Servadei, Autopromotec: “il report di SicurAUTO.it mi ha sorpreso”

Renzo Servadei ci racconta il pre e il post Autopromotec 2022, cosa cambierà in futuro anche grazie ai dati emersi dal report su auto elettriche e connesse di SicurAUTO.it

20 giugno 2022 - 15:12

Dopo Autopromotec 2022 vi raccontiamo la piacevole chiacchierata tra il nostro direttore, Claudio Cangialosi e Renzo Servadei, Amministratore delegato Autopromotec, sul bilancio della fiera appena conclusa che ha segnato la ripresa dei lavori ma apre anche una finestra sul futuro della principale rassegna internazionale per le officine. L’occasione è stata utile anche per commentare il report “Auto elettriche e connesse: impatto su aftermarket e consumatori” di SicurAUTO.it presentato proprio in fiera e che ha portato numerosi spunti e dati utili a tutta la filiera automotive e aftermarket.

Dott. Servadei, quali sono state le maggiori difficoltà nell’organizzare Autopromotec 2022?


“Potrei direi che ci sono state diverse difficoltà dovute ai problemi che conosciamo. In realtà c’è stata da una parte una grandissima voglia di ripartire soprattutto in alcuni settori in cui è forte il dibattito sulla transizione elettrica e sugli obiettivi al 2035. Dall’altra – lo dico in assoluta trasparenza – ci sono stati anche dei timori sulla risposta degli espositori e di come il mercato avrebbe reagito. Noi come organizzatori di Autopromotec dovevamo fare una scelta e puntare la barra a dritta. E’ anche vero che non ci sono stati operatori dalla Cina, poiché nuovamente in lockdown, ed è stato un peccato. Le conferenze anche internazionali che abbiamo organizzato hanno portato molti temi attuali, ad esempio sulla libertà di autoriparazione, l’elettrificazione, l’elettronica che entra negli pneumatici con RFID. Per dire che non abbiamo avuto difficoltà a trovare argomenti di cui parlare e si percepiva una voglia di fare, testimoniata anche dai 1.311 espositori che hanno partecipato. Al di là del numero, questi dati ci confortano perché abbiamo riscontrato la voglia del settore dell’IAM di ripartire che ha rafforzato la nostra decisione di organizzare Autopromotec 2022 in presenza”
.

Quando è stata decisa la data di Autopromotec 2022?


“Abbiamo annunciato le date con un comunicato stampa a luglio 2020, perché in base ai dati sull’evoluzione della pandemia, era chiaro che sarebbe stato impossibile organizzare una fiera in presenza nel 2021 e finché la vaccinazione non avrebbe raggiunto determinati standard. Per cui abbiamo direttamente traguardato l’evento a maggio 2022 e l’abbiamo comunicato fin dal 2020 agli espositori, che hanno delle esigenze di budget e organizzative. Quindi è importante per noi organizzare sempre con largo anticipo
.

Cosa succederà con Automechanika 2022, che prima si alternava ad Autopromotec?


“Con Automechanika c’è sempre stato un ottimo rapporto e saremo anche presenti alla loro conferenza. Cercheremo di switchare gli anni, tenendo conto che avere costantemente due fiere importanti nello stesso anno sarebbe uno sforzo economico troppo forte per gli espositori. Per trovare una soluzione abbiamo proposto un sondaggio a tutti gli espositori che verrà elaborato nel giro di qualche settimana. Quando avremo i risultati li condividerò con voi”
.

Questa analisi terrà conto anche dei trend attuali e futuri dell’automotive?


“Se noi guardiamo alle fiere del passato, c’è sempre stato un cambiamento nel tempo verso nuove iniziative. Sappiamo che esistono molti settori che stanno emergendo con nuovi materiali, soluzioni, software e quant’altro. Quindi dobbiamo valutare quali sono le esigenze del mercato, proporre innovazione e salvaguardare gli investimenti degli espositori”
.

Avete mai pensato a un Autopromotec dedicato ai software?


“Non lo si può escludere. D’altronde quando si parla di auto connessa, ma anche di pneumatici con RFID, la parte rilevante è del software, del codice che si inserisce dentro”
.

Quali sono secondo lei i principali trend che gli operatori dovrebbero attenzionare post Autopromotec 2022?


“Il primo fattore importante nel periodo medio-breve secondo me sono le auto connesse, perché se noi vediamo il parco circolante elettrico e immaginiamo dei trend di sviluppo, il grosso sarà composto ancora da alimentazioni tradizionali, ma anche ibride e plug-in, che hanno comunque un motore termico. 
Il secondo tema, su cui sono molto attive le reti di officine è l’accesso e la disponibilità dei dati tecnici, poiché senza dati, conditi con attrezzature e formazione, non si fa più assolutamente niente. Poi l’RFID negli pneumatici, di cui si è parlato molto con la presentazione in fiera, aiuterà molto gli operatori nelle operazioni di sostituzione ma anche di magazzino. Sicuramente ci sarà una grossa competizione tra IAM e OES per accaparrarsi il valore di questi servizi che riguardano la manutenzione auto predittiva e connessa”.

Qual è il suo commento sullo stop alle auto nuove endotermiche dal 2035?


“Io ho un’opinione diversa sia dagli ottimisti che dai pessimisti. Credo che nel traguardare gli obiettivi non si sia tenuto conto dell’industrializzazione. Spiego meglio: si è deciso per le sole auto elettriche dal 2035, bene. Poi si dovrà decidere per le centrali elettriche, come farle, dove, quando etc. Se guardiamo al passato, dal momento in cui è stata presa una decisione al momento in cui è stata accesa la centrale elettrica, sono passati un bel po’ di anni. Poi ovviamente c’è la rete distributiva da considerare e dei costi di installazione delle grandi aree di sosta per le ricariche. Intendo dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare delle proroghe
.

Cosa ne pensa del nostro report?


Mi ha sorpreso positivamente. Sapevo che lavoravate bene, ma non mi aspettavo un report di questo tipo, ho visto che è molto dettagliato. Avete estratto per ogni item (argomento nrd) il succo della questione andando al sodo. Ci conosciamo da tempo e non sempre siamo stati d’accordo su alcune cose, perché poi ognuno ha una sua visione, ma ho letto il vostro report con grande attenzione e lo condivido al 100%. La diffusione dell’auto elettrica, come avete evidenziato, porterà nuovi servizi che prima non c’erano. Non si può far finta che il mondo non stia cambiando, ma c’è tanto da fare e da capire ancora. Sia noi che voi abbiamo una importante missione, aiutare gli operatori del settore a cavalcare questo cambiamento”
.

Allora per il prossimo Autopromotec faremo squadra?

Si, con piacere“.

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