L’officina del futuro? Sarà Hi-Tech e piacerà ai giovani

A 6 ragazzi su 10 nel Regno Unito non interessa fare i meccatronici ma l’officina del futuro li affascinerà. Una ricerca dice infatti che sarà Hi-Tech

19 giugno 2019 - 19:34

Sono passati i tempi del riparatore che usciva con il tester e una lampadina per riportare a casa – con successo – un’automobile ferma su strada. Ai giorni nostri, invece, è necessaria la diagnosi (sapevi che il mercato europeo delle diagnosi auto crescerà del 25%?) anche per cambiare una lampadina! Questo ha costretto i meccanici a diventare meccatronici perché le sole competenze elettrotecniche e meccaniche non bastavano più. Si pensava che lo spostamento dalla chiave inglese al PC potesse invogliare i giovani a lavorare nell’officina del futuro ma una ricerca ci smentisce. Direct Line ha infatti scoperto che soltanto il 26% degli inglesi lavorerebbe in officina, percentuale che scende al 19% considerando solo le donne. Il 59%, poi, non considera proprio quest’attività come interessante.

PREGIUDIZI E PERCEZIONI

Per il 17 % questo mestiere è “intenso e laborioso” mentre il 9% lo ritiene “un lavoro da uomo”. La ricerca ha rilevato che questo settore ha problemi di percezione, dato che il 29% degli inglesi non associa la riparazione all’ingegneria. Questo dimostra una mancata consapevolezza del fatto che questa professione sia altamente qualificata. Il 38% delle donne, poi, collega alla parola “officina” la parola “uomo” ma se si chiede la stessa associazione ai maschi si scende al 27%. Questo pregiudizio potrebbe però scemare perché il 62% degli inglesi pensa che le donne dovrebbero essere incoraggiate a lavorare nell’ingegneria automobilistica. Questa percentuale sale al 73% nella fascia 18 – 24 anni, più moderna; del resto le signore sono più preparate quando comprano l’auto nuova. Questa ricerca ha evidenziato quindi che il settore delle riparazioni automobilistiche è e sarà alle prese con scarsità di personale qualificato.

LE ATTRATTIVE DELL’OFFICINA DEL FUTURO

La contromossa è quindi mostrare ai giovani che l’officina del futuro sarà un ambiente Hi-Tech e quindi consono ai Millennials. Direct Line ed esperti del settore hanno quindi unito le forze per delineare una “bottega” che includerà ologrammi, robot e diagnosi ultra-connesse. Si è formata un’alleanza con esperti di sicurezza e di mart City, Thatcham Research, DG Cities e Women’s Engineering Society, ottenendo un quadro che evidenzia un salto tecnologico forte. Gli ologrammi non saranno una fantasia alla Star Wars ma uno strumento che aiuterà i riparatori a operare più accuratamente sulle automobili. La realtà aumentata e olografica sarà integrata nei veicoli e aiuterà i guidatori a risolvere piccole panne grazie agli ologrammi di meccatronici professionisti. Assistenti robot aiuteranno nella movimentazione di ricambi e veicoli (i robot Ford assistono già gli operai) e nel controllo e regolazione dei vari parametri.

CONSEGNE E CONNETTIVITÀ

Il pressante problema dei tempi di consegna dei veicoli riparati, poi, potrà essere alleviato dalla stampa 3D dei particolari. L’officina del futuro sarà rivoluzionata ovunque: si parla di ambienti di lavoro iperconnessi e puliti come laboratori di ricerca. La connettività permetterà ai meccatronici di formarsi con l’E-Learning (possibilità essenziale per seguire le evoluzioni tecnologiche) e di comunicare in video con i propri clienti. Si avrà a che fare con veicoli che faranno da soli la diagnosi ma anche con avanzate saldatrici laser automatizzate. Le automobili in lavorazione saranno movimentate con sistemi salvaspazio che libereranno superfici utili, per esempio, per le colonnine di ricarica, troppo rare in Italia. L’orizzonte temporale per queste innovazioni è il 2050 ma il processo è già iniziato, ad esempio con gli occhiali 3D che velocizzeranno la manutenzione. I meccatronici dovranno quindi tenere gli occhi ben aperti sull’innovazione e seguirla da vicino, ora!

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