Volvo XC 90 D5 AWD: prova su strada

Interni raffinati e notevole spazio sono fra i principali punti di forza del grosso SUV svedese, migliorabile il confort su strade sconnesse

2 novembre 2016 - 11:08

La seconda serie della XC90 segna l’inizio di un nuovo capitolo nella storia di Volvo (dal 2010 acquisita dal gruppo cinese Geely), rispecchiandone il futuro orientamento stilistico.La Volvo XC 90 è proposta negli allestimenti Kinetic, Momentum, Business Plus, Inscription, R-design, con il 4 cilindri 2 litri turbo benzina (254 CV o 320 CV) o diesel (190 CV o 235 CV). Le versioni D4 con motore a gasolio monoturbo da 190 CV sono a trazione anteriore mentre le D5 diesel biturbo, le T5 e T6 benzina sono tutte trazione integrale (AWD).  Disponibile anche la versione T8 AWD ibrida plug-in. I prezzi partono da 53.400 euro per la versione D4 Kinetic 190 CV, 2 ruote motrici. L’esemplare protagonista della nostra prova è una D5 AWD 7 posti in allestimento Inscription con il diesel biturbo da 235 CV(173 kW) a 4000 giri ed una coppia di 480 Nm a 1750-2250 giri. Il prezzo di listino di questa versione è di 69.380 euro ma con i numerosi optional a pagamento si sfiorano i 90 mila euro.

DESIGN ED ESTERNI La linea della XC 90 è imponente ma non appariscente. A prima vista è abbastanza impersonale perché squadrata e molto lineare, quindi priva di elementi stilistici modaioli o fortemente caratterizzanti ad eccezione del disegno tipicamente Volvo dei fari posteriori a sviluppo verticale. Per contro, troviamo il frontale e il design rivisto della mascherina a nostro parere meno riusciti se confrontati con quelli di altre Volvo. Molto lineare il disegno dei fari anteriori a LED autolivellanti che includono luci diurne a ‘T’ rovesciata, e funzione antiabbagliamento (On/Off). I giochi di accoppiamento dei vari pannelli di carrozzeria sono costanti ma non molto ridotti. Numerosi gli antiestetici  punti elettrici di saldatura visibili nelle zone interne delle porte. Di ottimo livello l’aspetto della verniciatura (cofano e parafanghi anteriori sono di alluminio) con spessori medi misurati di 105-115 micron. La XC 90 è lunga 4,95 m, larga 1,931 m (2,14 m inclusi specchi retrovisori), alta 1,776 m.

INTERNI Il quadro strumenti digitale (TFT Crystal Display) da 12,3” è a colori ad alta risoluzione personalizzabile nella gestione delle informazioni e delle impostazioni grafiche: Glass, Minimalistic,Chromerings. La grafica è moderna ma in certi casi appare ridondante. La regolazione del volante è solo manuale mentre a questi livelli ci si aspetta quella elettrica di serie. Lo spazio interno è notevole e i sedili in tre file possono ospitare 7 persone. I sedili anteriori a regolazione elettrica sono un concentrato di comodità e raffinatezze: sono ventilati e riscaldati, rivestiti in pelle nappa traforata con cuscino estendibile. Il rivestimento superiore della plancia è in materiale morbido con cuciture che troviamo anche sui pannelli porte e sul rivestimento del tunnel. Discutibili sul piano estetico gli inserti di serie in legno opaco chiaro Linear Walnut su plancia, sportelli e tunnel centrale: sicuramente più apprezzabili quelli Dark FlameBirch in legno scuro lucido ottenibili come optional (270 euro). Lo schienale del sedile posteriore centrale è scarsamente imbottito (in sostanza è il bracciolo centrale ripiegato). Non molto agevole l’accesso alla terza fila dei sedili. Il bagagliaio, ben rivestito con moquette, ha una capacità di 721 L (262 L con la terza fila dei sedili occupata), che diventano 1816 con tutti i sedili posteriori abbattuti.

