USA: accise benzina e diesel in aumento, arriva la tassa sulle auto elettriche

Anche negli USA si fa cassa con le accise sulle auto a benzina e diesel. La California prevede 52 miliardi in più in 10 anni, 200 milioni dagli ZEV

5 maggio 2017 - 16:33

In tutti i Paesi l'automotive viene tassato, più o meno pesantemente, sfruttano anche il fatto che la mobilità è irrinunciabile, privata, pubblica o commerciale che sia. I modi sono quasi infiniti: tasse di trascrizione e possesso (leggi come calcolare il bollo auto e controllare i pagamenti), accise sui carburanti, imposte sul valore aggiunto e via elencando. Questo quadro non solo è spesso modificato a livello locale ma è anche frequentemente inserito in uno schema che tende a penalizzare i veicoli più inquinanti. Uno modello quasi universale che troviamo anche negli USA: in California, per esempio, per finanziare la manutenzione delle strade si è deciso di aumentare le tasse su diesel e benzina, lasciando quasi indenni gli Zero Emission Vehicle.

LA PRIMA VOLTA (DOPO DECENNI) La legge SB-1 firmata pochi giorni fa dal governatore della California Jerry Brown ha 50 “Sec” (sezioni) e ha convertito un disegno di legge che ha avuto un iter abbastanza laborioso, iniziato a dicembre del 2016.

La sostanza del provvedimento, riportata da Reuters, è un aumento generalizzato delle tasse e delle imposte relative ai trasporti e l'introduzione di una tassa (ma è piuttosto leggera) d'immatricolazione sugli Zero Emission Vehicle: lo scopo è alimentare un ambizioso piano decennale di 52,4 miliardi di dollari per riparare le strade ed i ponti a lungo trascurate del governo statale. L'amministrazione della California ci tiene comunque a precisare che questo è il primo aumento dopo decenni.

IL GOVERNO FEDERALE E QUELLO STATALE Il disegno di legge è stato approvato grazie alla super-majority (più del 60%) che i Democratici hanno in entrambe le “Camere”, Houses, dello Stato e che permette loro di legiferare senza bisogno di voti dell'altro schieramento. I Repubblicani hanno ovviamente disapprovato gli aumenti, affermando che le tasse e imposte sui trasporti della California sono già fra i più alti degli USA. La California, pur con la sua famosa cultura automobilistica, sembra molto lontana dall'impostazione che il Governo federale (leggi che Trump è andato contro l'EPA e la California) ha verso le questioni energetiche e ambientali. L'elenco degli aumenti appare infatti piuttosto indigesto agli occhi di un fan dei combustibili fossili: 7,3 miliardi di dollari verranno dall'aumento delle accise sul gasolio, portate a 33 centesimi dagli attuali 0,13, mentre 3,5 miliardi verranno dall'aumento della “tassa di vendita” dei veicoli diesel, portata al 5,75 % del valore del veicolo.

Altri 24,4 miliardi saranno poi generati dall'aumento di 12 centesimi delle accise sulla benzina, portata a 40 cent; 16,3 miliardi arriveranno da una “tariffa annuale di miglioramento del trasporto” calcolata sul valore del veicolo, 200 milioni da una tassa annuale di 100 dollari per gli ZEV (comprese le auto a fuel cell) e 706 da rimborsi su prestiti statali.

RIGUARDI PER GLI ZEV La, chiamiamola così, “selettività ecologica” della legge scaturisce anche dai tempi d'applicazione: le prime misure andranno in vigore dal 1 ° novembre 2017, quella sul miglioramento del trasporto dal 1 ° gennaio 2018 mentre la flat tax sui veicoli a Emissioni Zero dal 1 ° luglio 2020 (leggi delle 10 mila colonnine per le auto elettriche con un investimento da 1 miliardo). Anche se è vero che l'imposta sugli ZEV verrà adeguata all'inflazione, l'occhio di riguardo per questa tipologia è evidente ma ce l'aspettavamo nella patria di quel CARB che, per esempio, ha bocciato il richiamo “facile” del TDI V6 negli USA. I sostenitori della legge ricordano che l'automobilista medio della California vedrà i suoi costi per la mobilità aumentare soltanto di 10 dollari al mese mentre il Governatore ha affermato che “le strade sicure e lisce faranno della California un posto migliore per vivere e rafforzeranno la nostra economia. Questa legge darà lavoro a migliaia di persone”. Brown intendeva sicuramente riferirsi ai criteri federali che stimano che ogni miliardo d'investimento possa creare circa 13.000 posti di lavoro e, per scongiurare il pericolo che i fondi possano essere spesi in altra maniera, ha già previsto un emendamento costituzionale da votare nel giugno 2018 che, se approvato, proibirà ogni tipo di spesa che non sia sui trasporti.

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