VisLab: la ricerca italiana alle auto a guida autonoma vola negli USA

L'Italia ha fatto gola alla Silicon Valley: lo spin-off dell'università di Parma Vislab è stato acquistato dal colosso Ambarella. Vediamo il perché

10 luglio 2015 - 19:42

Sembra una favola, con la piccola Cenerentola che fa innamorare un potente principe, e invece è realtà: una grande azienda dell'Hi Tech capisce il valore e l'esperienza, nel settore del riconoscimento delle immagini e della guida autonoma, di un centro ricerche italiano e lo acquisisce per 30 milioni di euro.

QUELLE AUTO NEI CONTAINER – La “favola” ha anche un lieto fine, dato che tutto resterà a Parma, con grandi e benefiche ricadute sull'indotto e nel territorio: si parla già di 30 nuove assunzioni e della creazione di specifici corsi dedicati alla computer vision e ai veicoli. Perché Ambarella (a differenza di costruttori nostrani ed europei) ha capito la bontà del lavoro portato avanti dall'equipe del professor Broggi e le sperimentazioni da loro condotte al punto che Fermi Wang, CEO dell'azienda, dichiara: “”We are delighted to welcome Dr. Broggi and the VisLab team to Ambarella to jointly define, develop and deploy future generations of computer vision solutions”. VisLab – che sta per Laboratorio di Visione Artificiale e Sistemi Intelligenti dell'Università di Parma – nasce da un'idea del professor Francesco Broggi che ha intuito – più di 20 anni fa – come la visione artificiale potesse diventare la chiave di volta di un'automobile diversa, anzi, di una diversa idea di mobilità. Gli inizi sono stati semiclandestini, con l'equipe che comprava automobili usate negli USA, le faceva arrivare in Italia nei container e le “farciva” con Pc e sensori per poi mandarle in strada (con i marchi oscurati) per le sperimentazioni.

15.000 KM A GUIDA AUTOMATICA – Le prove sono iniziate, a conti fatti, ben prima che nascesse “Big G” Google e già nel 2008 VisLab presentava i suoi sistemi in Olanda, in occasione dell'Intelligent Vehicles Symposium a Eindhoven. Nel 2014 un'altra tappa importante, con l'accordo fra VisLab e Magneti Marelli che potenziava l'organico dello spin-off dell'Università di Parma tramite ingegneri di Magneti Marelli in modo da portare l'organico a circa 20 persone. Ma già qualche anno prima – nel 2010 – VisLab aveva fatto parlare di sé con “raid” Italia – Cina compiuto da quattro furgoncini elettrici, capaci di “guidarsi” da soli fino all'Esposizione Mondiale 2010 di Shanghai, dopo 15.000 km di viaggio. I 4 Porter Piaggio elettrici erano stati equipaggiati, oltreché di pannelli fotovoltaici, anche di 7 telecamere, 4 laser-scanner, GPS, piattaforma inerziale IMU (Inertial Measurement Unit, da non confondere con sigle tributarie), un'antenna satellitare per un accesso costante al Web e 3 capaci computer per la gestione del tutto. I pochissimi incidenti sono stati sempre causati dall'errore umano (un giornalista, per esempio, aveva spento accidentalmente il sistema) ed i circa 50 TeraByte di dati raccolti sono stati un tesoro dal valore quasi inestimabile.

IL SALTO VERSO LA SILICON VALLEY – Un'altra tappa fondamentale è stata BRAiVE, un'auto in grado di affrontare un percorso misto extraurbano-urbano in totale autonomia sulle strade di Parma. L'evento, chiamato PROUD Car Test 2013 (Public ROad Urban Driverless-Car Test 2013), è stato il primo al mondo in condizioni di traffico reale e su strade pubbliche urbane, con tanto di rotonde strette, strade a doppio senso, zone pedonali e quant'altro. L'ultimo prototipo – Deeva – pur ospitando 15 computer dall'esterno sembra quasi un modello di serie: un'eventuale produzione sarebbe un kit installabile in aftermarket molto più piccolo, perché Deeva è una vettura laboratorio. Ambarella è quotata a Wall Street – vale più di 3 miliardi di dollari- ed è specializzata nei dispositivi di compressione video a risoluzione alta e ultra-alta; i suoi chip sono a basso consumo energetico e sono quindi adatti anche ai dispositivi portatili. L'interesse verso VisLab deriva dal fatto che Ambarella è convinta che la computer vision sarà sempre di più un settore strategico proprio in vista dello sviluppo dei sistemi ADAS – Advanced Driver Assistance Systems – prima (scopri come funzionano i sistemi di sicurezza avanzati Bosch) e della guida autonoma poi.

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