IN OFFICINA Il cofano motore in alluminio è sostenuto da molle ad aria. La classica astina di livello olio motore è assente poiché sostituita da un sensore elettronico di livello. Quindi per tale controllo si deve fare affidamento alle relative segnalazioni sul quadro strumenti o sullo schermo multifunzione centrale. Solo le lampadine alogene possono essere sostituite dall’utente, per le luci a led è necessario rivolgersi presso le officine abilitate. Un po’ scomoda la verifica e l’eventuale rabbocco del liquido di raffreddamento e dei freni le cui vaschette risultano nascoste. Occorre prima asportare una paratia in plastica e sollevare parzialmente la guarnizione di tenuta in gomma del vano motore. Le tre scatole portafusibili sono alloggiate rispettivamente nel vano motore, nel vano bagagli e  sotto il cassetto porta oggetti. Il nuovo 4 cilindri diesel biturbo di 1969 cc della famiglia Drive-E è un corsa lunga con monoblocco e testata in lega leggera, distribuzione con doppio albero a camme in testa (catena) e 4 valvole per cilindro. Le sospensioni sono dotate di ammortizzatori pneumatici a controllo elettronico (optional); quelle anteriori sono a  bracci sovrapposti in lega leggera con molle elicoidali e barra stabilizzatrice. Interessante ed insolita la sospensione posteriore multilink dotata di balestra trasversale monofoglia in materiale composito al posto delle consuete molle elicoidali. Tale soluzione, secondo la Casa svedese, consente di ridurre il peso delle sospensioni di 4,5 Kg ed aumentare lo spazio disponibile all’interno del bagagliaio. La balestra è realizzata dalla Benteler SG  su matrice poliuretanica studiata dalla Henkel. La massa a vuoto del veicolo è di 1954 Kg. I manuali per l’utente in dotazione alla vettura sono di ottimo livello per contenuti e veste grafica. Apprezzabile in particolare la Quik Guide corredata da nitide foto a colori della strumentazione e dei vari comandi. Garanzia vettura e verniciatura 2 anni/km illimitati, corrosione passante 8 anni, tagliandi ogni 30 mila km.

SU STRADA La visibilità in marcia è molto buona ma anche in manovra i sensori di parcheggio e la ottima retrocamera, facilitano notevolmente il compito. In presenza di luce solare si notano alcuni fastidiosi riflessi del rivestimento plancia sul parabrezza. La risposta del diesel biturbo 2 litri è vigorosa e rapida in ogni condizione. Praticamente assente il turbo-lag.  Soprattutto ai bassi regimi il 4 cilindri fa sentire la sua ovattata presenza sonora comunque non fastidiosa. Il Drive Mode consente di selezionare 5 diverse modalità di guida: Eco, Confort, Dynamic, Off Road, Individual. Il cambio automatico Aisin Geartronic 8 marce a gestione elettronica  con convertitore di coppia è tra i migliori attualmente disponibili. Per l’uso sequenziale è prevista la leva di selezione sul tunnel. I cambi marcia sono morbidi e sufficientemente veloci. Migliorabile il passaggio da prima a seconda talvolta eccessivamente ritardato anche in modalità Eco o Confort. I freni ampiamente modulabili e progressivi potrebbero essere più mordenti nelle frenate energiche. Lo sterzo è preciso e correttamente servoassistito  con una rapportatura adatta al tipo di veicolo.A dispetto della sua mole la XC 90 mostra un’agilità sul misto insospettabile, ben coadiuvata dalla notevole coppia del 4 cilindri biturbo e dalle buone qualità dello sterzo. Le sospensioni offrono un buon confort generale che si traduce in un  rollio non eccessivo e mai fastidioso. Tuttavia, la taratura non risulta morbida sulle sconnessioni stradali più severe (quelle a spigolo vivo), che provocano una risposta secca delle sospensioni, complici anche gli pneumatici a spalla bassa (la vettura in prova monta enormi ruote 275/40 R21). Il consumo medio su percorsi misti  si stabilizza su 9,3 l/100 Km (10,7 Km/l), mentre nell’uso in città si arriva a 9,4 Km/l anche in Eco in condizioni di traffico intenso. Il funzionamento dello S&S è impeccabile ma non può fare miracoli su una vettura 4×4 che pesa due tonnellate. In autostrada, entro i limiti di velocità, si percorrono12 Km/l. La Casa dichiara un ottimistico consumo nel ciclo urbano di 6,20 l/100 Km e 5,40 in quello extraurbano. Le emissioni di CO2 sono di 162-149 g/Km). La capacità del serbatoio è di 71 litri.

