La frizione: come funziona e perché può usurarsi precocemente

Vediamo insieme come capire se la frizione della nostra auto ha qualche problema

17 giugno 2016 - 10:00

Proseguiamo la nostra analisi di tutto ciò che riguarda la manutenzione dell' automobile andando a parlare della frizione. Cercheremo di capire insieme come funziona e come è costruita concentrandoci sulle principali problematiche che la riguardano. Non ultimo analizzeremo quanto può durare una frizione e quali sono i sintomi che devono preoccuparci e che se non presi in considerazione potrebbero portare ad una rapida usura.

COME E' FATTA Sulle automobili per frizione generalmente si intende un insieme di tre componenti che permettono di trasferire il moto (o meglio la coppia) dal motore al cambio; questi tre componenti sono il disco frizione, lo spingidisco e il cuscinetto reggispinta. Il cuscinetto di disinnesto (spesso chiamato cuscinetto reggispinta) può essere ad azionamento meccanico o idraulico (e questo ovviamente può portare a problematiche diverse che vedremo avanti). Il disco è costituito da un materiale d'attrito nella corona circolare esterna simile a quello dei freni (scopri come sono fatte e tante altre curiosità sulle pastiglie #SicurEDU sui freni auto), da un pacco di molle (per smorzare le vibrazioni e rendere i cambi marcia meno nervosi) e da un profilo scanalato posto nel foro centrale che ricopia quello presente sull'albero primario del cambio. Lo spingidisco (in rosso nell'immagine) invece è costituito da un insieme di lamelle collegate ad un disco di acciaio. Prima di vedere nel dettaglio i problemi che può dare una frizione è utile vedere brevemente come funziona.

COME FUNZIONA Quando premiamo il pedale della frizione il movimento viene “riportato” (o tramite un sistema meccanico o tramite un attuatore idraulico) sul cuscinetto reggispinta che si trova montato nella parte centrale dello spingidisco e lo porta indietro in direzione del cambio: in questo modo il disco si allontana dal volano e quindi il movimento del motore non viene più trasmesso al cambio: a questo punto è possibile cambiare marcia. Quando invece si rialza il pedale, il cuscinetto e lo spingidisco si muovono in direzione longitudinale verso il volano del motore, lo spingidisco va a premere sul disco frizione facendolo aderire progressivamente al volano fino a quando, grazie all'attrito, ruoteranno alla stessa velocità. A questo punto il disco frizione che va ad innestarsi sul profilo scanalato simmetrico dell'albero primario del cambio trasferirà a questo il moto. Da questa prima analisi possiamo fare un'osservazione: quando si sostituisce la frizione per normale usura è buona norma sostituire anche il volano del motore (operazione obbligatoria se si tratta di un volano bi-massa) o perlomeno farlo rettificare.

LE PROBLEMATICHE Se si sente puzza di bruciato allora c'è un eccessivo scivolamento della frizione e lo spingidisco potrebbe mostrare delle macchie azzurre (vedi immagine allegata). Se il pedale della frizione è duro potrebbe essersi spezzata qualche lamella dello spingidisco: in questo caso è necessario cambiare tutti i componenti della frizione. Se il pedale della frizione rimane premuto da solo sul fondo della vettura potrebbe esserci una perdita di pressione dell'olio (se la frizione è idraulica): in questo caso il componete da sostituire è il servo-frizione. Problematiche relative a questo componente potrebbero, anche se raramente, causare vibrazioni nel complesso spingidisco-disco, trasmettendo una parte delle vibrazioni alla leva del cambio. Se accelerando si nota un certo slittamento allora potrebbe esserci una perdita d'olio dal paraolio dell'albero motore lato volano; si può fare una prima analisi osservando la progressione della lancetta del contagiri e di quella del tachimetro: se il contagiri sale di molto mentre il tachimetro varia pochissimo la velocità indicata, allora c'è qualcosa che non va.

CONCLUSIONI Come abbiamo visto alcune problematiche della frizione non sono da attribuirsi a quest'ultima ma a componenti vicine il cui malfunzionamento può portare ad un'usura precoce. Per quanto riguarda la durata media di una frizione questa varia molto in base allo stile di guida e al tipo di percorso effettuato dalla vettura. Chi percorre molti chilometri in città potrebbe avere problemi di usura già intorno ai 70 mila / 80 mila chilometri; chi percorre tanta autostrada potrebbe al contrario arrivare a 150 mila chilometri senza riscontrare grandi problemi di usura. Per far durare la frizione il più a lungo possibile vale il consiglio assimilato a scuola guida di guidare togliendo il piede dal pedale della frizione e appoggiandolo sull'apposito poggiapiedi. Per quanto riguarda i passaggi marcia poi bisogna cercare di sfrizionare il meno possibile e comunque tale operazione andrebbe effettuata solo tra prima e seconda marcia e tra seconda e terza. Sconsigliamo il ricorso al fai da te: scollegare il cambio dal motore non è affatto semplice e sicuro senza le nozioni e le attrezzature specifiche. Inoltre, l'olio degli azionamenti è molto corrosivo, quindi è bene rivolgersi al meccanico di fiducia per svolgere tale operazione. Attenzione sempre ai ricambi che siano di qualità e di marchi affidabili. Diffidate di prezzi troppo bassi: potrebbe trattarsi di falsi. Se avete un'auto con volano bi-massa (che come abbiamo visto precedentemente va sempre sostituito) è possibile risparmiare con dei kit appositi che prevedono la sostituzione del volano bi-massa con uno monomassa; ovviamente però l' erogazione del motore a questo punto sarà un po' più ruvida e verrà trasmessa qualche vibrazione in più all'abitacolo. Se vuoi saperne di più sulle parti che costituiscono l'automobile non perderti #SicurEDU.

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