VW e scandalo "dieselgate?: in Germania è indagata per evasione fiscale
Un'altra tegola "in testa? per il Gruppo tedesco: le emissioni truccate non fanno tornare i conti al fisco. Per ora sono 5 gli indagati Volkswagen
Un'altra tegola "in testa? per il Gruppo tedesco: le emissioni truccate non fanno tornare i conti al fisco. Per ora sono 5 gli indagati Volkswagen
Un'altra tegola "in testa? per il Gruppo tedesco: le emissioni truccate non fanno tornare i conti al fisco. Per ora sono 5 gli indagati Volkswagen
Lo abbiamo ripetuto più volte: lo scandalo dieselgate è come un fiume in piena e non arresta la sua corsa. Ieri per Volkswagen la giornata si è conclusa con un'altra brutta notizia: le emissioni truccate hanno aperto un fronte fiscale nello scandalo; infatti la procura della repubblica di Braunschweig ha aperto un'inchiesta per evasione. Cinque, al momento, gli indagati riconducibili al Costruttore tedesco; nel frattempo Matthias Mueller viene pressato da Bruxelles, che vuole chiarezza in merito alle operazioni di richiamo e confessioni su dati mai rivelati.
LA CONFERMA C'E' – Queste le parole del procuratore Birgit Seel: “al momento ci sono cinque indagati che provengono dall'ambito del gruppo Volkswagen”. Cosa ha fatto scattare il campanello d'allarme? Il fisco è stato danneggiato dalle emissioni di CO2 truccate (in Europa si potranno rilevare anche con RSD), perché in Germania è un valore fondamentale nel calcolo della tassa di circolazione. Tutto il resto è di facile intuizione: con le emissioni non truccate (quindi più alte) si è venuta a creare una discrepanza notevole fra quanto dovuto e quanto incassato dal fisco. La nuova inchiesta penale aperta dal Tribunale di Braunschweig intende così andare oltre l'aspetto prettamente tecnico dello scandalo sui valori irregolari delle emissioni di alcuni modelli Volkswagen.
EVASIONE FISCALE E FRODE – L'accusa che viene mossa è quella di evasione fiscale, ma non solo (procediamo per gradi). Truccando le emissioni e quindi attestandole a valori inferiori rispetto ai limiti imposti dalla legge tedesca, le automobili del Gruppo Volkswagen hanno ottenuto agevolazioni indebite nella forma di riduzioni delle tasse calcolate sulla base dei livelli di emissione del gas serra. Secondo invece l'edizione europea di Automotive News, un portavoce dei pm tedeschi si è lasciato scappare un'informazione importante, ovvero che al primo capo d'imputazione (evasione fiscale) potrebbe aggiungersi anche quello di frode, in quanto il danno non direttamente erariale dovuto alle dichiarazioni false sarebbe “non insignificante”. In merito ai cinque indagati, non si conoscono al momento ulteriori informazioni.
ORE DI FUOCO – Intanto lo scandalo dieselgate si allarga come una macchia d'olio, portando ulteriori problemi al Gruppo tedesco e avvicinandosi a nuovi marchi. Rimanendo su Volkswagen, sono ore di fuoco, perché, nonostante tutto il da fare e i nuovi problemi, sta accusando la pressione di Bruxelles, che intende avere ulteriori delucidazioni su quanto avvenuto, su quanto si sta facendo e su quanto non è mai stato detto. Non a caso, a Strasburgo la commissaria Ue al mercato interno Elzbieta Bienkowska incontrerà l'AD Matthias Mueller (secondo il quale i provvedimenti presi dal Gruppo tedesco sono la base per la ripresa). È notizia invece delle ultime ore quella che vede sotto accusa di false emissioni la Renault: l'organizzazione non governativa ecologista Deutsche Umwelthilfe, ha eseguito dei test sul modello Espace di 1,6 litri dCi, che produrrebbe valori di emissioni da 13 a 25 volte superiori rispetto a quanto consentito dall'Euro 6.