprietario può persino vendere o regalare l’auto, in tal caso trasferisce anche l’ipoteca. Al termine del finanziamento, se il debitore ha rispettato il piano d’ammortamento restituendo l’ammontare del prestito più gli interessi, può cancellare l’ipoteca dal PRA (ci vuole di nuovo la firma di un notaio). In caso di inadempienza, invece, la società, l’ente o la persona fisica che ha erogato il prestito recupera il credito rivalendosi sull’automobile. Di solito il pagamento delle rate del prestito avviene mediante cambiali.

PERCHÉ IL PRESTITO CON IPOTECA SU AUTO NON CONVIENE

La procedura del prestito con accensione di ipoteca sull’auto è in sintesi questa. Non è particolarmente complicata eppure se ne sente parlare pochissimo. E sapete perché? Perché non conviene affatto, né al creditore né tanto meno al debitore. Per cui non c’è praticamente nessuno disposto a concederlo. E i motivi sono tanti. Innanzitutto, nonostante risulti difficile crederlo, l’automobile rappresenta una garanzia di scarso valore. Si tratta infatti di un bene soggetto a rapida e costante svalutazione, per non parlare dei rischi connessi all’utilizzo che possono ulteriormente abbassarne la quotazione. Di conseguenza il capitale ottenibile ipotecando la vettura, stimato in circa il 30% del valore dell’auto, è parecchio basso. A meno di ipotecare una supercar o una preziosa auto d’epoca, ma sono ipotesi molto rare. Inoltre i costi di istruttoria sono altissimi, dovendo necessariamente ricorrere a un notaio per l’iscrizione e la successiva cancellazione dell’ipoteca al PRA.

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