La disposizione del motore nelle auto

Anteriore, anteriore centrale, centrale o posteriore a sbalzo, come si fa a capire qual è la posizione del motore in un'auto?

15 luglio 2020 - 16:50

Il cuore di ogni auto, dalla più piccola alla più potente, è indubbiamente rappresentato dal motore e dalla sua disposizione all’interno del corpo vettura. Per definire la posizione del propulsore rispetto al resto della vettura, si prendono come riferimento i due assi, anteriore e posteriore. L’asse è, visto dall’alto, quella linea retta che unisce, idealmente o fisicamente, le due ruote per via orizzontale, o, se preferite, in senso perpendicolare rispetto alla lunghezza dell’auto. Per le ruote davanti si parla di avantreno, per le posteriori si parla di retrotreno.

Articolo aggiornato il 15 luglio 2020 alle ore 17:00

LA DISPOSIZIONE DEL MOTORE NELLE AUTO: CENTRALE O A SBALZO

Prima di parlare di motore anteriore o posteriore bisogna definire se si trovi all’interno del passo, ovvero dello spazio che separa i due assi, oppure al di fuori. Nel primo caso si parlerà di motore centrale, nel secondo di motore a sbalzo. Fatti questi dovuti distinguo, possiamo definire i diversi tipi di posizionamento del motore, che sono sostanzialmente quattro: anteriore, anteriore centrale, posteriore centrale (abbreviato spesso in “centrale”) e posteriore a sbalzo. Ecco quattro esempi, tanto per chiarire meglio la situazione:

Fiat Punto: Motore anteriore 

Pontiac Solstice: Motore anteriore centrale 

Lamborghini Aventador: Motore posteriore centrale 

Porsche 911: Motore posteriore a sbalzo 

LA DISPOSIZIONE DEL MOTORE TUTTO DIETRO NELLE AUTO

Sono quattro vetture molto diverse fra di loro, ma sicuramente non vi sarà sfuggito che tre su quattro sono auto espressamente sportive. In effetti, al posto della Fiat Punto avremmo potuto citare l’80% della produzione mondiale e il discorso non sarebbe cambiato. Perché? La risposta è che la soluzione a motore anteriore e, ovviamente, trazione anteriore è la più redditizia, sia in termini di costi industriali che di facilità di guida. Non è stato sempre così, anzi, agli albori della produzione automobilistica mondiale, le auto concentravano quasi l’intera meccanica nella zona posteriore.

LA DISPOSIZIONE DEL MOTORE DAVANTI

Quando sono stati applicati i primi motori alle carrozze, i giunti omocinetici ancora non esistevano, quindi era necessario separare l’asse di trazione con quello deputato alla direzionalità. Quindi, il motore venne applicato sulle ruote posteriori per spingere la carrozza, mentre le ruote anteriori furono lasciate libere di girare. Questa soluzione tecnica è rimasta invariata per decenni, tant’è che l’hanno applicata auto di grande successo come la Fiat 500 o il Maggiolino Volkswagen. Il motore, dopo pochi anni, si è spostato anche all’anteriore, per ragioni di raffreddamento e di distribuzione dei pesi, ma la trazione rimaneva posteriore.

E POI ANCHE LA TRAZIONE

La prima automobile di serie a trazione anteriore fu, nel 1929, la Cord L-29, prodotta da una piccola casa americana scomparsa nel 1937. Il primato della Cord è condiviso con la francese Tracta (fallita nel ’32), che negli ultimi mesi del 1928 mise in vendita la A. A ogni modo la prima vettura che ha portato la trazione anteriore a conoscenza del grande pubblico è stata la Citroen Traction Avant del 1934, un’auto rivoluzionaria anche per tanti altri motivi. Bisogna tenere a mente che in quell’epoca la trazione anteriore era un vero e proprio tabù, tant’è che la Fiat ci arrivò solo negli anni ’60, usando come cavia l’Autobianchi Primula del 1965, a tutti gli effetti la prima auto del gruppo torinese a trazione anteriore (la prima auto italiana a trazione anteriore prodotta in serie è stata la Lancia Flavia del 1960). Oggi la soluzione “tutt’avanti” rappresenta la normalità: c’è più spazio a bordo, la meccanica è più compatta e la guida è più facile. Nelle prossime puntate vedremo perché e quali sono i vantaggi/svantaggi di ognuna delle soluzioni sopra elencate.

1 commento

bruno
11:27, 12 novembre 2018

La leva del cambio può essere collegata al cambio tramite cavi flessibili o tiranti snodati.

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