Giurì della pubblicità ferma BYD: stop alla campagna contro Stellantis

Giurì della pubblicità ferma BYD: stop alla campagna contro Stellantis

Il Giurì della pubblicità ferma BYD: l'aggressiva campagna pubblicitaria Purefication contro Stellantis viola il Codice di autodisciplina

 

Il Giurì della pubblicità ferma BYD: l'aggressiva campagna pubblicitaria Purefication contro Stellantis viola il Codice di autodisciplina

5 Febbraio 2026 - 14:00

All’inizio dell’anno aveva fatto scalpore la campagna pubblicitaria Purefication della filiale italiana di BYD che conteneva un chiaro, anche se non esplicito, riferimento ai problemi del motore PureTech di Stellantis. Una strategia di comunicazione aggressiva, sebbene non completamente inedita, che aveva diviso gli addetti ai lavori e il pubblico, tra pareri positivi e altri più scettici. Di sicuro non era piaciuta alla diretta interessata Stellantis, che infatti si è rivolta al Giurì della pubblicità per bloccare gli spot. E con la pronuncia n. 1/2026, l’istituto ha effettivamente stabilito che i messaggi diffusi tramite TV, stampa, sito internet e social media dalla campagna pubblicitaria di BYD violano il Codice di autodisciplina pubblicitaria, ordinandone lo stop.

CHE COS’È E COSA FA IL GIURÌ DELLA PUBBLICITÀ

L’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (IAP), chiamato in gergo Giurì della pubblicità, è un’associazione italiana che dal 1966 opera affinché la comunicazione commerciale sia “onesta, veritiera e corretta” a tutela del pubblico, dei consumatori e delle imprese. Si tratta di un sistema di auto-regolamentazione dell’intero settore pubblicitario, di cui ne fanno parte le imprese che investono, le agenzie che la creano e i mezzi che la diffondono. Le organizzazioni che aderiscono si impegnano a rispettare le norme contenute nel Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale redatto dall’IAP stessa.

I singoli consumatori, come le loro associazioni, possono gratuitamente segnalare al Comitato di Controllo la comunicazione commerciale ritenuta non conforme alle norme del Codice di autodisciplina, compilando e inviando un modulo disponibile sul sito dello IAP. Ricevuta la segnalazione ed esaminato il caso, nell’ipotesi di lievi inadempienze il Comitato può invitare l’inserzionista a modificare rapidamente il messaggio pubblicitario. Oppure, se il messaggio risulta palesemente scorretto, può emettere un provvedimento per bloccarne la diffusione. Ovviamente è contemplata pure l’ipotesi che la segnalazione venga archiviata se il messaggio non si presenta in contrasto con il Codice di autodisciplina.

LA CAMPAGNA PROVOCATORIA DI BYD CONTRO STELLANTIS

La campagna pubblicitaria di BYD chiamata “Purefication” (o Operazione Purefication), lanciata a gennaio 2026, è nata come una provocazione commerciale molto aggressiva, progettata per spingere gli automobilisti con auto termiche ‘problematiche’ a passare ai veicoli BYD. La campagna si basava in particolare su questi aspetti:

  • Gioco di parole e provocazione: il nome Purefication richiamava esplicitamente (seppure senza nominarlo) il motore PureTech di Stellantis, noto per i problemi alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio, trasformando una debolezza tecnica della concorrenza in leva di comunicazione.
  • Messaggio centrale: “Se hai problemi con la cinghia… con BYD è finita“, un tono ironico per suggerire che con BYD non si hanno quei tipi di guasti e si gode di tecnologie e garanzie più robuste.
  • Incentivi concreti: la campagna offriva bonus fino a 10.000 € a chi rottamava un’auto con cinghia a bagno d’olio e comprava un nuovo modello BYD, collegando simbolicamente purificazione (ripulire, liberarsi dai problemi) al rinnovo del veicolo con una tipologia più moderna e affidabile.
  • Strategia di mercato e provocazione: l’iniziativa mirava sia a svecchiare il parco auto termico sia, soprattutto, a “puntare il dito” su un elemento molto discusso della concorrenza, come la cinghia di distribuzione a bagno d’olio dei motori PureTech, nel tentativo di attirare clienti insoddisfatti verso il marchio BYD.

In pratica la campagna pubblicitaria trasformava furbescamente un punto debole di Stellantis in uno strumento di promozione per BYD.

Giurì della pubblicità ferma BYD

PERCHÉ IL GIURÌ DELLA PUBBLICITÀ HA STOPPATO BYD?

Tuttavia, con la già citata pronuncia n. 1/2026, arrivata evidentemente a seguito di una segnalazione di Stellantis, il Comitato dello IAP ha stabilito che i messaggi “La tua cinghia dà i numeri? Te ne diamo un po’ anche noi: 122.000 ingegneri in ricerca e sviluppo – 60.000 brevetti registrati – 250.000 km. di garanzia“, “Hai la cinghia a bagno d’olio? ci spiace che per te sia sempre blue Monday – scopri i bonus BYD dedicati – Operazione Purefication“, “Ma non è ora di cambiare?” e “Problemi con la cinghia? Con BYD la tiri… via!” della campagna pubblicitaria Operazione Purefication di BYD Italia, abbiano violato gli articoli 2, 14 e 15 del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, riguardanti rispettivamente la comunicazione commerciale ingannevole, la comparazione e la denigrazione, ordinando di conseguenza la cessazione della campagna su tutti i mezzi disponibili.

Dunque una campagna aggressiva, provocatoria, furbesca, anche ironica. Ma, per lo IAP, non conforme alle regole.

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