Volkswagen: Muller tiene uniti i pezzi di un vaso che minaccia di rompersi
Assemblea Generale Volkswagen a tinte forti, gli azionisti arrabbiati inveiscono contro Poetsch e intanto si apre l'indagine fiscale su Winkertorn
Assemblea Generale Volkswagen a tinte forti
Assemblea Generale Volkswagen a tinte forti, gli azionisti arrabbiati inveiscono contro Poetsch e intanto si apre l'indagine fiscale su Winkertorn
Ieri si è tenuta l'assemblea generale degli azionisti Volkswagen, la prima dopo il colossale scandalo del Dieselgate. Il clima nel quale si è svolta la riunione è stato a dir poco infuocato e a poco sono bastate le scuse che l'AD Matthias Muller ha porto agli azionisti.
POETSCH IL PIU' ATTACCATO Le previsioni di una assemblea “difficile” sono stata più che confermate e le contestazioni da parte dei rappresentati degli azionisti sono state veementi e dirette. Il personaggio di Wolfsburg più contestato è stato il Capo del Consiglio di Sorveglianza Hans Dieter Poetsch, l'uomo al quale è stato affidato l'arduo compito di sovraintendere la gestione dello scandalo sulle emissioni alterate e Presidente dell'Assemblea. Nei momenti più concitati è stato perfino chiesto l'allontanamento di Poetsch dalla sala: “Sei la personificazione del conflitto di interesse” ha urlato Markus Dufner, AD dell'Associazione tedesca degli azionisti etici, “Vedo un enorme conflitto di interessi, se Poetsch conduce l'indagine sul Dieselgate” gli ha fatto eco Hans Christoph Hirt, co-amministratore delegato del gruppo di azionisti seguiti da Hermes EOS (Leggi la Class Action contro VW per i consumi).
RABBIA E DELUSIONE TRA GLI AZIONISTI Gli azionisti hanno potuto finalmente avere voce per esprimere sdegno e dissenso nei confronti dello scandalo, soprattutto nei confronti del management. Bisogna comunque sottolineare che gli azionisti privati detengono circa l'11% delle quote e non hanno diritto di voto. Dai tanti interventi dei portavoce emergono comunque la rabbia per la fiducia tradita e i dubbi sul futuro del Gruppo; “Siamo di fronte a un disastro e la decisione di alterare le emissioni è un fallimento da parte dei nove membri del CdA” ha detto Ulrich Hocker dell'associazione di azionisti privati DWS. Con le lacrime agli occhi Gerd Kuhlmeyer, rappresentante di una associazione di dipendenti azionisti, rivolgendosi al management ha detto “La crisi è una crisi di fiducia, la fiducia dei clienti è stata persa e deve essere riconquistata, così come quella degli investitori”. Più tagliente è stato Alexsander Scholl di Deka Investment : “Avevamo sperato di investire in un leader del mercato mondiale, ma abbiamo investito in un leader delle perdite”, il titolo VW ha infatti perso più del 40% dall'esplosione del Dieselgate. Perplessità è stata espressa anche riguardo al proposito di cambiare il volto di Volkswagen, ripulendolo, e orientando l'azienda verso la mobilità elettrica e la scommessa della guida autonoma (VW scommette 500 milioni sul driverless).
SCUSE DEBOLI E UN NUOVO PROBLEMA LEGALE Un tentativo di rabbonire gli azionisti è stato fatto dall'AD Matthias Muller, il quale si è così scusato: “Per conto del Gruppo e di chiunque lavori qui, chiedo scusa a voi azionisti per il tradimento della vostra fede in Volkswagen”. Affrontando la questione del Dieselgate, Mueller ha rassicurato sull'impegno dell'Azienda per appianare lacune e carenze nella produzione e nei sistemi di gestione dei propulsori, sottolineando anche il via libera da parte di KBA per il richiamo di una ulteriore tranche di 1 milione di auto. Salgono così a 3.7 milioni, su un totale di 8.5, le autovetture che possono tornare in officina per essere ripristinate. L'AD ha inoltre sottolineato che 10 dipendenti sono stati sospesi o hanno rassegnato le dimissioni come conseguenza dello scandalo. Poetsch, dal canto suo, ha fatto riferimento alla possibilità che i membri, sia dell'attuale che del precedente CdA, possano partecipare personalmente al risarcimento dei danni e all'impegno per la revisione dei compensi agli amministratori (VW ha già deliberato il taglio dei bonus al Cda). Il Capo del Consiglio di Sorveglianza ha dovuto anche dissertare sulla recente indagine avviata dalla Magistratura tedesca nei confronti dell'ex amministratore delegato Martin Winkerton, accusato di eccessiva lentezza nel comunicare agli investitori i rischi e i costi dei brogli sulle emissioni, manipolando di fatto il titolo in Borsa. Per Poetsch l'Azienda avrebbe comunque agito nei modi e nei tempi corretti per comunicare gli effetti finanziari dello scandalo.