Avviatore batteria auto di emergenza: quale scegliere?

Cosa cambia tra un avviatore per batteria auto di emergenza e un banale powerbank con le pinze? Ecco tutte le caratteristiche che non devi dimenticare

10 giugno 2021 - 15:00

L’avviatore batteria auto di emergenza è diventato uno degli accessori più versatili e indispensabili da tenere a bordo. Soprattutto quando la batteria dà i primi segni di stanchezza. Il vantaggio di usare un avviatore batteria di emergenza al posto dei cavi, fa risparmiare spazio nel bagagliaio e tempo a chiedere aiuto a un automobilista di passaggio. Ma quando si collegano le pinze del “booster”, se non è di qualità o adatto alla batteria auto, si rischiano seri danni alla batteria e all’avviatore stesso. Vuoi sapere cosa cambia e come distinguere i vari avviatori per batteria auto? Ecco una guida in cui ti spiegheremo nel dettaglio quali caratteristiche fondamentali deve avere il miglior booster portatile.

COME SCEGLIERE L’AVVIATORE PER BATTERIA AUTO DI EMERGENZA

La batteria auto scarica è una delle panne più frequenti che richiedono l’intervento del carroattrezzi o l’uso dei cavi di avviamento di emergenza. Mentre basterebbe collegare un avviatore di emergenza per batteria auto e ripartire in pochi secondi. Il problema più frequente in cui si incorre con i booster portatili economici è che pur avendo grande capacità in Ah non sempre riescono ad erogare una corrente di spunto adatta ad avviare un’auto. Così si prova e riprova varie volte fino ad esaurire la riserva di energia e rischiando anche di fondere letteralmente il booster, che cerca di assecondare le richieste della batteria auto (già scarica). Per evitare di ritrovarti per strada “senza batteria” una buona soluzione di partenza è la manutenzione preventiva con il caricabatteria giusto. Per gli imprevisti che si possono verificare in viaggio invece ti spiegheremo come scegliere l’avviatore batteria di emergenza più adatto. Le caratteristiche che approfondiremo nei paragrafi successivi sono:

– Compatibilità dell’avviatore per batteria: quale potenza?

– Avviatore batteria VS Powerbank: cosa cambia?

– Ricarica dell’avviatore d’emergenza per batteria

AVVIATORE PER BATTERIA AUTO E CILINDRATA MOTORE

La prima caratteristica da considerare in un avviatore di emergenza per batteria scarica è relativa all’uso che se ne vuole fare. La “potenza”, o meglio la capacità e l’intensità di corrente di un avviatore di emergenza va calibrata in base a:

Cilindrata del motore: più è alta, maggiore sarà la corrente di spunto necessaria, esattamente come per le batterie;

– Carburante, se benzina o diesel. Un avviatore proverà sempre e comunque ad assecondare la richiesta che proviene dalla batteria fino a scaricarsi. Ma la corrente in fase di avviamento richiesta da un motore diesel è molto maggiore di quella necessaria a un motore della stessa cilindrata a benzina. Ad esempio l’avviatore Osram Battery Start 200 è indicato per motori fino a 3L di cilindrata ma solo a benzina. Salendo un gradino, con il Battery Start 300, si allarga il campo di applicazione a 6L benzina e 3L diesel e così via;

L’errore diffuso, in questa fase, è ponderare la scelta in base alle caratteristiche dell’auto attuale che si possiede, che potrebbe essere meno potente della prossima auto o di un’altra auto da soccorrere. Trattandosi di un dispositivo da usare in situazioni di emergenza, è sempre meglio puntare a una maggiore riserva di energia e una corrente di spunto più alta, che possano servire anche ad altri usi (moto, barca, camper, tosaerba, ecc.).

LA CORRENTE DI SPUNTO DELL’AVVIATORE DI EMERGENZA

Un avviatore di emergenza per l’auto è molto simile a un comune powerbank con tanto di porte USB, che abbiamo utilizzato tranquillamente per ricaricare anche il cellulare e altri dispositivi nelle nostre prove. Proprio l’aspetto spesso disorienta nella scelta e si finisce per comprare niente altro che un “grosso alimentatore da viaggio per cellulari”. Come si riconosce un vero avviatore di emergenza da un banale powerbank? Semplice, basta non fidarsi solamente della capacità (in Ah) dichiarata dal produttore. Esattamente come per le batterie auto, è fondamentale assicurarsi della corrente di spunto (in A) capace di fornire in supporto alla batteria scarica e del valore massimo che riesce ad erogare in pochi istanti (come valore “amplificato” indicato separatamente). Basta poi confrontare le caratteristiche di spunto e voltaggio della batteria con quelle dell’avviatore, per essere sicuri al 100% sulla compatibilità. Senza i suoi 400 A minimi di spunto, ad esempio, un avviatore come l’Osram BATTERYstart 400 sarebbe solo un normalissimo powerbank da 16,8 Ah come tanti. È questa la differenza da non sottovalutare!

AVVIATORE DI EMERGENZA BATTERIA O POWERBANK PER IL CELLULARE?

Ma attenzione, poiché ogni avviatore non ha un’infinita riserva di energia, anche il modo con cui si sfruttano le “cartucce” a disposizione ha una certa importanza. La differenza tra un buon avviatore di emergenza e uno che gli assomiglia è proprio la capacità di avviare subito il motore. Prima di comprare un avviatore qualsiasi, spinto magari dal prezzo, verifica queste cose:

– Se deve essere collegato alla batteria per vari minuti prima di tentare l’avviamento, si tratta di un booster poco performante e non pratico;

– Se invece prevede che l’avviamento debba essere fatto entro pochi secondi dal collegamento delle pinze, allora si tratta di un vero avviatore efficace nel depannage. Ad esempio, abbiamo fatto qualche prova lasciando scaricare la batteria di una Fiat Punto 1.3 diesel da 55 Ah e collegate le pinze dell’Osram Battery Start 300 è partita in un attimo;

TEMPO DI RICARICA E AUTONOMIA DI UN AVVIATORE DI EMERGENZA

Ma non è finita qui. Alle varie funzionalità accessorie che spesso distolgono l’attenzione (led torcia, una o più porte USB per smartphone, ecc., sicuramente utili), non trascurate il tempo di ricarica e quanti avviamenti può garantire un pieno di corrente prêt-à-porter.

– Il numero di avviamenti dipende da quanta energia necessita il motore in fase di avviamento, ma anche dai secondi in cui lasciate il motorino a girare (meglio non superare mai 3-5 secondi);

– Il tempo di ricarica è inevitabilmente legato alla capacità dell’avviatore di emergenza. Gli avviatori per batteria Osram BATTERYStart orientati al fai da te, impiegano da 2 a 3 ore. Fa eccezione la versione professionale potenziata – l’avviatore Osram BATTERYStartPRO 700 – pensato per gli autoriparatori. In appena 60 secondi è capace di ricaricarsi dalla stessa batteria del veicolo appena soccorso ed è pronto per altri innumerevoli avviamenti di emergenza per veicoli fino ad 8L benzina o 6L diesel. Ma questo avviatore lasciamolo al nostro meccanico.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Acqua nel radiatore: distillata o di rubinetto?

Kit di riparazione gomme auto: guida all’acquisto

Pulizia tettuccio auto cabrio: come farla nel modo corretto