Peugeot 208 GTi/Nove: test su strada e differenze con modello standard

Tributo a Andreucci e Andreussi la Peugeot 208 GTi/Nove si ispira alla 208 da rally. Con la rubrica SicurTECH vi sveliamo le differenze con la 208 GTi

23 maggio 2017 - 19:33

Avere a che fare con un modello one-off, di quelli che quindi hanno una caratterizzazione unica e sono prodotte perciò in singolo esemplare, è sempre una gran bella soddisfazione. Questo perché le Case auto che allestiscono tali modelli hanno il know how giusto per farlo ed un pizzico di creatività e personalizzazione che deriva da eventuali celebrazioni. La Peugeot 208 GTi/Nove che abbiamo provato è un tributo ad un duo che ha segnato la storia del Campionato Italiano Rally, Paolo Andreucci e Anna Andreussi, e per la nostra rubrica SicurTECH ci siamo focalizzati proprio sulle differenze tra questo modello speciale e la Peugeot 208 GTi standard.

ESTETICA SENZA COMPROMESSI Il fatto è che già il solo guardare la Peugeot 208 GTi/Nove da una ventina di metri di distanza lascia capire che ci sia qualcosa sotto, di diverso, di particolare. E soprattutto si capisce subito il collegamento con i rally. Basterebbero anche solo i cerchi OZ Racing leggeri bianchi da 18 pollici per creare un parallelo tra questa piccola e pepata citycar ed il mondo della competizioni, perché sono cerchi con una storia alle spalle guadagnata grazie ad auto che hanno segnato delle epoche: Lancia Delta è una di queste. Come se non bastasse, però, Peugeot ha voluto omaggiare questa 208 della grafica che utilizza sulle auto da gara, quindi con l'anteriore bianco e la coda che taglia di netto in diagonale e mostra i colori da gara del brand francese, richiamati poi anche sull'aletta nel paraurti anteriore, nel mezzo di prese d'aria maggiorate. Il colpo d'occhio è di cattivo a tutti gli effetto, di una piccola bomba pronta ad esplodere che grazie alle grosse minigonne ed ai cerchi generosi sembra essere ancora più compatta di quanto non lo sia la versione comunemente in vendita.

GLI INTERNI SONO DA GARA Tralasciando la riduzione del peso all'osso con l'asportazione di componenti interi come il divanetto posteriore, una delle modifiche più gettonate sulle auto da gara ma che su un modello che continua a circolare su strade aperte al pubblico (e che richiede un'omologazione) non può essere portata a termine, spesso sono Alcantara e sedili sportivi il non-plus-ultra delle competizioni. Bene. Anche su questa Peugeot 208 GTi/Nove i sedili sono sportivi, e basterebbero da soli a donare un'estetica ed un carattere completamente diversi a tutto l'interno, anche se non avessero avuto le cuciture con il logo “UcciUssi9” ed il motto “Hic Sunt Leones”. Ma poi c'è l'Alcantara utilizzato per ricoprire tutta la plancia ed il volante a sottolineare ancora di più l'aspetto racing di questo modello unico, così come le maniglie delle porte in rosso lucido riportano le scritte “Ucci” al posto di guida e “Ussi” al lato passeggero. Tutte le differenze con la Peugeot 208 GTi standard ve le abbiamo volute mostrare in video con la rubrica SicurTECH, basta cliccare play sul player qui sotto.

DA USARE (QUASI) SOLO IN PISTA Partiamo dal presupposto che un'auto con passo corto fa percepire in misura maggiore le asperità rispetto ad un'auto con passo lungo. Se poi ci si mette un irrigidimento generale dell'assetto con relativo abbassamento di 10 mm, distanziali da 22 mm all'anteriore e 16 mm al posteriore ed i sopracitati cerchi da 18 pollici è ovvio che non ci si può aspettare un'auto comoda. Infatti la Peugeot 208 GTi/Nove non è un'auto con la quale girare in città, seppur la frizione leggera e morbida permetta di non stancare nel traffico: ogni crepa dell'asfalto che passa sotto le ruote la si avverte lungo ogni vertebra della colonna vertebrale. Il terreno di battaglia è quindi senza ombra di dubbio la pista, condizione nella quale il propulsore 1.6 litri THP può esprimere al massimo il suo potenziale, anche in virtù della rimappatura centralina e dello scarico completo Supersprint che hanno aumentato la potenza da 208 a 240 cavalli. Mai ci saremmo aspettati una tale corposità di erogazione da un piccolo 1.6 litri, che sale brioso fino al limitatore per poi chiedere l'innesto della marcia successiva attraverso il cambio manuale a 6 rapporti preciso ma comunque migliorabile nel feeling. Le condizioni di efficacia e sicurezza in pista sono garantite da ben due fattori, che in un certo senso potremmo definire svincolati da quella che è la potenza pura: il differenziale meccanico Torsen e l'impianto frenante maggiorato. Di fatto il lavoro del differenziale montato all'anteriore è certosino e serve a passare la coppia motrice alla ruota con più aderenza, che sia la destra o la sinistra, quindi riesce ad offrire un handling sicuro che porta anche su strada ad avere una traiettoria in curva certa e senza sbavature. A suo modo l'impianto frenante, invece, con dischi all'anteriore da 323 millimetri con pinze a quattro pistoncini, offre una riserva in più di potenza frenante necessaria in pista a “staccare” con più veemenza prima della curva e su strada ad evitare eventuali collisioni o situazioni di pericolo. Vi possiamo garantire, comunque, che l'efficacia di questa piccola Peugeot in pista sottolinea quanto il know-how del brand francese in fatto di alte prestazioni sia profondo e radicato. E poi è così rigida che affrontare curve in staccata significa alzare la ruota posteriore interna di un palmo da terra.

CONCLUSIONI Non è di certo la Peugeot 208 T16 R5 con la quale il duo “UcciUssi” ha vinto per 9 volte il CIR – Campionato Italiano Rally -, poiché meccanicamente differenti, ma poterla guidare è stata un'esperienza che ci ha avvicinato a quel mondo. Purtroppo, da buon modello unico, Peugeot non produce in serie questo allestimento ma si “limita” alla 208 GTi e 208 GTi by Peugeot Sport, quest'ultima una via di mezzo e giusto compromesso tra i due estremi. Se poi la dirigenza del brand francese dovesse decidere di sfruttare la buona base di partenza creata con questo allestimento per produrre un modello in larga scala, siamo sicuri che si ritaglierebbe una bella fetta di mercato e darebbe filo da torcere alle dirette concorrenti.

Si ringrazia il Circuito del Sele di Battipaglia per la concessione della pista utilizzata per il test

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