Data Act: le 3 sfide urgenti per Connected Mobility for All Alliance

Il consorzio europeo per la mobilità connessa individua 3 aspetti prioritari su cui costruire una norma specifica per l’accesso ai dati connessi dei veicoli

20 ottobre 2022 - 12:56

Entro il 2025, quasi la metà dei veicoli circolanti in Europa saranno connessi, sia tramite dispositivi on board e per chiamata eCall, sia dispositivi aftermarket. È per questo motivo che il consorzio europeo per la Mobilità Connessa chiede alla Commissione europea un intervento urgente e più specifico del Data Act. Ecco le 3 sfide più urgenti per tutelare la concorrenza e gli interessi dei consumatori e del mercato secondo   Connected Mobility for All Alliance.

AUTO CONNESSE: SERVE UNA NORMA MENO TRASVERSALE DEL DATA ACT

I sistemi con la chiamata di emergenza eCall, dispositivi telematici di bordo (presa OBD, App della Casa automobilistica, Mirroring del Sistema Infotainment, etc.) sono sempre più diffusi sulle auto nuove e meno nuove. Molti di questi sistemi permettono la raccolta dei dati tramite Neutral Server per offrire diversi servizi connessi agli automobilisti. Attualmente il Data Act secondo l’ACEA permette un acceso equo ai dati. Parere diametralmente opposto è invece quello di Laurianne Krid, Director General FIA che ha risposto alle nostre domande. La stessa FIA ha stimato inoltre che in assenza di una concorrenza sui dati connessi i costi a carico dei consumatori europei aumenterebbero di 32 miliardi di euro. “Ci sembra essenziale che le autorità pubbliche, a livello europeo, attuino con urgenza, oltre a normative trasversali come il Digital Market Act o il Data Act, una normativa di settore in materia di accesso ai dati dai veicoli connessi, afferma il consorzio Connected Mobility for All Alliance. Il consorzio con sede in Francia riunisce i principali operatori attivi nella mobilità connessa e ha individuato 3 interventi prioritari.

1.AUTO CONNESSE E CENTRALITÀ DEI CONSUMATORI

L’automobilista deve essere al centro dell’ecosistema. Secondo il consorzio spetta a lui decidere esplicitamente con chi e per quali finalità desidera condividere i propri dati. “Ciò che è possibile per la casa automobilistica, ad esempio, deve essere possibile per tutti gli attori della mobilità connessa. In caso contrario, la loro capacità di innovare sarà gravemente limitata e la libertà di scelta e il potere d’acquisto degli automobilisti ne risentiranno notevolmente”, scrive il consorzio.

2.TUTELARE L’EUROPA DA CENTRALITÀ EXTRA UE SUI DATI CONNESSI

La normativa di settore in materia di accesso ai dati dei veicoli connessi – secondo il consorzio – eviterà che il mercato venga rinchiuso nelle mani di pochi attori extraeuropei, che definirebbero così condizioni contrattuali e tariffarie. “È quindi giunto il momento di agire se si vuole garantire all’ecosistema della mobilità connessa e agli automobilisti, condizioni favorevoli allo sviluppo di servizi innovativi e ad alto valore aggiunto”.

3.AUTO CONNESSE PER LA SICUREZZA STRADALE E L’EFFICIENZA ENERGETICA

Gli operatori della mobilità connessa che otterranno l’accesso ai dati del veicolo con il consenso dell’utente, potranno offrire nuovi servizi, come avvisi in tempo reale di aree ad alto rischio in ottica di sicurezza stradale, o consigli all’utente per incoraggiare un comportamento di guida responsabile.

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