Multe emissioni CO2: 3 anni per rispettare il target, c’è l’accordo
Le case automobilistiche avranno più tempo per adeguarsi agli standard sulle emissioni di CO2, evitando le multe miliardarie
Le case automobilistiche avranno più tempo per adeguarsi agli standard sulle emissioni di CO2, evitando le multe miliardarie
Siamo forse a una svolta positiva della vicenda delle multe per le case automobilistiche che nel 2025 non rispetteranno i nuovi limiti e più stringenti europei sulle emissioni di CO2. Lo ha annunciato Ursula Von der Leyen, parlando ai giornalisti al termine dei lavori di giornata del Dialogo strategico sull’automotive. La presidente della Commissione europea ha detto che proporrà un emendamento mirato al regolamento sulle emissioni di CO2 per le auto per far sì che le aziende automobilistiche abbiano tre anni di tempo invece di uno per adeguarsi agli standard di conformità (quindi entro il 2027), evitando così le salatissime sanzioni che sarebbero scattate da quest’anno.
IL REGOLAMENTO UE SUL LIMITE DI EMISSIONI DI CO2 PER LE CASE AUTO
Come è noto il Regolamento UE 2019/631, introdotto nell’ambito del Green Deal, stabilisce che le vendite complessive di ciascuna casa automobilistica nell’Unione Europea non debbano superare annualmente un limite medio di emissioni di CO2, pena l’applicazione di salatissime multe: 95 euro per ogni grammo eccedente il limite moltiplicati per ogni auto venduta, quindi un grammo per chi vende un milione di auto diventa una multa di 95 milioni, due grammi eccedenti costano 190 milioni e così via. Fino all’anno scorso tale soglia era di 115,1 g/km di CO2 (ciclo WLTP), ma a decorrere dal 1° gennaio 2025 si è abbassata del 15% scendendo a soli 93,6 g/km di CO2 (poi calerà ulteriormente a 49,5 g/km nel 2030). Per i veicoli commerciali leggeri il nuovo target è di 153,9 g/km di CO2, che scenderà a 90,6 nel 2030.
Allo stesso tempo è previsto un sistema di ‘crediti’ per le case auto che, nell’anno, superano il 25% di auto vendute elettriche o plug-in hybrid (0-50 g/km di CO2) sul totale delle immatricolazioni, percentuale che scende al 17% per i veicoli commerciali. Il raggiungimento di questo target del 25% (o 17%) riduce proporzionalmente gli obiettivi di emissioni fino a un massimo del 5%.
Dal 2020 al 2024 le case auto se la sono più o meno cavata, potendo sfruttare una serie di ‘scorciatoie’ tra cui l’acquisto di crediti dalle aziende più virtuose, che comunque ha un costo molto elevato. Da quest’anno, però, rientrare nei limiti di CO2 è molto più difficile e potrebbero non bastare neppure le cosiddette scorciatoie. Volkswagen, per esempio, ha stimato di dover pagare nel 2025 una mega multa di 1,5 miliardi di euro.
Ecco perché molte case case auto, che già devono fare i conti con la crisi globale dell’automotive, hanno chiesto alla Commissione UE di modificare o quanto meno posticipare le norme sui limiti della CO2, al fine di non aggravare una situazione molto delicata a livello economico. E a sentire le ultimissime notizie, la Commissione dovrebbe aver accolto l’appello dei costruttori, estendendo da 1 a 3 anni il periodo per rispettare il nuovo target di 93,6 g/km di CO2.
MULTE UE: LE CASE AUTO EUROPEE AVRANNO TRE ANNI PER ADEGUARSI ALLE NORME SULLE EMISSIONI DI CO2
Come detto inizialmente, infatti, Ursula Von der Leyen ha anticipato i punti principali del piano ad hoc per il settore auto che sarà svelato mercoledì 5 marzo, confermando un intervento urgente per garantire flessibilità alle case automobilistiche dalle multe che scatterebbero quest’anno ai produttori che supereranno il limite di emissioni per le nuove vendite, stimate in oltre 15 miliardi per il solo 2025. “Gli obiettivi rimangono gli stessi“, ha assicurato VdL, “ma daremo più tempo, 3 anni, per raggiungerli. Questo significa più respiro per l’industria. È nostro dovere ascoltare le voci che chiedono più pragmatismo in questi tempi difficili“.
L’introduzione di un meccanismo di flessibilità triennale è stata confermata su X (in attesa dell’annuncio ufficiale che ci sarà il 5 marzo, poi occorrerà l’approvazione dei 27 Governi e degli eurodeputati) dal vicepresidente con delega alla prosperità e alla strategia industriale della Commissione europea, Stéphane Séjourné: “Non penalizzeremo il settore che dovremmo aiutare: questa decisione è il risultato di un lungo processo di persuasione e sono felice che sia stata adottata“.
La Commission européenne a décidé d’introduire un mécanisme de flexibilité de trois ans pour les constructeurs automobiles sur les amendes prévues dans la loi sur les standards CO2.
Nous ne pénaliserons pas l’industrie que nous devons aider. 1/2
— Stéphane Séjourné (@steph_sejourne) March 3, 2025
Von der Leyen ha poi annunciato che saranno accelerati “i lavori sulla revisione dei target 2035 con la piena neutralità tecnologica come principio fondamentale“. Tra le iniziative che faranno parte del piano per il comparto menzionate dalla presidente, ci sarà anche “un’alleanza industriale” per lo sviluppo di software, chip e tecnologia di guida autonoma per le auto e anche per lo sviluppo di batterie made in Europe: “Valuteremo il sostegno diretto per i produttori di batterie dell’UE, introducendo gradualmente il principio di ‘contenuto europeo per le celle delle batterie e i componenti‘.
CRITICHE DAGLI ECOLOGISTI: “UN REGALO ALLE CASE AUTO IN CAMBIO DI NESSUN IMPEGNO”
Se le case auto tirano un sospiro di sollievo, lo stesso non si può dire degli ambientalisti, molto critici verso questa ‘frenata’ della Commissione europea in ottica Green Deal. Per Transport & Environment, la principale associazione europea che promuove i trasporti sostenibili, la misura di flessibilità è un regalo senza precedenti all’industria automobilistica europea e ritarderà la crescita dell’economia di scala per la produzione di veicoli elettrici in Europa, togliendo la pressione sull’industria per il lancio di modelli elettrici più economici. Per William Todts, direttore esecutivo di T&E e tra i partecipanti al Dialogo strategico, “l’indebolimento delle norme europee sulle auto pulite premia i ritardatari e non giova all’industria automobilistica europea, se non lasciandola ancora più indietro rispetto alla Cina per quanto riguarda i veicoli elettrici. L’UE rischia di creare un’incertezza molto dannosa sulla transizione verso la mobilità elettrica in Europa“.
Secondo Todts, “l’attuale obiettivo di CO2 per il 2025 è ampiamente alla portata delle case automobilistiche europee, che hanno tempo fino alla fine dell’anno per conformarsi al regolamento. Modificando la finestra di conformità a tre anni, le case auto saranno meno stimolate a immettere sul mercato modelli più convenienti, come la Renault R5 e la Citroën eC3, entrambi prodotti e commercializzati con una tempistica finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo del 2025“.