Patente di guida: quali sono i requisiti per l’udito richiesti

La minore capacità di sentire suoni e rumori è causa di incidenti. Ecco perché per il rinnovo della patente di guida sono richiesti requisiti per l’udito

25 gennaio 2021 - 17:00

L’udito è tra i sensi di cui non si può fare a meno quando ci si mette al volante. Non a caso il conseguimento e il rinnovo della patente di guida prevedono requisiti minimi per gli automobilisti. In fondo, pensiamoci bene, la capacità di avvertire un pericolo o anche semplicemente di sentire il fischio di un vigile urbano o il clacson di un’altra auto, è tra le condizioni richieste per guidare in sicurezza. Che i problemi di udito siano diffusi è dimostrato dalle ricerche di istituti specializzati. Secondo un recente studio del Censis, sono 7,3 milioni gli italiani che ne soffrono con conseguenze ad affrontare il traffico automobilistico in sicurezza. Realizzato insieme a Confindustria dispositivi medici, Anifa (Associazione nazionale importatori e fabbricanti audioprotesi), Ana (Associazione italiana audioprotesisti) e Anap (Associazione nazionale audioprotesisti professionali), c’è anche un altro aspetto interessante che emerge dallo studio: circa un terzo delle persone colpite da deficit uditivo è inconsapevole del proprio problema.

REQUISITI UDITO PER LA PATENTE DI GUIDA

I requisiti per l’udito richiesti per il rinnovo o per il conseguimento della patente B sono piuttosto blandi. Lo sono se li confrontiamo con quanto avviene per altri sensi, ad esempio con i requisiti visivi. In effetti è sufficiente percepire la voce di una conversazione a due metri di distanza con ciascun orecchio. La regola vale per tutti, indipendentemente dall’età. Non occorre un esame approfondito, anche se il medico che effettua la visita può sospendere il giudizio ovvero rinviarlo a una commissione sanitaria locale con funzioni in materia medico-legale. Diverso è invece il caso dei requisiti per l’udito richiesti per le patenti C (guida dei camion), D (autobus con più di 9 posti) ed E. Quest’ultima è in realtà una estensione delle patenti B, C1, C, D1 e D per il traino di rimorchi e semirimorchi non leggeri. Il guidatore deve infatti essere in grado di percepire la voce di una conversazione a otto metri di distanza e a non meno di due metri dall’orecchio che sente di meno.

SI PUÒ GUIDARE CON UN APPARECCHIO ACUSTICO? QUALI SONO I REQUISITI RICHIESTI

La ricerca del Censis rivela un basso tasso di ricorso alle protesi acustiche tra gli italiani. Tuttavia l’85% degli utilizzatori si dichiara più sicuro a guidare un’auto. La normativa in vigore sul comportamento su strada consente di servirsi di un apparecchio acustico quando si è al volante. La valutazione della funzione uditiva per conseguire o rinnovare la patente può infatti essere fatta anche con l’uso di dispositivi correttivi. Ma solo a due condizioni. Innanzitutto il produttore deve certificare l’efficienza degli apparecchi con data fino a tre mesi dal rilascio. In seconda battuta, sulla patente di guida va annotato l’utilizzo. Il ricorso alle protesi acustiche mentre si è al volante dell’auto incontra resistenza anche per una sorta d’imbarazzo sociale. Eppure i benefici in termini di sicurezza sulle strade sono evidenti. In qualche modo si tratta di superare il pregiudizio iniziale.

COME FARE UN ESAME UDITO APPROFONDITO PER GUIDARE IN SICUREZZA

Al di là dei requisiti per l’udito richiesti per il rinnovo o per il conseguimento della patente B, l’automobilista può sempre sottoporsi a un esame approfondito. Lo può fare per acquisire quella sicurezza in più per guidare con maggiore tranquillità. Una minore capacità uditiva, anche solo parziale, può essere tra le cause d’incidenti stradali. L’iter da seguire prevede la consultazione del proprio medico. Quest’ultimo può prescrivere una visita dall’otorino che, a sua volta, valuta se effettuare un esame audiometrico. Prima viene fatta un’otoscopia per individuare eventuali patologie dell’orecchio esterno. Poi si passa all’esame audiometrico vero e proprio. Si svolge in una cabina detta silente perché isolata. Il paziente indossa un paio di cuffie con il tecnico che invia suoni chiedendo di segnalare la percezione del segnale. La scheda di valutazione si basa sull’analisi delle frequenze alte e basse udibili. La sordità può essere di due tipi. C’è l’ipoacusia di trasmissione ovvero la parziale sordità  – il sistema di percezione è integro e il problema può essere corretta con una terapia medica. E c’è l’ipoacusia neurosensoriale che fa percepire i suoni in modo distorto. In questi casi l’uso di apparecchi acustici dona il sollievo che serve.

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