Werdohl: un "magazzino? da 1920 batterie di Smart per fornire elettricità

L'impianto Daimler di Elverlingsen assume una doppia funzione grazie alle batterie della Smart: da una parte stoccaggio, dall'altra centrale elettrica

28 giugno 2018 - 11:31

Daimler conferma il suo impegno verso l'eco sostenibilità e soprattutto in direzione della nuova mobilità elettrica. Il costruttore tedesco ha infatti “rigenerato” la vecchia e pericolosa fabbrica di carbone situata a Elverlingsen trasformandola in un enorme “negozio di ricambi” per le future Smart elettriche, ma non è tutto: grazie alle 1920 batterie immagazzinate l'impianto potrà fungere da centrale elettrica per le città limitrofe come Werdohl. Non è né il primo né il più grande impianto di stoccaggio per batterie di Daimler, ma è un forte sintomo di preparazione alla diffusione dell'elettrico e soprattutto delle nuove generazioni di Smart, che come puoi vedere rientra nel grande piano di investimenti previsto.

LE DUE FACCE DELL'IMPIANTO La partnership consolidata tra Daimler, Mercedes-Benz Energy , GETEC Energy e The Mobility House ha fatto in modo che venisse rilevata l'ex fabbrica di carbone di Elverlingsen, chiusa appena pochi mesi fa a causa di un grave incendio. Qui, nel cuore della Germania, sono state immagazzinate 1920 batterie agli ioni di litio destinate alla terza generazione di Smart elettriche, che per qualche anno vedremo ancora in giro prima che si affermi definitivamente la nuova gamma totalmente “green” (scopri quanto vale il mercato dell'elettrico). Oltre a funzionare da magazzino per ricambi, che potrà soddisfare fino a 600 unità di Smart elettriche, l'impianto di Elverlingsen permetterà di generare una potenza di 8,96 megawatt e di avere una capacità energetica pari a 9,8 MWh, capace di coprire la domanda giornaliera di elettricità di circa 2.000 famiglie.

LA RIGENERAZIONE DELLE BATTERIE Daimler definisce lo stabilimento di Elverlingsen come una vera e propria “fonte di giovinezza” per i sistemi di batterie utilizzati per la mobilità elettrica. Per utilizzare una batteria come ricambio, è necessario che segua un ciclo regolare di carica e scarica durante il ciclo di conservazione, volto ad allungare la vita del componente. In questo modo si eviterebbe una scarica esaustiva, e non intenzionale come quella eseguita nei pressi di Werdohl, che potrebbe generare difetti nella batteria. Per garantire la stabilità della griglia servirebbe un tempo di reazione massima di 30 secondi, il sistema attuato da Daimler invece impiega appena pochi millisecondi, e l'energia “scaricata” invece di essere dispersa andrà così a sopperire il fabbisogno dell'impianto e delle aree circostanti (sai che anche Tesla sta sviluppando idee simili?).

L'ECO-IMPEGNO DI DAIMLER Il progetto di Werdohl viene visto da Daimler come primo esempio di “trasformazione” energetica, e delinea il passaggio dall'approvvigionamento di energia fossile verso una nuova mobilità sostenibile. Ma già da tempo il costruttore tedesco era concentrato su questo fronte, non solo per quanto riguarda i modelli auto ovviamente, lo dimostrano gli interventi effettuati in altri impianti di produzione – non solo Daimler, anche CATL sta per aprire un nuovo impianto in Germania. Elverlingsen è infatti il terzo sito in cui Daimler sta lavorando per l'archiviazione delle batterie, in precedenza era stato già adottato lo stesso modello nell'impianto di Hannover, dalla capacità di 17,5 MW e considerato il più grande in Europa, e ancora in quello di Lunen, dove il deposito di batterie fornisce 12,8 MW. 

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