Maserati Ghibli Diesel: primo contatto

Abbiamo guidato la Ghibli Diesel, cioè l'interpretazione Maserati dell'ammiraglia

11 novembre 2013 - 16:14

La fabbrica Maserati di Modena, in viale Ciro Menotti 322, è un luogo speciale. Lo si capisce già dalla collocazione, perché non siamo più abituati a vedere gli stabilimenti attaccati al centro cittadino. Gli impianti automobilistici solitamente sorgono in sconfinate periferie, ma qui è tutto diverso. In Emilia, la “terra de mutor”, i luoghi sono quanto mai importanti e la Maserati è in questo stabilimento già dal 1937. La nostra prova della Ghibli inizia proprio da qui, anche se l'ammiraglia con il Tridente sul cofano viene prodotta da un'altra parte e i suoi motori arrivano da due posti ancora diversi.

FIGLIA DELL'INTEGRAZIONE – Così funziona l'industria moderna, ma cerchiamo di mettere un po' d'ordine. Quando il Gruppo Fiat ha deciso di trasformare la Maserati, da piccolo costruttore di auto sportive ( 8.000 pezzi/anno il miglior risultato raggiunto), in marchio del lusso globale con l'ambizione di vendere 50.000 auto all'anno, ha dovuto mettere a punto un nuovo piano industriale. L'auto è stata progettata partendo da una costola della Lancia Thema, o se preferite Chrysler 300 C, per far poi convergere su di sé tutte le migliori tecnologie del Gruppo Fiat-Chrysler. Se della Thema/300 C rimane solo un pezzetto centrale del pianale, il sistema di infotainment è chiaramente una (ottima) derivazione dello Uconnect montato sulle Alfa Romeo e sulle Fiat.

MOTORI SOLO A 6 CILINDRI – Il cambio, invece, è lo ZF a 8 rapporti con convertitore di coppia, ovvero quanto di meglio si trovi oggi sul mercato, per questo tipo di applicazioni. Per quanto riguarda quello che si trova sotto il cofano, il discorso si fa più articolato. I motori disponibili sulla Ghibli sono due, entrambi con architettura a 6 cilindri a V di 60 gradi, entrambi con una cilindrata di 3 litri e sovralimentati con due turbocompressori. Ovviamente uno è a Ciclo Otto, l'altro a Ciclo Diesel e visto chi li produce non potrebbe essere altrimenti. Infatti il benzina è un progetto Ferrari, che è partita dal basamento del V6 Chrysler Pentastar per realizzare un motore completamente nuovo, mentre il diesel esce dalle linee della VM Motori di Cento ed è l'ultima evoluzione del propulsore montato anche sulla Lancia Thema. Il 3.0 V6 bi-turbo eroga 330 o 410 CV a seconda delle versioni, con una coppia massima di 550 Nm a 1.750 giri; il bi-turbo diesel dispone, invece, di 275 CV e 600 Nm di coppia a 2.000 giri, ma ne esiste anche una versione depotenziata a 250 CV per non incappare nel super-bollo.

5 METRI FACILI FACILI – È proprio la Maserati Ghibli Diesel l'oggetto della nostra prova, ma abbiamo anche avuto modo di fare alcuni chilometri con la Ghibli a benzina a trazione posteriore. Lo specifichiamo perché l'ammiraglia del Tridente è disponibile anche in versione a trazione integrale, denominata Q4, come alcune Alfa Romeo del passato. Anche se siamo abituati a guidare qualsiasi tipo di auto, mettersi al volante di un mezzo da quasi 5 metri di lunghezza richiede sempre un minimo di apprendistato, vista anche la larghezza della Maserati. Tuttavia, le dimensioni esterne sono l'unica caratteristica lievemente ostica di quest'auto, sebbene intrinseca alla sua natura. Perché, per il resto, ogni comando della Ghibli è facile e intuitivo. Il volante, ad esempio, in manovra è leggero, così come il cambio automatico e il pedale dell'acceleratore.

IL DIESEL SUONA BENE – Fare manovra è così semplice che si potrebbe anche mettere una “P” sul lunotto e farla guidare a un neopatentato…va bè, si fa per dire! La Maserati scivola nel traffico senza sussulti e con un'insonorizzazione impeccabile. Le sospensioni a controllo elettronico filtrano benissimo ogni sconnessione e per parlare basta sussurrare. Il V6 diesel infastidisce solo un minuto, giusto il tempo di raggiungere la temperatura di esercizio, poi i risuonatori presenti nell'impianto di scarico e i condotti di aspirazione modificati gli conferiscono un suono degno del blasone.  

SPORTIVA DI RAZZA – Insomma, la Maserati Ghibli è una perfetta ammiraglia, ma basta volerlo e si trasforma in una sportiva di razza. Basta premere tre pulsantini sul tunnel centrale e prendere in mano la situazione. Mettete il cambio in manuale, la gestione motore in modalità sport e irrigidite le sospensioni. Mani alle 9:15 e dita pronte a intervenire sulle palette dietro il volante. Si affonda il gas e la Ghibli scatta in avanti riassumendo i rettilinei e diventando poetica nelle curve. Il bilanciamento dei pesi è corretto, l'assetto è sano e il controllo è totale. Anche i freni fanno egregiamente la loro parte, tanto che per convincersi di guidare 19 quintali di auto bisogna ricordarsi la scheda tecnica. Cercando il limite l'auto tende leggermente al sottosterzo, ma per trovarlo bisogna davvero andarlo a cercare, con manovre e velocità che su strada corrispondono al ritiro della patente.

NESSUNO E' PERFETTO – Il 3 litri turbodiesel ha coppia in abbondanza, ma bisogna attendere i 2.000 giri per averla tutta disponibile. A quel punto è meglio tenersi forte. Anche sulla Ghibli benzina è bene reggersi saldamente alle maniglie, perché l'erogazione del V6 bi-turbo è molto più rabbiosa, non svanisce sopra i 4.500 giri, ma prosegue fino a 6.000. In questa Maserati il carattere sportivo è ancora più accentuato e sovrasta ogni altra caratteristica dell'auto. Così questa Ghibli si fa anche perdonare qualche piccola carenza, come i comandi al volanti dal feeling rigido e qualche mancanza più grave, come i sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. In Maserati ci hanno detto che i loro clienti sono molto più concentrati su altre caratteristiche dell'auto e non facciamo fatica a credergli. Tuttavia l'integrazione di radar e telecamere, con tutte le funzioni che ne conseguono, accrescerebbero ulteriormente la cifra complessiva dell'auto oltre ad aggiungere diversi elementi di sicurezza. 

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