Volkswagen supera Toyota: congelate altre 80 mila consegne dal Giappone

Il terremoto in Giappone blocca gli stabilimenti Toyota che perde terreno nei confronti di Volkswagen, la quale però ha poco da festeggiare

27 aprile 2016 - 10:00

Gli effetti del terremoto delle scorse settimane cominciano a farsi sentire e Toyota è costretta a cedere il primato mondiale di maggior costruttore di auto alla claudicante Volkswagen. Nonostante i grattacapi del Dieselgate il colosso tedesco scala la classifica, avviandosi a interrompere il lungo predominio nipponico.

IL TERREMOTO FIACCA CORPO E SPIRITO DEL COSTRUTTORE I forti terremoti verificatisi in Giappone tra il 15 e 16 aprile hanno messo in ginocchio l'industria dell'auto; numerosi stabilimenti produttivi hanno dovuto interrompere la produzione per i danni e per la mancanza di approvvigionamenti di ricambi e componenti. Tra le Case costruttrici più colpite Toyota, la quale paga a caro prezzo la scelta di concentrare il grosso della produzione negli stabilimenti nipponici. Si stima che il fermo forzato della produzione faccia saltare almeno 80.000 consegne (la stima iniziale era di circa 56.000 veicoli entro il quarto quadrimestre), rendendo estremamente difficile per il costruttore giapponese confermarsi per la quinta volta consecutiva primo produttore al Mondo.

VW IN RIMONTA GLOBALE I disagi causati dalle calamità naturali si sommano alla flessione delle vendite registrata da Toyota dall'inizio del 2016. A livello mondiale le consegne sono calate del 2.3% a 2.46 milioni di vetture, sorte analoga a quella di General Motors che ingoia un meno 2.5% con 2,36 milioni di auto. Data per spacciata ma invece prospera, almeno per quanto riguarda le vendite, Volkswagen, la quale riesce a far crescere le proprie consegne dello 0.8%, consegnando da gennaio a oggi, sempre su scala mondiale, 2.5 milioni di automobili, piazzandosi al momento al primo posto come costruttore (leggi gli ultimi dati del Mercato Auto). Toyota prevede nei prossimi giorni la riaccensione di alcune linee di montaggio e iniziare in progressione una rimonta dura e dagli esiti incerti.

L'OMBRA LUNGA DEL DIESELGATE SPEGNE L'ENTUSIASMO A trainare le vendite Volkswagen è lo sconfinato mercato automobilistico cinese, nel quale la Casa tedesca registra un +6.4% nel primo trimestre del 2016. Il trend positivo per VW non si limita all'estremo oriente, dato che in Europa occidentale viene incassato un ottimo +3.5% di incremento. Probabilmente però nei palazzi di Wolfsburg non ci sarà stata né l'occasione né la voglia di festeggiare l'eccellente piazzamento; ad oscurare la crescita delle vendite provvede infatti la densa e pesante ombra dei 16,2 miliardi di euro che il costruttore dovrà probabilmente sborsare per i rimborsi in seguito allo scandalo del Dieselgate. Il faraonico importo supera di gran lunga le stime e gli accantonamenti fatti negli ultimi mesi da Volkswagen, la quale per far cassa ha anche stretto la cinghia, istituendo una rigorosa spending review interna.

1 commento

Adriano
11:11, 27 aprile 2016

Voi di sicurauto provate piacere ad ogni problema che riguarda il gigante tedesco, dovreste vergognarvi.
In ogni caso è tutto da vedere cosa 'effettivamente' sborserà Volkswagen per il dieselgate, accantonamenti non significa pagamenti.
Pensate invece al richiamo di 1,1 milioni di SUV del gruppo FCA a causa di un grave difewtto al cambio che ha provocato decine di gravi incidenti, e quanto costerà in temini finanziari e di immagine…

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