Bandiere Stellantis
Concessionari Stellantis, appello all’UE: “Salvare rete e occupazione”
Scopri la lettera urgente dei concessionari Stellantis alla Commissione Europea sui limiti emissioni CO2 e il rischio per l'industria
Scopri la lettera urgente dei concessionari Stellantis alla Commissione Europea sui limiti emissioni CO2 e il rischio per l'industria
La rete dei concessionari europei di Stellantis ha inviato una lettera formale e urgente alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per esprimere una profonda preoccupazione circa l’inasprimento degli standard sulle emissioni di CO2. Gli operatori del settore avvertono che, senza un intervento correttivo o una maggiore flessibilità normativa, l’intero ecosistema della distribuzione automobilistica rischia il collasso, con conseguenze devastanti per l’economia e l’occupazione nel continente.
L’IMPATTO DEGLI OBIETTIVI CO2 E IL RISCHIO SANZIONI
Il nodo centrale della questione risiede nei parametri che imporranno ai produttori limiti di emissioni medi estremamente severi a partire dal prossimo anno, una volta scaduta la proroga triennale. I concessionari sottolineano come il divario tra le ambizioni legislative di Bruxelles e la reale capacità di assorbimento del mercato sia ormai incolmabile. Se i costruttori non riusciranno a rispettare tali quote, saranno costretti a pagare sanzioni miliardarie che inevitabilmente si ripercuoteranno sulla filiera, oppure a limitare drasticamente la produzione di veicoli a combustione interna per bilanciare la media delle emissioni. Questa contrazione forzata dell’offerta non farebbe altro che ridurre i volumi di vendita dei distributori, mettendo a repentaglio la stabilità finanziaria di migliaia di imprese che operano sul territorio europeo.
IL DIVARIO TRA NORMATIVE E REALTÀ DEI CONSUMATORI
La lettera evidenzia una discrepanza critica tra la spinta politica verso l’elettrico e la domanda effettiva dei consumatori, frenata da prezzi di listino ancora elevati e da una rete di ricarica spesso insufficiente o poco affidabile. I concessionari riferiscono di trovarsi in una posizione insostenibile, con piazzali pieni di veicoli elettrici che faticano a trovare acquirenti nonostante i massicci sforzi commerciali. La fine degli incentivi statali in mercati chiave ha ulteriormente aggravato la situazione, rendendo impossibile raggiungere le quote di mercato necessarie per soddisfare i requisiti comunitari. Secondo i dealer europei di Stellantis, imporre target così ambiziosi in un contesto economico globale incerto e con una concorrenza asiatica sempre più aggressiva significa condannare la produzione europea a una marginalità strutturale.

LA NECESSITÀ DI UNA TRANSIZIONE PRAGMATICA E SOCIALE
L’appello finale rivolto a Bruxelles è quello di adottare un approccio più pragmatico che privilegi la salvaguardia dell’occupazione e della rete distributiva rispetto a una tabella di marcia ideologica. I concessionari chiedono lo slittamento delle scadenze o l’introduzione di clausole di revisione che tengano conto delle reali condizioni di mercato e dello stato delle infrastrutture nei vari Stati membri, giudicando in ogni caso insufficiente l’allentamento del 10% dell’obiettivo 2035 annunciato a dicembre. La sopravvivenza di migliaia di posti di lavoro dipende dalla capacità dell’Unione Europea di ascoltare chi vive quotidianamente le dinamiche di vendita e assistenza. Proteggere la rete Stellantis significa preservare un tessuto industriale fondamentale che garantisce mobilità e servizi ai cittadini, evitando che una transizione energetica mal gestita si trasformi in una crisi sociale senza precedenti per il settore automotive.