Volkswagen sapeva di rischiare grosso. L'uscita di Winterkorn vale 29 milioni

Ad aprile VW chiedeva ai clienti USA, dove il limite è più severo, di tornare in officina per i consumi. I vertici erano all'oscuro di tutto?

24 settembre 2015 - 13:15

In una situazione tale chiunque avrebbe detto che Winterkorn avrebbe vissuto un passaggio dalle “stelle alle stalle”; prima l'incarico di A.D del Gruppo Volkswagen, poi lo scandalo e le dimissioni. Messo alla gogna? Assolutamente no, vita da super pensionato, con super buonuscita e “permanenza sulle stelle”. Siamo sicuri che lui non ne sapeva nulla? Ecco i dettagli dell'uscita di scena di Martin Winterkorn.

CHE CONFUSIONE! – Ora, non vogliamo essere “puntigliosi” e pignoli, ma qualcosa non quadra. Winterkorn si è sempre proposto “bene” all'interno del Gruppo Volkswagen, anche quando la lotta sanguinosa con Piech lo ha condotto a “fargli le scarpe”. Non ci è dato argomentare questa circostanza in questo articolo, ad ogni modo il suo insediamento è stato sponsorizzato perché in lui si riconosceva l'uomo giusto per tenere il comando di un Gruppo divenuto primo costruttore al mondo. In lui si riconoscevano “abilità” di cui il Piech non disponeva, o forse non era disposto ad avere…e forse questo potrebbe essere un indizio. Un Winterkorn così quotato (che prometteva un grande futuro per Vw), divenuto A.D. con grandissimi favori, è possibile che non fosse a conoscenza di un richiamo avvenuto in Usa (paese molto severo in materia) nell'aprile scorso, inviato ai proprietari californiani di vetture Volkswagen diesel per informarli della necessità di un “rientro per problemi di emissioni”?

SUPER BUONUSCITA – Insomma, per Volkswagen il mercato americano è importante, soprattutto in un momento storico come questo, in cui il Gruppo è in testa alla classifica dei costruttori e ha voglia di continuare ad espandere la sua egemonia. Così, mentre i proprietari delle vetture diesel portavano l'auto al rivenditore (che avrebbe installato un nuovo software per assicurare che le emissioni dai tubi di scappamento venissero “ottimizzate per operare efficientemente”), Winterkorn si beava della poltrona conquistata senza essere a conoscenza dell'escamotage usato in America. Vi sembra possibile? Intanto è notizia di poche ore quella che racconta di una pensione “sicura” da 28,6 milioni di euro all'ormai ex A.D. In realtà Winterkorn potrebbe incassare una buonuscita ancora più elevata (dipende da cosa dirà il comitato di sorveglianza dell'azienda), relativa a due annualità (33 milioni di euro). Nel frattempo il board ha informato in un comunicato che “Winterkorn non era a conoscenza della manipolazione dei dati” e lo ringrazia “per il suo elevato contributo alla società”. In contemporanea, l'ex Ceo ha voluto ribadire durante le sue dimissioni, di accettare le “responsabilità per le irregolarità che sono state riscontrate nei motori diesel”, ma al tempo stesso ha negato ogni coinvolgimento diretto: “faccio tutto questo nell'interesse dell'azienda, nonostante non riconosca alcun comportamento scorretto da parte mia”.

ECCO CHI VERRA' – La storia va avanti e Volkswagen (nel mirino anche in Italia) non può permettersi di arrestare la sua quotidianità, pertanto ha assolutamente bisogno di un successore di Winterkorn. Così il Gruppo ha lasciato intendere che la scelta del nuovo Amministratore Delegato avverrà il prima possibile, anche nel giro di poche ore o pochissimi giorni; infatti il “supervisory board” sembra già essere al lavoro per selezionare figure meritevoli nonché capaci di tale incarico. Due per il momento i nomi “papabili”: Matthias Mueller (appoggiato dalle famiglie che controllano Vw), e Herbert Diess, un ex dirigente Bmw arrivato quest'anno nel Gruppo per guidare la nuova divisione Brand. Vi riportiamo lo scenario dettato da alcuni analisti esperti, secondo i quali nessuno dei due nomi è da escludere, considerandone un impiego a fasi; ovvero, a Mueller potrebbe essere affidato un interim necessario a stabilizzare la società, che verrebbe poi affidata a Diess, oppure (e qui spunta il terzo nome) ad Andreas Renschler, numero uno della divisione veicoli commerciali. Un'altra indiscrezione salta fuori dalla Commerzbank, secondo la quale un possibile candidato alla successione di Winterkorn potrebbe essere Sascha Gommel, attuale capo di Skoda. L'unica cosa certa è che il nuovo boss avrà molto da fare; dovrà gestire il riassetto aziendale, cercare di mantenere saldo il primo posto appena conquistato, recuperare la stima del mercato americano, controllare un budget che verrà pesantemente “sgonfiato” e rivedere il futuro del Gruppo.

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