Volkswagen si fa in 4. Ecco come saranno organizzati i suoi 12 marchi

A Wolfsburg studiano una nuova organizzazione del Gruppo. È la prima rivoluzione dopo il terremoto Piech: i numeri del mercato preoccupano

Volkswagen si fa in 4. Ecco come saranno organizzati i suoi 12 marchi
Il gruppo Volkswagen sta attraversando un periodo fondamentale della sua storia, poiché molti fattori hanno provato a "intaccare" quanto di buono fatto (e anche di più) a Wolfsburg fino ad oggi.  Tra scossoni interni e nuove sfide di mercato, pare che nel Gruppo stiano studiando "come fare la rivoluzione" della propria struttura organizzativa. Il quotidiano tedesco Handelsblatt, fautore della notizia che vi abbiamo appena riportato, offre altri dettagli.
SARA' L'IDEA GIUSTA? Dunque, viste le tensioni interne degli ultimi mesi, la rincorsa a Toyota per un primo posto tanto cercato e i numeri di mercato non più "scoppiettanti", a Wolfsburg hanno deciso di mettersi "a tavolino", guardarsi negli occhi e studiare un riassetto con nuove linee strategiche. Il tutto, chiaramente, per tornare competitivi senza alcuna ruggine addosso. Quanto è emerso da tutto ciò, sembra essere una soluzione di questo tipo: creare tre o quattro holding, una con i brand per il mass market, due premium e un'ultima per i veicoli commerciali. Si tratta di una struttura decentralizzata che il Gruppo Volkswagen potrebbe darsi a breve secondo la strategia individuata da Martin Winterkorn. Per essere chiari, probabilmente nel Gruppo questa nuova organizzazione è vista come più di un'ipotesi.
QUALCHE DETTAGLIO IN PIU' Sempre secondo quanto riportato, anche nelle specifiche dell'argomento in merito, dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, tutto ha avuto inizio dopo la "caduta" di Piëch, che ha suscitato un vero tsunami nella riorganizzazione voluta dai vertici attuali. Detto ciò, scopriamo che i dodici marchi del Gruppo verranno riorganizzati in una struttura societaria composta da varie holding. Questa la probabile suddivisione: il primo blocco societario (guidato dall'ex BMW Herbert Diess) dovrebbe includere i brand Volkswagen, Seat e Skoda, mentre Audi si ritroverebbe con Lamborghini e Ducati. La terza holding includerebbe invece Porsche, Bugatti e Bentley, mentre la quarta struttura sarebbe riservata a Scania, MAN e agli altri veicoli commerciali.
I NUMERI NON PIACCIONO A VW Altro malessere di Volkswagen è dovuto dal rallentamento della crescita "boom" che negli anni passati il Gruppo ha costantemente fatto registrare. Quindi, la nuova organizzazione dovrà arrivare il prima possibile, insieme ad una rivisitazione dell'organigramma dei vertici. Infatti, al di là delle questioni interne, per Volkswagen il momento è delicato anche nei numeri: con le 858.000 consegne di maggio (-2,6% rispetto al 2014), il bilancio dei primi cinque mesi del 2015 è appena salito a 4,2 milioni di veicoli: una crescita pari soltanto allo 0,3%,. Alla crescita in Europa (+3,3%, Germania esclusa), Wolfsburg osserva un calo "domestico" (-11,8%) e l'esigenza di correre ai ripari per il crollo del mercato russo (-40,8%). Vista la situazione, capiamo la necessità dello "scossone"; la macchina infernale "macina numeri ok!" sta evidenziando qualche battuta di arresto e la mole del Gruppo è così grande che non può permettersi di andare troppo giù, sarebbe faticoso tornare in piedi...a correre nuovamente.

Pubblicato in Attualità il 16 Giugno 2015 | Autore: Redazione


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