Dieselgate: ecco il sistema che fa tremare i Costruttori bugiardi

Una sorta di autovelox che rileva le emissioni delle auto potrebbe diffondersi dopo lo scandalo per stanare altre auto inquinanti

24 novembre 2015 - 15:30

Ci verrebbe da dire che dopo l'autovelox, nasce il “gasvelox”, oppure, connesso allo scandalo, potrebbe chiamarsi “dieselvelox”. A parte un pizzico di ironia, ciò di cui vi parleremo è il Remote Sensing Devices (RSD), ovvero il sistema in grado di controllare “in tempo reale” le emissioni delle auto che passano per strada. Proprio così, una specie di autovelox dei gas di scarico, che in America viene già usato e che ora potrebbe diffondersi da noi. Ecco come funziona e tutte le caratteristiche del Remote Sensing Devices.

GLI USA FANNO SCUOLA – Il suo impiego in America ha collezionato già risultati importanti, non a caso “presta servizio” in diversi stati, per esempio nel British Columbia, in Colorado, nell'Indiana, nel Maryland, nell'Ohio e nel Tennessee. Il sistema è stato messo a punto dalla Opus Inspection e fino a oggi ha assicurato controlli annuali su 6 milioni di veicoli, il tutto avviene all'istante, in un arco temporale di un secondo. Le apparecchiature impiegano raggi infrarossi e ultravioletti a bassa intensità e la società che ha progettato RSD fa sapere che l'apparecchiatura in merito non nuoce alla salute. Si tratta perciò di un sistema collaudato, sicuro, utile al controllo dei gas, ma potrebbe tornare utile (come poi è stato nella storia dell'autovelox) per un discorso di ritorno economico.

SI “FA CASSA” – E' risaputo che la tecnologia al servizio dell'uomo il più delle volte gli consente anche di “fare cassa”. Proprio così, è quello che alcuni Stati europei (“motivati fortemente” dallo scandalo “dieselgate”) hanno pensato di fare utilizzando RSD. Dunque, un “marchingegno” a favore dello Stato e a sfavore delle case automobilistiche, che dovranno stare ancora più attente nel non farsi “sgamare” in difetto (senza più indagini di “massa”), perché il controllo non avverrà più solo in laboratorio, ma durante la marcia dell'automobile, visto che RSD è in grado di analizzare i dati sulle emissioni di un veicolo in condizioni di impiego normale, ma considerando e quindi rispettando alcuni parametri di base. Infatti se la stazione di rilevamento viene sistemata all'imbocco di una salita è chiaro che i dati saranno ben diversi rispetto a quelli ottenuti, ad esempio, lungo un falsopiano.

LE CARATTERISTICHE – Questa stazione di rilevamento è in grado di misurare le concentrazioni di monossido di carbonio (CO), idrocarburi (HC), ossidi di azoto (NOx) e particolato. L'apparecchiatura deve essere posta nel luogo giusto, affinché i dati rilevati non siano alterati da fattori esterni; a tal proposito RSD non può essere usato con pioggia, neve, forti venti o condizioni climatiche avverse. Il sistema rivela la velocità e l'accelerazione del mezzo, fotografa la targa e memorizza gli estremi; i raggi che vanno da un lato all'altro della strada aiutano i sensori a ricostruire i livelli degli agenti inquinanti grazie al modo in cui vengono interrotti e abbinano i valori al veicolo appena transitato, decretandone la validità o la non validità. A questo punto saranno poi le autorità a decidere come impiegare i dati raccolti: per un'indagine conoscitiva o per inviare eventuali solleciti a proprietari per provvedere alla messa a norma dei veicoli inquinanti. Insomma, RSD è un sistema valido di monitoraggio delle emissioni; se associato a una vera e propria attività di controllo eseguita dalle autorità competenti (oltre alla necessità dei test su strada), allora nessun valore emesso dalle automobili scapperebbe all'attenzione di chi deve valutarne la validità.

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