Volkswagen e-Delivery, il primo camion elettrico debutterà nel 2018

Le città chiudono ai diesel e Volkswagen spinge verso i veicoli da trasporto elettrici. 1,4 miliardi di euro per l'e-Delivery e i camion

16 ottobre 2017 - 17:40

La frenesia elettrica non conosce tregua, né negli annunci né nelle azioni. E così si posano le prime pietre per gli stabilimenti che inonderanno il pianeta di batterie per le automobili, si notifica che non verranno più sviluppati motori a scoppio e via dicendo/facendo. Un ruolo importante nell'accelerare un processo che sarebbe forse avvenuto in ogni caso l'ha sicuramente svolto il dieselgate ma, in ogni caso, l'evoluzione in atto coinvolgerà tutti i settori, compreso il trasporto merci (leggi del camion Toyota a fuel cell già in test negli USA). Anche Volkswagen si è aggiunta alla corsa e ha annunciato un nutrito programma di investimenti per camion, bus e mezzi per le consegne cittadine come l'annunciato e-Delivery.

AVERE LE CITTÀ CONTRO La storia è dei nostri giorni: se intere Nazioni prevedono di eliminare i veicoli con motore a scoppio fra qualche decennio, per alcune metropoli il termine è ancor più vicino o addirittura già in vigore in particolari condizioni (leggi dei comuni tedeschi che vogliono bloccare i diesel non euro 6). Le contromisure non si fanno attendere e ad annunciarle questa volta è Volkswagen che, dopo aver comunicato un mega piano da 70 miliardi per battere Tesla, dichiara un importante investimento per camion, autobus e commerciali a batterie. VW vuole infatti affiancare ai suoi sforzi per le automobili elettriche importanti novità nel settore dei veicoli commerciali a batteria destinati alle aree urbane per rispondere alle preoccupazioni dell'opinione pubblica sulla qualità dell'aria.

STRATEGIA A TUTTO CAMPO L'annuncio è stato raccolto da Bloomberg qualche giorno fa e si può sintetizzare così: la divisione Volkswagen Truck & Bus investirà 1,4 miliardi di euro in nuove tecnologie, tra cui drivetrain elettrici, la guida autonoma e software basato su cloud. A dirlo è stato Andreas Renschler, responsabile della divisione, nel corso di un'intervista rilasciata ad Amburgo nella quale ha anche riferito che, per “spalmare” i costi su più veicoli, anche la filiale statunitense Navistar adotterà la trasmissione elettrica. Intanto si è già visto un primo frutto di questo piano, il camion medio a batteria VW che, chiamato e-Delivery, lancerà le linee di montaggio brasiliane nel 2020. Si tratta di un camion medio, dedicato alle consegne cittadine e a breve raggio, con pesi variabili fra le 9 e le 11 tonnellate e autonomia di 200 km. Il suo motore WEG non sembra molto potente (si parla di 109 cavalli) ma la coppia di 493 Nm si annuncia abbondante, anche in considerazione della favorevole erogazione tipica delle unità elettriche.

Il suo debutto pubblico sarà già l'anno prossimo (abbiamo già detto che la produzione in serie sarà fra 2 anni) ma il piano prevede che anche gli altri marchi specializzati del Gruppo, MAN e Scania, saranno in grado di consegnare autobus elettrici già nel 2018, ampliando ulteriormente un'offerta che già prevede piattaforme ibride, motori a biodiesel, diesel e a Metano. Renschler ha inoltre detto che Volkswagen sta considerando tutte le opzioni, compresa la vendita di quote azionarie. Sono sul tavolo infatti un aumento della quota del capitale di Sinotruk Hong Kong in possesso di MAN (ora pari al 25%), un ampliamento della cooperazione con GAZ PJSC in Russia e con Navistar negli Stati Uniti, mercato nel quale Freightliner di Daimler è il leader del mercato (leggi dei test di platooning di Tir Freightliner che Daimler sta facendo negli USA).

GLOBALI, LOCALI E AUTONOMI Renschler ha anche dichiarato: “Crediamo in una vasta gamma di powertrain e carburanti alternativi che possiamo proporre a seconda della disponibilità locale, della domanda sociale e dele richieste dei clienti. È quindi fondamentale che i decisori politici adottino un 'approccio tecnologico neutro' in qualsiasi regolamentazione”. È evidente la preoccupazione che le motorizzazioni classiche possano venir penalizzate da regolamenti locali. Le prospettive sono rosee, con Renschler a prevedere che i camion elettrici per le consegne locali possano superare il 5% del mercato entro il 2025. A quella data le auto a batteria sono date al 25% ma la produzione di veicoli commerciali è più lenta perché l'uso è più gravoso e i costi di sviluppo si dividono in un minor numero di esemplari. Un altro fattore critico è, sempre a detta di Renschler, la tecnologia delle batterie: quelle attuali sono pesanti e ingombranti, rubando così portata e volume di carico; un miglioramento, che diminuisca anche i tempi di ricarica, sarà la chiave per rendere i camion elettrici più attraenti abbassandone inoltre i costi di esercizio.

Altro discorso aperto è la guida autonoma di VW Truck & Bus: essa sarà, almeno inizialmente, focalizzata su spazi non aperti al pubblico, come gli spalaneve negli aeroporti o le navette che fanno la spola in percorsi fissi, nei parcheggi o nelle fabbriche. Volkswagen prevede di essere pronta alla produzione commerciale entro due anni ma un camion autonomo c'è già: si tratta dello Scania destinato a cave e miniere. Renschler dice orgogliosamente: “Il camion autonomo di Scania che è là fuori sarà spedito al nostro cliente alla fine di questo evento-stampa. Non è una visione, è reale, qui e ora”.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Incidente stradale uso del collare

Incidente stradale: l’uso del collare dopo il colpo di frusta

Autostrada limiti di velocità

Limite a 100 km/h in autostrada: parte in Olanda dal 2020

Incidenti stradali strade più pericolose d’Italia

Incidenti stradali 2018: le strade più pericolose d’Italia nel rapporto ACI