Lo stato dell’Aftermarket Automotive in Italia nel 2025: presente e futuro

Lo stato dell’Aftermarket Automotive in Italia nel 2025: presente e futuro

Come se la passa l'aftermarket italiano nel 2025 e con quali prospettive future a medio o lungo termine? Ecco qualche risposta

 

Come se la passa l'aftermarket italiano nel 2025 e con quali prospettive future a medio o lungo termine? Ecco qualche risposta

di 
20 Novembre 2025 - 10:00

Nei giorni scorsi, presso la sede di LKQ RHIAG, si è svolta la conferenza stampa che ha annunciato la nuova rappresentatività e la nuova missione di ADIRA: oggi diventata l’Associazione Degli operatori Indipendenti della Rete Aftermarket. L’occasione ha rappresentato il contesto ideale per presentare la ‘Relazione sullo stato della filiera aftermarket Italia 2025‘, curata dalla stessa associazione elaborando dati da diverse fonti: IAM Trend Italia del PoliTo, Ufficio Studi Confartigianato e Imprese, UNRAE, ACI, ANCMA e ISTAT. Da sempre rappresentante della distribuzione aftermarket indipendente italiana, seguendo l’evoluzione del comparto, ADIRA ha deciso adesso di ‘aprire le porte’ anche ad altri attori, come per esempio i produttori di componenti e i fornitori di servizi professionali, allo scopo di tutelare i diritti di tutti gli operatori della filiera aftermarket. Non più soltanto i distributori quindi, con l’obiettivo finale di promuovere sempre più una concorrenza equa e garantire la libertà di scelta per i consumatori. Ma come se la passa oggi l’aftermarket italiano nel 2025 e con quali prospettive? Per rispondere abbiamo approfondito alcuni spunti offerti proprio dalla relazione presentata, soffermandoci sugli aspetti per noi più interessanti (cliccare sui grafici per vederli a tutta larghezza).

I PREZZI ALL’INTERNO DELLA FILIERA SI STANNO RAFFREDDANDO

Terminata la spinta del post-Covid che aveva fatto lievitare i fatturati almeno fino al 2023, i prezzi all’interno della filiera aftermarket si stanno raffreddando, rallentando di conseguenza il giro d’affari. Nel caso dei ricambisti, si somma anche un rallentamento complessivo dei volumi che impatta ulteriormente sui fatturati; viceversa per i distributori il fattore volumi, in leggera crescita nell’ultimo anno, compensa il raffreddamento dei prezzi e contribuisce al mantenimento dei fatturati. Interessante anche vedere nelle tabelle seguenti quali sono le categorie merceologiche – divise tra ricambisti e distributori – che mostrano un maggiore fatturato e/o volume.

I NUMERI DELL’AUTORIPARAZIONE IN ITALIA: LE FAMIGLIE CONTRIBUISCONO PER 5,5 MILIARDI

I numeri sul fatturato si inseriscono in un contesto che vede l’autoriparazione italiana contare, a fine primo trimestre 2025, circa 89.000 imprese con circa 211.000 addetti. Il fatturato netto complessivo del settore aftermarket nel 2023 ammonta a ben 20,8 miliardi di euro, con le famiglie che contribuiscono per 5,5 miliardi di euro: pari a circa 330 euro a nucleo familiare. La regione che spende di più nell’autoriparazione è la Lombardia con poco più di un quinto della spesa totale, seguita da Sicilia, Veneto, Lazio ed Emilia Romagna.

Numeri-autoriparazione

Il fatturato dell’autoriparazione italiana è cresciuto di oltre il 25% dal 2021, quello europeo di quasi il 30%. Merito (o colpa) degli aumenti nei prezzi dei componenti, dell’aumento del parco circolante (circa 41 milioni di vetture) e dell’aumento della sua età media che nel 2025 ha raggiunto in Italia quasi i 13 anni (ma 10 milioni di veicoli ne ha più di 20…). Ovviamente il ben noto calo delle immatricolazioni ha spinto gli automobilisti verso la manutenzione e riparazione del parco esistente, tuttavia nel 2025 si nota una tendenza al raffreddamento dei prezzi e un generale rallentamento della domanda. Interessante anche vedere (nelle tabelle sotto) quali sono le omologazioni EURO del parco circolante, con ben quasi 10 milioni di auto EURO 0-1-2-3.

