Colpo di frusta: senza radiografia, addio sconti Rca

L'abolizione dell'esame strumentale per i risarcimenti delle microlesioni si rivelerà un boomerang, con un aumento di costi. L'allarme degli Attuari

19 febbraio 2016 - 9:00

Mentre il Disegno legge Concorrenza è in discussione al Senato, intervengono gli Attuari:  professionisti che all'interno delle compagnie di assicurazione hanno la competenza e la responsabilità dei calcoli matematici e probabilistici per la determinazione delle tariffe. Oggetto del contendere, i risarcimenti da colpo di frusta. Infatti, il Governo Monti regalò una norma ad hoc a vantaggio delle assicurazioni: rimborsi solo con esami strumentali (vedi qui). In particolare, una radiografia, che è l'esame chiave. Adesso, il Ddl Concorrenza vuole eliminare questo regalo, e gli Attuari dicono no, schierandosi fedelmente accanto alle assicurazioni.

L'ATTACCO DEGLI ATTUARI – “Per ridurre il prezzo di un bene o di un servizio, occorre innanzitutto ridurne il costo: questo elementare principio economico sembra essere però sconosciuto a chi in Parlamento si sta occupando del Ddl Concorrenza, almeno per quanto riguardo l'ambito dell'assicurazione auto. Infatti, pur essendo la riduzione dei premi Rca l'obiettivo dichiarato del Disegno di legge, da nessuno dei più recenti emendamenti ci si può attendere una diminuzione del costo dei sinistri sino a un livello vicino alla media europea. Al contrario, se fosse approvato l'emendamento che vuole ripristinare la risarcibilità dei danni da microlesioni anche in assenza di rilevazioni strumentali, si eliminerebbero gli effetti dell'unico provvedimento normativo realmente finalizzato alla riduzione dei costi dei risarcimenti. Si tratta infatti di costi derivanti da pura speculazione della cui eliminazione hanno beneficiato negli ultimi anni, in termini di concreta riduzione dei premi, tutti gli assicurati”.  In linea con le assicurazioni, gli Attuari dicono: rialzi Rca in vista se la norma sulle lesioni fisiche cambierà.

SECONDA QUESTIONE – “Dagli altri emendamenti, tesi a favorire secondo varie modalità gli assicurati residenti nelle zone dove la sinistrosità è più elevata, e più in generale la mobilità degli assicurati tra le imprese, non c'è ragionevolmente da attendersi nessuna riduzione dei costi, e quindi nemmeno dei premi complessivamente necessari a coprirli”. Il riferimento è alla Tariffa Italia, unica al Sud e al Nord, così da avvantaggiare gli automobilisti virtuosi: vedi qui. Anche in questo caso, gli Attuari hanno lo stesso pensiero delle compagnie.

LA CHIOSA – L'Ordine degli Attuari “esprime rammarico per come stia attualmente evolvendo l'iter legislativo e rinnova l'auspicio di poter collaborare con gli organi preposti, mettendo a completa disposizione la propria competenza e professionalità”. Insomma, proprio come le compagnie, alcuni emendamenti al Ddl Concorrenza vengono visti come il fumo negli occhi dagli Attuari: la battaglia al Senato, con la fortissima spinta delle lobby assicurative per tagliare i risarcimenti, sarà terribile.

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