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Colpo di frusta: quali esami servono per il risarcimento danni

La strada che conduce al risarcimento danni per colpo di frusta è piuttosto tortuosa. Ecco cosa c’è da sapere in base agli ultimi aggiornamenti normativi

12 agosto 2021 - 19:00

Sono tre le caratteristiche del colpo di frusta, uno dei traumi più frequenti negli incidenti stradali. La prima è la possibile comparsa dei dolori a distanza di alcune ore se non di giorni dal sinistro. In buona sostanza, lì per lì, nei momenti successivi all’impatto sembra che il tamponamento di turno non abbia provocato alcuna conseguenza. La seconda caratteristica è l’importo dei risarcimenti danni che le compagnie assicurative si trovano ogni anno a pagare. Anzi, che si trovavano. La modifica normativa introdotta con il decreto Liberalizzazioni ha infatti abbattuto le speculazioni su questo tipo di patologia. Tuttavia – ed è il terzo aspetto da sottolineare – il colpo di frusta può anche avere gravi conseguenze. Può comportare un’invalidità permanente con frequenti mal di testa, dolori al collo, vertigini e riduzione della mobilità cervicale. La questione è dunque delicata e ci domandiamo quali esami servono per il risarcimento danni da colpo di frusta.

COLPO DI FRUSTA E ASSICURAZIONE: LOTTA ALLA TRUFFE

Che il colpo di frusta sia una patologia da sempre molto discussa in termini di risarcimento danni è dimostrato dal decreto Liberalizzazioni a cui abbiamo accennato. Introdotto nel 2021 anche con l’obiettivo di contrastare le truffe sulle microlesioni, i risultati hanno mostrato una tendenza equivoca che è andata avanti per molti anni. Secondo il rapporto 2019-2020 dell’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) sull’assicurazione italiana “in otto anni si è passati dall’1,401% del 2011 (anno precedente all’entrata in vigore della legge) allo 0,778% del 2019, con una riduzione del 44%, quando nello stesso periodo la frequenza dei danni a cose si è ridotta del 9%”. La conclusione dello studio lascia poco spazio alle interpretazioni in riferimento ai raggiri: “Grazie alla legge n. 27, in otto anni, il loro peso si è ridotto a meno dell’87%, con il numero di sinistri che si è più che dimezzato in valore assoluto”. Cosa è cambiato nel concreto? Cosa ha permesso l’abbattimento del risarcimento dei danni nel caso di distrazione del rachide cervicale ovvero del colpo di frusta?

RISARCIMENTO DANNI PIÙ DIFFICILE CON IL COLPO DI FRUSTA

Parte delle norme contenute nel decreto Liberalizzazioni ha riformato il Codice delle assicurazioni con due principi di fondamentale importanza. In prima battuta le lesioni di lieve entità, che non sono suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non sono oggetto di risarcimento per danno biologico permanente. Dopodiché il danno alla persona per lesioni di lieve entità viene risarcito solo in seguito al riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione. La combinazione di queste due disposizioni ha reso più difficoltoso ottenere il risarcimento danni dalla compagnia di assicurazioni. Tradotto in termini pratici, per dimostrare il colpo di frusta e dunque la lesione subita occorre la lastra ovvero la radiografia che evidenzi il danno subito. Solo in questo modo l’automobilista può avanzare la richiesta di risarcimento danni con concrete possibilità di ottenerlo. Rispetto a questo impianto normativo si è in seguito pronunciata la Corte di Cassazione. I giudici hanno però allargato le maglie e reso meno rigida la procedura.

ESAMI CHE SERVONO PER DIMOSTRARE IL COLPO DI FRUSTA

L’importanza dell’ordinanza 20339 del 28 settembre 2020 della Corte di Cassazione in ambito assicurativo si spiega facilmente. Per chiedere e ottenere il risarcimento danni da colpo di frusta, l’automobilista deve presentare prove concrete al di fuori di ogni ragionevole dubbio. Tuttavia, hanno spiegato i giudici, non è sempre indispensabile una lastra. Anche un esame clinico senza radiografia può infatti evidenziare indizi che, senza incertezze, riconducono all’esistenza della distrazione del rachide cervicale. Non solo, ma anche la lastra può essere ingannevole ed evidenziare una lesione che nulla ha a che vedere con l’incidente. Per la Corte di Cassazione, “un accertamento medico non può essere imbrigliato con un vincolo probatorio che, ove effettivamente fosse posto per legge, condurrebbe a diversi dubbi non manifestamente infondati di legittimità costituzionale”.

COLPO DI FRUSTA: CHI STABILISCE IL RISARCIMENTO DANNI

Spetta quindi al medico legale della compagnia di assicurazioni stimare la percentuale di invalidità da cui dipende il risarcimento da riconoscere per colpo di frusta. Nel caso in cui l’automobilista ritenga che l’importo non sia adeguato può proporre ricorso in tribunale e chiedere al giudice di calcolare la somma corretta del risarcimento.

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