Emissioni auto a un bivio: Trump contro EPA e California

Trump allenterà le norme sulle emissioni auto ma la California andrà avanti verso la riduzione. Gli automobilisti a favore delle auto efficienti

29 marzo 2017 - 17:18

Rispetto dell'ambiente, industria, sviluppo economico e costi: temi importantissimi e inestricabilmente intrecciati da sempre. Un esempio paradigmatico è la Cina, che ha conosciuto, anche in virtù degli accordi della Wolrd Trade Organization, un'impetuosa crescita economica grazie alle esportazioni. La “fabbrica del mondo” ha però sperimentato un vertiginoso aumento dell'inquinamento, al punto da dover “chiudere” intere città per smog (leggi del boom della piccole auto elettriche perché è quasi impossibile immatricolare veicoli classici). Situazione controversa anche negli USA, stretti fra un presidente Trump che ha depotenziato l'EPA e vuole rivedere le norme sulle emissioni auto ed i consumatori contenti dell'efficienza e della pulizia delle auto moderne.

TERREMOTO ALL'EPA Sappiamo bene com'è andata: negli ultimi giorni dell'amministrazione Obama l'Environmental Protection Agency ha deciso di confermare gli standard delle emissioni auto fino al 2025 che erano stati negoziati con l'industria automotive nel 2011 (leggi dell'EPA che torna alla carica fissando importanti tagli ai consumi). La “controriforma” di Donald Trump si è fatta sentire molto presto: a capo dell'EPA ora c'è Scott Pruitt, una persona che non crede al Global Warming e che quando era procuratore generale dell'Oklahoma ha fatto causa all'EPA per 13 volte contestandole i regolamenti per ridurre le emissioni e regolamentare lo sversamento di sostanze inquinanti nei fiumi.

SCIENZIATI CONTRO Diretta conseguenza di questo “negazionismo” è stata la decisione di interrompere la creazione di norme per limitare le emissioni di metano, composto che ha un effetto serra molto più potente della CO2, dai pozzi petroliferi e di gas. Ovviamente in progetto la revisione delle norme sulle emissioni auto fino al 2025 (leggi dei costruttori che bussano a Trump per rivedere le norme sulle emissioni auto) anche se, come osserva il Chicago Tribune, una revisione intermedia non necessariamente cancellerà gli obiettivi del 2025. Commenti allarmati da parte della Union of Concerned Scientists – UCS, secondo la quale questa decisione dimostra che “l'amministrazione Trump vuole ostacolare l'entrata in vigore di questi nuovi standard nonostante il fatto che le Case si stanno già adeguando e saranno in grado di soddisfarli”. Ken Kimmell , presidente dell'UCS, non risparmia le critiche: “l'amministrazione Trump sta cercando di far deragliare una politica che ha prodotto benefici per milioni di americani. Questi standard sulle emissioni prodotti su base scientifica sono un successo anche per gli automobilisti che stanno spendendo di meno per il carburante, e un'arma potente per ridurre il consumo di petrolio e tagliare gli inquinanti che causano cambiamenti climatici e pericoli per la salute. Le Case, dopo aver goduto di grandi aiuti statali durante la crisi, sono stati fra gli estensori principali di queste regole nel 2012”.

CASE E CONSUMATORI INSIEME? I pareri degli analisti sono meno allarmistici: Kristin Dziczek, direttore del Center for Automotive Research ha detto a Reuters: “Non credo che vedremo un arretramento totale ma piuttosto un rallentamento nell'implementazione dei nuovi standard”. Il ragionamento prosegue evidenziando che anche se l'amministrazione Trump “ammorbidisse” le regole sulle emissioni negli USA, norme più stringenti continuerebbero ad esser messe in atto in Europa (leggi delle nuove regolo UE sulle emissioni auto) e in Cina (Great Wall ha annunciato che investirà 8,62 miliardi di dollari in tecnologie verdi nei prossimi10 anni). E se gli Stati Uniti rimanessero indietro rispetto a nuovi standard globali, le Case automobilistiche potrebbero investire altrove. Un altro fattore da considerare è un possibile rapido sviluppo delle tecnologia “verdi”, che potrebbero fa superare senza troppi sforzi i requisiti EPA. Ultimo ma non ultimo, i consumatori si aspettano una sempre migliore economia dei consumi dalle auto più recenti, anche se i prezzi sono attualmente piuttosto bassi, e questo potrebbe orientare le Case automobilistiche con benefici risvolti anche su alcune emissioni ad essi (i consumi) correlate.

Una ricerca di Consumer Report ha infatti rivelato che fra i fattori che guidano verso l'acquisto di un'auto più efficiente la riduzione della spesa al distributore ha raccolto il 65% dei consensi, l'avere nuove tecnologie il 28% e il salvaguardarsi da futuri aumenti dei prezzi il 26%. E se l'84% degli americani adulti pensa che le Case dovrebbero continuare lungo la strada del risparmio di carburante e il 70% assegna al Governo un ruolo di stimolo in questo senso, c'è da scommettere che la ricerca di miglioramenti in questo aspetto continuerà, a prescindere dal Presidente in carica. Senza dimenticare poi che la California e il CARB si sono schierati contro un allentamento delle regole e il Golden State è fonte d'ispirazione per diversi altri Stati: contenziosi con il Governo federale in arrivo?

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