Fatturato autoriparazione

Parco circolante

Parco circolante Italia classe Euro

La seguente immagine mostra com’è strutturato l’ecosistema dell’aftermarket in Italia: precisando che alla filiera produttiva, distributiva e autoriparativa, occorre aggiungere le aziende di produzione di autoattrezzature, gli istituti di formazione tecnica, manageriale e commerciale, le aziende di servizi (società di consulenza, società di servizi all’autoriparazione, ecc.), gli editori di dati tecnici e commerciali.

Ecosistema aftermarket

GLI INDICATORI DEMOGRAFICI E SOCIOECONOMICI DISEGNANO UN FUTURO INCERTO  

Qualsiasi discorso sul presente e in particolare sul futuro dell’aftermarket indipendente in Italia non può comunque esulare dalle (fosche) previsioni demografiche e socioeconomiche, perché con una popolazione che invecchia, fa meno figli ed è sempre più povera, a lungo andare potrebbe venire giù l’intero sistema Paese. Dal punto di vista demografico, salvo improbabili giravolte, l’attuale trend secondo l’associazione continuerà per almeno i prossimi 25 anni, comportando un auto-rafforzamento del processo di invecchiamento, nonostante il positivo apporto delle migrazioni dall’estero. La popolazione residente, oggi circa 59 milioni, è prevista in diminuzione a 54,7 milioni entro il 2050, con un calo graduale ma costante nel tempo. Entro lo stesso anno la quota di anziani over 65 anni salirà al 34,6% (dal 24,3%), quella di individui di 15-64 anni scenderà al 54,3% (dal 63,5%) e la quota di giovani fino a 14 anni all’11,2% (dal 12,2). Il 41,1% delle famiglie sarà formata da persone sole (oggi sono il 36,8%).

Indicatori demografici

Nel contempo aumenta la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale (il 23,1% nel 2024 contro il 22,8% nel 2023) e si osserva un lieve aumento della percentuale di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (9,2% e 8,9% nell’anno precedente). In una prospettiva storica, il reddito complessivo delle famiglie negli ultimi 22 anni si è eroso ad eccezione di quello per pensioni e trasferimenti pubblici (sussidi, sostegni, ecc.). In calo tutte le tipologie di reddito con particolare evidenza per i redditi da lavoro autonomo e da capitale.

Indicatori socioeconomici

PROSPETTIVE A MEDIO E A LUNGO TERMINE

In conclusione, si può dire che le prospettive dell’automotive aftermarket italiano nel breve-medio termine sono quelle di un rallentamento dei tassi di crescita, già in atto, o perfino di una limitata decrescita. Principalmente a causa delle condizioni socioeconomiche che determinano un calo della domanda a valle, e probabilmente solo un ridimensionamento dei prezzi all’utenza potrà determinare la stabilizzazione del settore. Nel medio-lungo termine, si affermeranno tendenze già note come il consolidamento della distribuzione, l’arrivo di operatori esteri e l’evoluzione quantitativa e qualitativa dell’autoriparazione. La transizione ecologica avrà effetti significativi solo nel lunghissimo termine. Tutti trend che SICURAUTO.it racconta e analizza – con dati esclusivi – grazie ai suoi annuali Aftermarket Report, giunti alla 5° edizione presentata da poche settimane.

Va infine ricordato che sul piano normativo, nel 2025, sono arrivati a compimento alcuni processi iniziati precedentemente, come il SERMI e il DATA ACT. Se l’efficacia di quest’ultimo, entrato in vigore solo di recente, andrà valutata in un secondo momento, si può dire che la diffusione dello schema SERMI non ha ancora raggiunto livelli soddisfacenti per varie cause, sia tecniche che culturali. Nei fatti, almeno finora, pare che il mercato italiano avesse già trovato le ‘sue’ soluzioni ai problemi che SERMI voleva affrontare e risolvere. Importantissima, invece, l’entrata in vigore della ‘clausola di riparazione‘, specie per il comparto carrozzeria che in massima parte è dominato dell’OE.

Commenta con la tua opinione

X