Motori stampati in 3D: GE annuncia la produzione auto rivoluzionaria

General Electric sta studiando la megastampante 3D: lavora 1 metro cubo di metallo e può costruire motori di auto e camion

26 giugno 2017 - 23:53

La produzione additiva, o stampa in 3D è una delle più promettenti innovazioni dell'industria moderna. Creare oggetti e pezzi meccanici aggiungendo materiale invece di sottrarlo è una modalità che apre orizzonti completamente nuovi, come produrre pezzi di ricambio in una stazione orbitante o in uno scenario militare. Una delle prime applicazioni è stata la prototipazione rapida, un modo rivoluzionario di creare modelli e pezzi “pilota”, seguita dalla produzione in piccole serie (leggi che Ford pensa di stampare ricambi in 3D). Ma ora General Electric pensa in “grande” e si prepara a lanciare una stampante 3D capace di lavorare pezzi di estensione fino a 1 metro nelle 3 dimensioni.

IL METRO CHE FA LA DIFERENZA L'annuncio arriva da GE Additive, che fa parte della galassia di società che compongono il Gruppo globale General Electric: la società sta creando la più grande stampante 3D laser-powder per la produzione industriale del mondo. Il nome di progetto, Atlas, la dice lunga sulle ambizioni del produttore: essa sarà in fatti capace di produrre un intero blocco motore per un'auto e persino per camion (leggi che BMW si dà alla stampa 3D e compra Desktop Metal). Nata per l'industria aerospaziale, la macchina sarà in grado di stampare pezzi con un build envelop (l'insieme delle dimensioni massime) di un metro cubo, ossia 1000 x 1000 x 1000 mm. Il “gigante” sarà svelato a novembre alla Mostra Formnext di Francoforte.

GLI AEREI E LE AUTO Il Vice President e General Manager di GE Additive, Mohammad Ehteshami, ha dichiarato soddisfatto: “La macchina sarà in grado di stampare in 3D parti con diametro di un metro, adatte alla realizzazione di componenti strutturali di motori a reazione e parti di aerei a corridoio singolo. La stampante sarà adatta anche per i settori delle industrie automobilistiche, elettriche e petrolifere” (leggi che Local Motors ha presentato la prima auto al mondo stampata in 3D). Il team di GE Additive sta sviluppando Atlas da 2 anni, un periodo nel quale sono state creati diversi prototipi proof-of-concept.

Nella versione di produzione la macchina sarà disponibile in varie geometrie e sarà personalizzabile e scalabile secondo le esigenze del singolo cliente. Le grandi dimensioni dei pezzi prodotti non andranno a discapito della risoluzione e della velocità di costruzione, promesse essere uguali o migliori rispetto a quelle delle stampanti odierne. Atlas, inoltre, è progettata per essere utilizzato con materiali multipli, compresi gli ostici Alluminio e Titanio, entrambi molto usati nelle costruzioni leggere. Ehteshami ha precisato che “Abbiamo clienti che collaborano con noi e riceveranno versioni Beta della macchina entro la fine dell'anno. La versione di produzione, il cui nome definitivo non è stato ancora scelto, sarà disponibile per l'acquisto entro la fine del prossimo anno”.

ACQUISIZIONE E PROSPETTIVE Nel mese di ottobre del 2016, GE aveva acquistato una quota di controllo di Concept Laser (il 75% per 549 milioni di euro), costruttore tedesco di manufatti metallici. GE ha combinato la sua tecnologia con le competenza di Concept Laser nel settore delle stampanti 3D laser. In effetti l'Azienda ha attualmente in portafoglio la più grande stampante 3D polvere laser disponibile sul mercato, con un inviluppo di 800 x 400 x 500 mm.

Il fondatore di Concept Laser, Frank Herzog, ha dichiarato che “le macchine Concept Laser vengono utilizzate dai principali produttori di componenti nel settore medico, dentistico e aerospaziale sia per la produzione di serie, sia nella prototipazione e nella progettazione. Stiamo agendo su un punto di svolta nella domanda dato che i clienti capiscono sempre più le possibilità offerte dalla produzione additiva e gli avanzamenti tecnologici trasformeranno queste possibilità in realtà. Grazie all'importante investimento di GE nella produzione additiva crediamo che questo processo accelererà molto”.

I componenti prodotti per via additiva sono tipicamente più leggeri, resistenti ed efficienti di quelli ottenuti per fusione e forgiatura dato che possono essere realizzati in un numero minore di pezzi e quindi richiedono meno saldature, giunti e operazioni di assemblaggio. La produzione additiva espande notevolmente le possibilità dell'ingegneria perché impone meno vincoli alla progettazione. Se la produzione additiva riesce a soddisfare la sofisticatissima industria aerospaziale, cosa potrà fare per quella automotive (leggi che Michelin pensa alla ruota con il battistrada rigenerabile con la stampa 3D)? Le prospettive sembrano interessanti…

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