Volkswagen avvia il più grande richiamo in Cina per gli airbag Takata
Il Gruppo Volkswagen e le sue joint venture cinesi FAW e SAIC si preparano a richiamare quasi 5 milioni di auto in Cina: lo scandalo Takata continua
Il Gruppo Volkswagen e le sue joint venture cinesi FAW e SAIC si preparano a richiamare quasi 5 milioni di auto in Cina: lo scandalo Takata continua
Il Gruppo Volkswagen e le sue joint venture cinesi FAW e SAIC si preparano a richiamare quasi 5 milioni di auto in Cina: lo scandalo Takata continua
La più grande campagna di richiamo della storia dell'automotive non si “placa” e si estende anzi a Paesi in precedenza non menzionati. Stiamo ovviamente parlando dei recall degli airbag Takata, una vicenda molto complicata e che ha avuto risvolti drammatici, con almeno 16 vittime e 180 feriti globalmente. La causa, lo ricorderete, era il propellente del gonfiatore, quel nitrato d'ammonio (leggi che il richiamo aumenta dismisura anche dopo che Takata ha abbandonato il nitrato) che, tendendo ad assorbire umidità nei climi caldi, si alterava ed esplodeva con così tanta forza da rompere il suo contenitore proiettando micidiali schegge di metallo. Le ultime, recentissime notizie danno conto di un richiamo milionario che Volkswagen, insieme alle sue joint venture, sta programmando in Cina.
SISTEMATE QUELLE AUTOMOBILI! La materia del contendere è citata da Reuters e in sostanza dice che Volkswagen e le sue joint venture cinesi FAW-Volkswagen e SAIC-Volkswagen richiameranno 4,86 milioni di veicoli venduti Cina a causa dei potenziali problemi (il pericolo c'è se l'airbag si attiva) degli airbag Takata.

La vicenda è un colpo non trascurabile inferto al celeberrimo Gruppo automobilistico nel mercato più grande al mondo (leggi che il piano di elettrificazione della gamma VW partirà dalla Cina). Il richiamo di VW arriva dopo che le autorità di controllo cinesi hanno rivolto, all'inizio di quest'anno, lo stesso “invito” a Mercedes-Benz e General Motors perché richiamassero i veicoli con gli airbag Takata.
ASCOLTO LE AUTORITÀ Le stime ufficiali delle autorità evidenziano che le automobili dotate di airbag Takata sono più di 20 milioni in Cina e si tratta proprio di quei componenti che hanno il potenziale di esplodere con troppa forza e proiettare pericolose schegge di metallo. Questo difetto ha portato al più grande richiamo della storia automobilistica e al fallimento del produttore giapponese (leggi che lo scandalo mondiale degli airbag pericolosi fa fallire Takata).

Volkswagen ha comunicato a Reuters, in una dichiarazione inviata per e-mail ieri, che dopo varie discussioni le autorità cinesi hanno concluso che la il difetto potrebbe verificarsi in rari casi quando il cuscino “salvavita” si attiva e che questo “può creare un potenziale rischio per la sicurezza”. A questo punto “sulla base delle determinazioni delle autorità cinesi per la sicurezza, Volkswagen Group China ha preso la decisione di mettere in atto il richiamo”. La Casa ha poi comunicato di non aver ricevuto a livello mondiale rapporti relativi a incidenti con gli airbag nei suoi veicoli e che un'analisi sui gonfiatori Takata – la sospetta causa del difetto – li ha trovati in condizioni “normali”.
RICHIAMI PER TRE Le autorità di controllo hanno dichiarato che il richiamo dovrebbe partire nel marzo del 2018 e si prolungherà fino al 2019. Come sempre accade in questi casi, Volkswagen ha comunicato che la Casa ed i suoi partner cinesi avrebbero sostituiti gli airbag gratuitamente. La Casa di Wolfsburg e le sue consociate hanno consegnato in Cina nel 2016 3,98 milioni di veicoli, con un incremento del 12,2% rispetto al 2015: questa cifra l'ha resa il più importante fabbricante di automobili straniero del Paese (leggi della nuova fabbrica VW in Cina che apriraà nel 2018). L'Amministrazione generale cinese per Controllo Qualità, Ispezione e Quarantena (AQSIQ) ha comunicato che Volkswagen China avrebbe richiamato 103.573 veicoli, FAW-Volkswagen 2,35 milioni di veicoli e SAIC-Volkswagen 2,4 milioni di veicoli.