Auto usate comprate all’asta: le pratiche da gestire

Nella procedura di auto usate comprate all’asta occorre sempre prestare molta attenzione alle pratiche da gestire per evitare rischi e problemi

21 marzo 2022 - 19:00

Il business delle auto usate comprate all’asta è dimostrato dall’ampia disponibilità di piattaforme a cui fare riferimento. Ma se le opportunità sono evidenti, anche in ambito B2B, e gli stessi spazi web sono certificati dal Ministero della Giustizia, il livello di attenzione di buyer e seller deve essere costantemente elevato. Occorre infatti sapere come funziona la procedura ovvero come fare a partecipare a un’asta per l’acquisto di auto usate. Ma anche quali sono i rischi, almeno potenziali, a cui si va incontro. Tra questi non vanno trascurate le pratiche da gestire nell’ambito delle auto usate comprate all’asta. Alcune di queste vanno affrontate subito dopo l’aggiudicazione del veicolo o della flotta di veicoli. Altre invece sono successive al passaggio di proprietà della vettura. Senza dimenticare la possibile esistenza di casi particolari, come quello relativo al fermo amministrativo delle auto usate comprate all’asta. Esaminiamone i dettagli.

LE PRIME PRATICHE DA GESTIRE DOPO L’AGGIUDICAZIONE DI AUTO USATE COMPRATE ALL’ASTA

La pratica più importante da gestire in seguito all’aggiudicazione di auto usate comprate all’asta è l’intestazione del veicolo stesso. La procedura da seguire è la medesima che disciplina quella tra privati nell’ambito di una tradizionale compravendita. In buona sostanza occorre effettuare il passaggio di proprietà, ma con una particolarità. Il buyer deve fare riferimento al verbale di aggiudicazione all’asta, in originale o in copia conforme con tanto di marca da bollo, anziché all’atto di vendita. Quest’ultimo documento, proprio per via della natura dell’aggiudicazione del veicolo, non è disponibile. Può essere quindi necessario un passaggio successivo al Pra se le auto usate comprate all’asta (o anche una sola di esse) siano prive del libretto di circolazione o del certificato di proprietà. Qui il vincitore dell’asta può infatti chiedere un duplicato presentando la dichiarazione di mancanza dei documenti.

IL CASO PARTICOLARE DEL FERMO AMMINISTRATIVO SULLE AUTO USATE COMPRATE ALL’ASTA

E se le auto usate comprate all’asta sono state sequestrate in seguito a un pignoramento? Come comportarsi se sul veicolo grava un fermo amministrativo? Il veicolo raggiunto da questo provvedimento non può circolare. Il proprietario non può così esportarlo né demolirlo. In parallelo non può provvedere alla radiazione al Pubblico registro automobilistico. Questa disposizione non ha scadenza e il divieto resta in vigore fino a quanto il contribuente non saldi il debito. Nel caso allora di fermo amministrativo sulle auto usate comprate all’asta, la pratica da gestire è la cancellazione del provvedimento. Occorre che sul verbale ci sia una specifica ordinanza di purgazione del tribunale. Si tratta di quella operazione che consente al buyer di comprare un bene su cui grava un provvedimento di questo tipo. La somma da offrire viene stabilita dalle norme previste dal diritto privato. Il giudice delibera il valore facendo riferimento al valore di mercato. Un esperto effettua in precedenza la perizia e la stima del bene.

DALL’ASSICURAZIONE AL BOLLO AUTO USATE COMPRATE ALL’ASTA

Chiusa la fase dell’aggiudicazione delle auto usate comprate all’asta e dopo aver concluso l’operazione del passaggio di proprietà, non resta che affrontare le altre due pratiche necessarie prima di iniziare la circolazione su strada. La prima è quella dell’assicurazione dell’auto ovvero della sottoscrizione della Rc auto. La seconda è invece il pagamento del bollo auto. Nel caso di un veicolo di seconda mano, chi risulta proprietario nell’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento deve procedere con il versamento dell’imposta di possesso. In pratica è l’ultimo giorno del mese successivo a quello di prima immatricolazione. Tuttavia il quadro cambia nel caso di attivazione dell’esenzione temporanea dal bollo. In questo caso, l’aggiudicatario deve pagare subito dopo l’acquisto. Questa procedura fa scattare una nuova scadenza annuale che non coincide con il mese successivo a quello di prima immatricolazione ma con il mese successivo a quello della vendita dell’auto usata. Se non attivata, la data di scadenza del bollo resta il trentesimo giorno successivo al mese di immatricolazione.

IMPREVISTI DA GESTIRE CON LE AUTO USATE COMPRATE ALL’ASTA

C’è poi un altro caso particolare, tutt’altro che singolare, relativo alle auto usate comprate all’asta. Se dovessero mancare le chiavi e i codici necessari per richiedere il duplicato, spetta in genere al buyer gestire la pratica. Che in termini pratici significa affrontare le spese per la sostituzione delle serrature e del blocchetto di avviamento.

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