Daimler mette in strada i Tir driverless, la tecnologia V2V al banco di prova

I Tir semiautonomi di Daimler si passano le informazioni con il Wifi e reagiscono più velocemente degli uomini grazie al link V2V. I test negli USA

27 settembre 2017 - 22:01

Le potenzialità offerte dall'elettronica e dall'infotelematica oggi sono moltissime, virtualmente quasi infinite, e l'automotive è uno dei settori che sembra offrire le maggiori possibilità. Le auto connesse, i servizi on-line, la guida assistita dagli evoluti ADAS e poi quella autonoma (leggi che secondo la EU la guida autonoma farà risparmiare salute, tempo e soldi) sono soltanto alcuni dei possibili sbocchi di queste tecnologie. La loro diffusione non è però limitata al trasporto privato ma si proietta anche su quello pubblico e su quello commerciale. Si sono già viste sperimentazioni di camion automatizzati, con vari livelli di autonomia, e al ristretto team di chi sta sperimentando il platooning si è aggiunta anche Daimler, che ha iniziato test in Oregon e Nevada.

ESPERIMENTI IN STRADE SELEZIONATE Forse non tutti sono a conoscenza di questo fatto ma Daimler è il primo produttore di veicoli commerciali pesanti negli Stati Uniti, avendo acquisito 2 dei Marchi più classicamente yankee degli USA, Freightliner e Western Star. Daimler è quindi il leader, avendo una quota di mercato del 40% in Nord America nel settore degli autocarri. Daimler Trucks North America (DTNA) sta testando veicoli collegati digitalmente su alcune autostrade selezionate in Oregon e Nevada perché le lunghe e diritte highways di quegli Stati sono l'ideale per il platooning dei camion. La Casa sfrutta ovviamente l'esperienza maturata dai camion Mercedes anche nell'European Truck Platooning Challenge 2016, al quale ha partecipato anche IVECO.

FUNZIONA E QUINDI MI ESPANDO Daimler Trucks North America aveva già iniziato le sperimentazioni nella sua area di prova a Madras, in Oregon, e quindi ha poi ottenuto l'autorizzazione per test su strade aperte al pubblico dall'ente di regolamentazione Oregon Department of Transportation. In un primo passo chiamato pairing (come quello fra dispositivi Bluetooth)”, DTNA sta provando il platooning di due semirimorchi Freightliner New Cascadia (leggi che l'autostrada digitale di Audi consente anche il platooning).

Questa iniziativa di Daimler Trucks North America nasce a seguito del crescente interesse dei clienti DTNA per la guida automatizzata e connessa nel trasporto commerciale. Daimler Trucks e i suoi più grandi clienti sperimenteranno i camion connessi in ogni settore dei trasporti. Il Presidente e Amministratore delegato di DTNA, Roger Nielsen, ha dichiarato: “Stiamo vedendo un crescente interesse dei clienti per il platooning, una tecnologia che porterà maggiori efficienza e sicurezza; il platooning non mira a sostituire gli autisti ma è progettata per aiutarli. Quando il platooning sarà accettato da tutti e la sua normativa sarà definita, noi avremo una soluzione collaudata. Ho guidato personalmente uno dei nostri camion in modalità connessa ed è stata un'esperienza impressionante”.

UN MONDO CONNESSO Nel corso degli ultimi anni Daimler Trucks ha sperimentato molto in settori quali la guida autonoma, connessa ed elettrificata con i suoi marchi Mercedes-Benz, Freightliner e FUSO. I camion connessi, così come le automobili, fanno parte dell'Internet of Things e Daimler Trucks ha già collegato circa 500 mila camion in tutto il mondo, più di qualsiasi altro produttore (leggi come la telematico fa boom fra le flotte aziendali). Per collegare digitalmente su strada i suoi Freightliner New Cascadia Daimler combina la connettività con la sua esperienza nella guida autonoma. La comunicazione V2V (Vehicle to Vehicle) tra i veicoli avviene via WiFi e instaura un'interazione con gli ADAS del “pacchetto” Driver Freightliners Detroit Assurance 4.0. esso comprende Adaptive Cruise Control, Lane Depart Assist e Active Brake Assist 4. La possibilità di far marciare 2 o più camion incolonnati a distanza ridotta garantisce un certo risparmio di carburante perché si riducela resistenza aerodinamica e aumenta anche la sicurezza, perché i tempi di reazione scendono a circa 0,2 – 0,3 secondi, un miglioramento notevole rispetto ai tempi medi di reazione degli esseri umani. Dato che secondo i dati della NHTSA gli errori umani causano il 94% degli incidenti stradali, in futuro la frenata automatica, veloce e coordinata fra il veicolo che guida e quelli che lo seguono potrebbe quindi evitare molti incidenti.

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