INFOTAINMENT Eccellente e raffinato l’impianto HiFi Bowers&Wilkins che impiega ben 19 altoparlanti pilotati da amplificatori in classe D da 1400 watt a 12 canali perfettamente integrato nell’architettura dell’abitacolo. Ogni diffusore è stato posizionato per un’acustica ottimale e un suono più avvolgente possibile in qualunque punto dell’abitacolo. Il diffusore centrale con tweeter superiore montato sulla parte alta della plancia minimizza la riflessione acustica dal parabrezza, generando un suono più dettagliato e realistico. L’impianto include anche una delle prime applicazioni in campo automobilistico di un subwoofer ventilato che, integrato nella carrozzeria della vettura, trasforma l’intero abitacolo in un enorme subwoofer. Le mappe del navigatore con grafica in 3D non sono del tutto complete ed aggiornate e le indicazioni durante i percorsi risultano in qualche caso non corrette. Il grande schermo touch multifunzione da 9 “simile a un tablet, è molto scenografico e ricco di informazioni. In buona sostanza, gran parte dei comandi fisici a pulsante sono stati eliminati e concentrati nello schermo touch centrale. Una serie di menù e sottomenù gestiscono le numerose funzioni ma l’uso durante la marcia si rivela eccessivamente macchinoso e non immediato e ciò si traduce facilmente in distrazione per il guidatore anche per semplici operazioni. Una scelta progettuale un po’ estrema che stride con la ricerca della massima sicurezza che ha reso celebre la Casa svedese.  Consigliabile quindi l’uso del sistema Sensus a vettura ferma o con l’ausilio del passeggero, se presente.

SICUREZZA La dotazione di sicurezza della Volvo XC 90 è di prim’ordine. Dispone di serie di airbag frontali, laterali zona torace e a tendina zona testa, pretensionatori e limitatori di carico anteriori e posteriori. Airbag passeggero disattivabile. Nel crash test Euro NCAP la XC 90 ha ottenuto 5 stelle (nuovo protocollo 2015). Protezione adulti 97%, bambini 87%, pedoni 72%, safety assist 100%. Tutti i dispositivi di sicurezza richiesti e valutati da Euro NCAP sono di serie. Il sistema City Safety di frenata autonoma per basse e alte velocità che riconosce anche ciclisti e pedoni, l’avviso di superamento  della corsia di marcia e il limitatore di velocità automatico che riconosce i segnali stradali tramite telecamera. Eccessiva e fastidiosa la reazione al volante (disattivabile) dell’avviso di superamento corsia di marcia. In qualche caso abbiamo rilevato discordanze tra l’indicazione del limite di velocità indicato sul display e il cartello stradale. Il dispositivo Surround View consente una visuale a 360° attorno all’auto grazie all’elaborazione di tutte le informazioni rilevate da tutte le telecamere e alla loro trasformazione – attraverso la tecnologia digitale – in un’unica immagine a 360° gradi. Da menzionare anche l’EBL (Emergency BrakeLights) che in caso di frenata di emergenza, attiva gli stop in modalità lampeggiante.

SicurAUTO.it ringrazia l’officina Claudio Toppi di Roma per la consueta collaborazione

 

Pro

  • Notevole spazio interno
  • Sistemi di sicurezza
  • Comportamento stradale brillante
  • Livello di finiture elevato

Contro

  • Sospensioni scomode su strada sconnessa
  • Schermo multifunzione di non rapido utilizzo
  • Molti optional a pagamento
  • Insonorizzazione motore non al top

1 commento

orazio
17:42, 14 novembre 2016

Odio le Volvo Diesel che lei e unacasa per i Diesel,le odio perchè una vecchia signora anchesi distinta,l'ho vista,con una Volvo V 90 bestiona di macchina,non mi ha dato la precedenza e m'ha urtato la mia Daihatsu Sirion nella fiancata destra,e da Pirata e scappata non fermandosi.Vigili urbani di Milano chiamati ripetutamente non si sono fatti vivi,dicevano che venivano con pattuglia,lì hai visti? Che schifo Vigili di Milano,non degni di Milano!!! Aug.