Volkswagen ha continuato a truccare motori: le accuse scottanti della stampa tedesca

Nuove rivelazioni sul Dieselgate scoprono l'iceberg dello scandalo Volkswagen: durante le indagini USA avrebbe continuato a barare sulle emissioni

11 marzo 2016 - 22:22

Continuano i guai per Volkswagen: ora arriva l'indiscrezione che l'Azienda ha continuato a truccare i motori diesel anche quando sapeva di essere già sotto inchiesta. Come se non bastasse, sembra proprio che si stiano avvicinando le prime riduzioni del personale.

DIFFICILE STAR DIETRO ALL'ATTUALITÀA questo punto, i media stentano a tenere il passo della cronaca: avevamo appena digerito la notizia delle dimissioni di Michael Horn, il grande Capo di Volkswagen USA (leggi i particolari, comprese le azioni che il Dipartimento di Giustizia USA intende fare, nel post: si dimette l'AD VW negli USA), che altre indiscrezioni, forse ancor più gravi, sono già arrivate. Intendiamoci, le dimissioni di Horn sono state drammatiche, ad onta del loro essere avvenute in un clima “amichevole”, perché aveva saputo ispirare fiducia negli oltre 600 dealer USA (VW propone indennizzi solo ai clienti americani) ma le voci riportate dal Sueddeutsche Zeitung aprono scenari ancor più inquietanti. L'organo di stampa tedesco riferisce infatti che il software tarocco ha continuato ad essere installato nei motori anche alla fine del 2014 e fino all'inizio del 2015, per giunta in una versione “perfezionata”. Stando alle parole di Sueddeutsche Zeitung sembra infatti che il software defeat device sia stato reso più preciso, nel suo imbrogliare, aggiungendo alle variabili usate per capire la situazione di teste delle emissioni anche la rotazione del volante.

AD OGNI COSTOIl concetto è semplice: una vettura in fase di test manifesta movimenti del volante minimi – anche se non nulli – e che sono quelli che il collaudatore imprime per correggere i piccoli spostamenti delle ruote rispetto ai rulli. In pratica se il volante viene tenuto quasi fermo ma la velocità della vettura è diversa da zero allora il software capisce che si tratta di una prova al banco e attiva quindi mappature e funzionamento dei dispositivi antinquinamento molto efficaci contro le emissioni. Questa conclusione è stata raggiunta da esperti informatici che hanno esaminato una Passat: “il software è stato 'rifinito' in questo modo”, ha detto Thorsten Holz, Professore di System Security alla Ruhr-Universität Bochum. Il miglioramento del sistema dovrebbe essere arrivato all'inizio del 2015, nonostante Volkswagen avesse già dei problemi con il CARB californiano (leggi che se KBA ha graziato VW, gli USA pretendono di più), e le emissioni medie degli ossidi di Azoto potrebbero essere addirittura aumentate con la nuova versione dato che il sistema era più accurato e lasciava 'libertà' più frequentemente perché i “falsi negativi” (vettura ritenuta non in test anche se effettivamente lo era) erano ridotti. Le indiscrezioni indicano come tecnici di differenti dipartimenti, incluso quello dello sviluppo dei motori diesel, abbiano partecipato ai cambiamenti nel software truffaldino.

PERICOLO OCCUPAZIONESi sono dovute ridurre queste incertezze perché diminuire gli ossidi di azoto può aumentare il particolato e questo avrebbe intasato più velocemente i filtri destinati ad abbatterlo: in pratica si è preferito emettere più NOx e allungare la vita dei suddetti filtri. I guai non finiscono qui perché si comincia a parlare apertamente di un taglio di almeno 3.000 posti di lavoro; in realtà non si tratta di veri e propri licenziamenti perché si dovrebbe trattare di un mix di orari ridotti per i più avanti con l'età, ridotto impiego dei lavoratori interinali e accorpamento di posizioni. Un portavoce ha detto che il programma intende incrementare l'efficienza di Volkswagen in tutte le aree, compresi i costi del personale; di un aumento dell'efficienza del 10% era già stato fissato alla fine del 2015 ma non prevedeva possibili perdite in posti di lavoro. Dovranno essere rese più profittevoli le Golf e le Passat, più deboli sotto questo aspetto rispetto alla concorrenza, e Herbert Diess si è detto fiducioso sull'approvazione di questi piani. Staremo a vedere e, in attesa di sviluppi, registriamo l'altolà che il sindacalista Bernd Osterloh, capo del consiglio di fabbrica, ha dato alla dirigenza: “non permetteremo che i 215.000 dipendenti del Gruppo facciano da cavie per esperimenti di economia e che posti di lavoro vengano cancellati a casaccio”. E intanto le cause collettive contro VW in europa sono arrivate a diverse decine di migliaia…

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