Auto elettriche aziendali, ACEA: “costi elevati e poche colonnine”
L’ACEA chiede incentivi intelligenti per rilanciare le vendite di auto elettriche aziendali, frenate da costi e infrastrutture carenti
L’ACEA chiede incentivi intelligenti per rilanciare le vendite di auto elettriche aziendali, frenate da costi e infrastrutture carenti
Nel primo semestre del 2025, i veicoli elettrici hanno rappresentato solo il 15% delle immatricolazioni auto nell’Unione Europea. Il dato scende all’8,5% per i veicoli commerciali leggeri e addirittura al 3,5% per i camion. Numeri lontani dagli obiettivi climatici e industriali del continente, e ancora più preoccupanti se si considera che il 60% del mercato automobilistico europeo è composto da flotte aziendali. Per i veicoli commerciali questa quota sfiora il 100%. L’ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili) lancia un messaggio chiaro: servono misure intelligenti, non solo obblighi normativi.
GLI OSTACOLI ALLA TRANSIZIONE ELETTRICA AZIENDALE SECONDO ACEA
Come per i privati, anche le aziende si scontrano con ostacoli concreti che rallentano l’adozione di veicoli a zero emissioni. Tra i principali, di cui parla l’ACEA in un comunicato stampa:
- Costo totale di possesso (TCO) elevato, aggravato da tariffe di ricarica pubblica superiori rispetto ai carburanti tradizionali.
- Infrastrutture di ricarica insufficienti, soprattutto nei paesi dell’Europa orientale e meridionale.
- Mercato dell’usato debole, con forte incertezza sul valore residuo dei veicoli elettrici dopo qualche anno.
Queste criticità – per l’associazione – riducono l’attrattiva economica dei modelli elettrici, rendendo necessario un intervento politico coordinato.
INCENTIVI AUTO AZIENDALI ELETTRICHE COME NORVEGIA E BELGIO
Secondo l’ACEA, è l’esempio dei leader a dimostrare che gli incentivi fiscali ben progettati funzionano. In Norvegia, circa il 90% delle nuove immatricolazioni aziendali è a zero emissioni. Questo grazie a un pacchetto combinato di esenzioni fiscali, agevolazioni infrastrutturali, pedaggi ridotti e privilegi come l’uso delle corsie preferenziali. Anche il Belgio segue lo stesso modello: l’80% delle nuove auto aziendali nel 2024 erano elettriche, senza che siano stati imposti obblighi normativi.

ACEA CONTRO NUOVI VINCOLI IN EUROPA
Solo 19 dei 27 Stati membri hanno politiche fiscali attive per sostenere la transizione elettrica delle flotte aziendali. L’ACEA propone che l’Unione adotti una proposta non legislativa, focalizzata sulle misure nazionali e sulla diffusione delle best practice. Nel settore dei veicoli commerciali, invece, il percorso deve essere più ampio: incentivi per gli operatori logistici, criteri di preferenza negli appalti pubblici, pedaggi legati alle emissioni e sostegno all’infrastruttura.
L’ACEA ribadisce quanto espresso anche in altre occasioni: la chiave è stimolare la domanda, non regolare l’offerta. “Tuttavia, la scelta dello strumento più efficiente determinerà l’impatto e il successo della transizione, e questi saranno efficaci solo se saranno presenti le infrastrutture abilitanti e gli altri prerequisiti.”