Stop ICE 2035, Kia contro il rinvio: “Sarebbe disastroso per noi”

Stop ICE 2035, Kia contro il rinvio: “Sarebbe disastroso per noi”

Kia contro il rinvio dello stop ICE 2035: per il CEO europeo Hedrich sarebbe disastroso. Scopri il perché di questa dichiarazione in controtendenza

 

Kia contro il rinvio dello stop ICE 2035: per il CEO europeo Hedrich sarebbe disastroso. Scopri il perché di questa dichiarazione in controtendenza

29 Agosto 2025 - 13:15

L’Unione Europea ha fissato al 2035 il termine per la vendita di nuove auto a combustione interna, un obiettivo ritenuto irrinunciabile per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Tuttavia, mentre alcuni colossi come Mercedes-Benz, BMW e altri stanno spingendo per una revisione o un rinvio di questa scadenza, Kia ha deciso di schierarsi in controtendenza. Il presidente e CEO europeo della casa sudcoreana, Marc Hedrich, ha dichiarato infatti che un eventuale posticipo della messa al bando delle auto termiche sarebbe “disastroso” per l’azienda, che ha già investito pesantemente nella transizione verso i veicoli elettrici.

STOP ICE 2035: IL PIANO STRATEGICO DI KIA

Del resto Kia Europe ha già delineato un piano chiaro e ambizioso per rispettare il divieto di vendita di auto a combustione interna entro il 2035, ribadendo di essere pronta ad allinearsi alle normative europee grazie a investimenti significativi come i 108 milioni di euro destinati allo stabilimento di Zilina, in Slovacchia, per produrre i modelli elettrici EV4 ed EV2. Questo impegno si inserisce in una strategia più ampia che prevede il lancio di un’”avalanche” di veicoli elettrici nei prossimi anni, con l’obiettivo di raggiungere il 74% delle vendite in Europa con auto completamente elettriche entro il 2030. Un rinvio del divieto, secondo Hedrich, comprometterebbe questi piani, causando perdite economiche ingenti a causa dell’interruzione delle strategie di produzione già avviate.

UNA POSIZIONE IN CONTROTENDENZA

Mentre altri leader del settore, come Ola Kallenius di Mercedes-Benz (nonché presidente dell’ACEA), chiedono a gran voce una revisione delle normative per evitare il “collasso” dell’industria automobilistica europea, Kia si sta dunque distinguendo per la sua fiducia nella transizione elettrica. Hedrich ha criticato le posizioni di chi, come Kallenius, aveva promesso una conversione totale all’elettrico entro il 2030 per poi fare marcia indietro. Occorre ricordare che a differenza di Hyundai, che fa parte dell’ACEA, Kia non è vincolata all’associazione dei costruttori e può quindi perseguire una linea indipendente. Hedrich ha comunque sottolineato che la sua azienda non intende abbandonare completamente i motori a combustione in Europa, prevedendo che il 26% delle vendite nel 2030 sarà ancora legato a veicoli con motori termici, ma il focus resta sull’elettrico per rispettare le scadenze UE.

Logo KIA

STOP BENZINA E DIESEL DAL 2035: PER KIA IL RINVIO “COSTEREBBE UNA FORTUNA”

Lo stop al divieto del 2035 sarebbe molto dannoso per Kia: “Abbiamo tante auto elettriche in rampa di lancio“, ha spiegato Hedrich, “e se dovessimo improvvisamente fermarne il lancio ci costerebbe una fortuna“. Questo rischio deriva dagli enormi investimenti già effettuati per riconvertire le linee di produzione e sviluppare nuove tecnologie, come il trasportatore per le batterie degli EV sulla linea di assemblaggio dell’impianto di Zilina. Inoltre, sempre secondo il CEO,  un cambiamento in corsa delle regole potrebbe destabilizzare il mercato, rallentando la transizione e compromettendo la competitività europea rispetto a giganti come la Cina, che domina il settore delle batterie. Kia, insieme ad altre aziende come Volvo, insiste invece sull’importanza di una politica stabile per garantire il passaggio verso la mobilità sostenibile senza particolari intoppi.

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