Volkswagen prende fiato: nuovo accordo sugli “aiuti” da 20 miliardi di euro

Per ammortizzare l'esborso causato dai risarcimenti e dalle conseguenze del Dieselgate Volkswagen conterà su un cuscinetto da 20 miliardi di euro

29 novembre 2016 - 11:00

Tutte le attività del Gruppo Volkswagen da oltre un anno sono fortemente condizionate dalle conseguenze del Dieselgate, lo scandalo delle emissioni inquinanti ormai passato alla storia come uno dei capitoli più dolorosi nella storia dell'industria automobilistica moderna. La parola fine sulla controversa questione è ancora lontana e per la Casa tedesca si prospettano risarcimenti economici da record. Per far fronte ai futuri esborsi Volkswagen ha deciso di estendere a 20 miliardi la linea di credito bancario e di mantenerla almeno fino alla prossima estate.

FARE CASSA PER EVITARE IL PEGGIO Dal momento in cui è esploso mediaticamente il Dieselgate sono iniziati per Volkswagen numerosi problemi, non ultimi quelli di ordine economico. Dopo il taglio del rating da parte di Standard & Poor's e il crollo repentino delle vendite negli Stati Uniti è risultata evidente la necessità per la Casa tedesca di dover presto sopperire al crollo del proprio valore di mercato e di accantonare i fondi necessari ad affrontare le conseguenze dello scandalo, scongiurando la bancarotta (Scopri da quanto Bosch e Volkswagen tramavano il trucco delle emissioni).

PRESTITO PONTE DA 20 MILIARDI DI EURO Una delle strade più ovvie da percorrere è quella del finanziamento da parte delle banche e già lo scorso gennaio i vertici Volkswagen sedettero al tavolo delle trattative con ben 13 diversi istituti di credito per la definizione di un prestito ponte con il quale ammortizzare le spese dello scandalo e in primis i rimborsi derivati dalla class action dei clienti statunitensi (Leggi a quanto ammonta finora il costo del Dieselgate negli USA) A distanza di quasi un anno la Casa tedesca sembra quantificato l'importo del prestito e identificato gli istituti ai quali appoggiarsi; secondo l'agenzia Reuters la linea di credito è quantificabile in 20 miliardi di euro e verrà mantenuta attiva fino al prossimo mese di giugno.

LA SPENDING REVIEW E IL TAGLIO DEL PERSONALE Già da tempo Volkswagen ha deciso e messo in atto una politica di spending review concepita per contenere al massimo i costi; la politica del risparmio ha ridotto i budget per i saloni internazionali, ha indotto la Casa a impiegare un'unica piattaforma per lo sviluppo delle nuove auto (Sapevi che fino al 2018 tutte le nuove VW nasceranno dalla piattaforma MQB?), a rivedere gli organigrammi aziendali e la razionalizzazione degli stabilimenti produttivi. Inevitabilmente la riduzione dei costi non poteva non impattare sulla forza lavoro e attualmente sono a rischio i posti di 30 mila dipendenti, 23 mila dei quali in Europa. I sindacati stanno avallando i tagli a patto che il Gruppo si impegni alla localizzazione in Germania tutta la produzione di auto elettriche (Leggi qui quanto VW risparmierà falciando i dipendenti); Volkswagen ha infatti più volte dichiarato di voler progressivamente spostare il proprio business verso la mobilità elettrica.

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