Mercedes-Benz: 150 milioni $ per chiudere lo scandalo diesel negli USA
Mercedes-Benz ha raggiunto un accordo di 149,6 milioni di dollari per chiudere i contenziosi sulle emissioni negli Stati Uniti
Mercedes-Benz ha raggiunto un accordo di 149,6 milioni di dollari per chiudere i contenziosi sulle emissioni negli Stati Uniti
Mercedes-Benz ha raggiunto un accordo di patteggiamento con diversi Stati americani per chiudere i contenziosi legali riguardanti il mancato rispetto delle normative sulle emissioni dei motori diesel. Il gruppo automobilistico tedesco ha accettato infatti di versare una cifra pari a 149,6 milioni di dollari per risolvere le accuse di utilizzo di dispositivi illeciti che andavano ad alterare le emissioni, mettendo di fatto la parola fine (se l’intesa sarà avallata dai tribunali competenti) ai suoi problemi col dieselgate negli USA. Resta però in piedi un maxi procedimento avviato nel mese di ottobre nel Regno Unito.
MERCEDES-BENZ: I DETTAGLI DELL’ACCORDO CON GLI STATI AMERICANI
L’accordo, che coinvolge complessivamente 48 Stati americani più Porto Rico e il District of Columbia, prevede quindi che Mercedes-Benz pagherà poco meno di 150 milioni di dollari. Nel dettaglio, 120 milioni saranno versati immediatamente ai singoli Stati, mentre l’esborso per i restanti 29,6 milioni sarà ridotto di 750 dollari per ogni veicolo che Mercedes riparerà, ritirerà dal mercato o riacquisterà. Quest’ultimo aspetto riguarda in particolare 39.565 veicoli che non erano stati riparati o ritirati fino ad agosto 2023: la casa automobilistica dovrà farsi carico dei costi di installazione del software aggiornato delle vetture coinvolte, fornire ai consumatori un’estensione di garanzia e pagare 2.000 dollari a ogni proprietario. Mercedes ha infine accettato di adottare una serie di misure per prevenire future condotte illecite e conformarsi agli obblighi di vigilanza.
LE ACCUSE VERSO MERCEDES
Complessivamente, i modelli Mercedes-Benz coinvolti nel nuovo accordo di patteggiamento con gli Stati USA sono circa 250.000: non solo auto ma anche veicoli commerciali leggeri, tutti equipaggiati con il motore diesel BlueTEC II e appartenenti ai Model Year compresi tra il 2009 e il 2016.
Le autorità americane hanno contestato a Mercedes l’utilizzo di software sofisticati, definiti ‘defeat devices’ o dispositivi di manipolazione, in grado di alterare il funzionamento dei sistemi di controllo delle emissioni durante i test di omologazione. Nella guida reale su strada, tuttavia, tali sistemi avrebbero permesso emissioni di ossidi di azoto (NOx) sensibilmente superiori ai limiti dichiarati, anche di 30 o 40 volte. Sebbene la casa automobilistica abbia sempre negato di avere agito intenzionalmente, sottolineando come le calibrazioni software fossero necessarie per proteggere i componenti del motore in determinate condizioni operative, ha accettato il patteggiamento per evitare le incertezze e i costi legati a una prosecuzione dei procedimenti giudiziari.

IL CONTESTO STORICO E LE PRECEDENTI SANZIONI
Questo nuovo esborso si aggiunge a una serie di sanzioni e rimborsi già affrontati dal costruttore di Stoccarda negli Stati Uniti. Già nel 2020, infatti, il gruppo aveva siglato un imponente accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) e l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA), accettando di pagare circa 1,5 miliardi di dollari per risolvere le violazioni della legge federale Clean Air Act. Parallelamente, Mercedes-Benz aveva accantonato altri 700 milioni di dollari per coprire una class action proposta dai proprietari dei veicoli coinvolti. Con il versamento di questi nuovi 150 milioni di dollari, il gruppo punta adesso a regolarizzare la propria posizione sul mercato americano, provando a lasciarsi alle spalle le criticità reputazionali legate ai vari scandali del dieselgate.