UnipolSai, utili di 2 miliardi di euro in 3 anni: perché le assicurazioni vogliono nuove leggi?

Incassi da capogiro per le compagnie. Ma allora, perché le lobby assicurative chiedono altre leggi contro gli automobilisti?

 
UnipolSai, utili di 2 miliardi di euro in 3 anni: perché le assicurazioni vogliono nuove leggi? Incassi da capogiro per le compagnie. Ma allora

Incassi da capogiro per le compagnie. Ma allora, perché le lobby assicurative chiedono altre leggi contro gli automobilisti?

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19 Giugno 2015 - 10:06

Il gigante per eccellenza nella Rc auto, il colosso assicurativo nel mercato della riparazione auto, UnipolSai, chiuderà il piano industriale 2013-2015, quello dell'integrazione con Fonsai, con più profitti di quanti ne avesse promessi al mercato. “Gli utili saranno superiori a quelli previsti dal piano: avevamo promesso meno di 2 miliardi e vorremmo superare i 2 miliardi”, ha detto l'amministratore delegato Carlo Cimbri a margine dell'assemblea che ha approvato il bilancio 2014 (utile 783 milioni). Non solo: considerati i 694 milioni del 2013 e i 310 del primo trimestre 2015, l'obiettivo è di fatto ipotecato. Per quanto riguarda il bilancio consolidato, “noi lavoriamo per una stabilità di risultato e per raggiungere l'obiettivo di conseguire, al termine del triennio di integrazione, risultati economici a livello di gruppo UnipolSai più ampi di quanto non avessimo previsto nel piano industriale. I primi due anni sono andati molto bene, vorremmo confermaci, lavoriamo per questo”.

RC AUTO D'ORO – I dati snocciolati da UnipolSai non fanno nient'altro che confermare quanto già si sapeva in merito alle compagnie operanti nella Rc auto: si fanno soldi, e tanti. Oggi il 70% del mercato Rc auto è controllato da tre gruppi a fronte di una media europea del 15%. Nel 2013, lo scarto tra premi e liquidazione dei sinistri – pure appesantita da forti accantonamenti – è stimato in due miliardi di euro. E i profitti salgono di continuo. Eppure, prima col decreto destinazione Italia, adesso col disegno legge concorrenza, le assicurazioni chiedono nuove norme che riducano i risarcimenti. In cambio, dice il ddl, di sconti (tutti da dimostrare). Ma se tutto il comparto Rc auto macina utili; e se UnipolSai, che è un gigante, evidenzia risultati straordinari; e se i sinistri continuano a calare (tanto che Luigi Manconi non voleva neppure l'omicidio stradale), allora che bisogno c'è di nuove regole a favore delle compagnie? Serve davvero che il governo Renzi faccia un regalo alle assicurazioni?

TRE COLPI IN UNA VOLTA SOLA – In particolare, le assicurazioni puntano a tre obiettivi. Introduzione del risarcimento in forma specifica, sostanzialmente obbligatorio: i danneggiati dovranno rivolgersi ai carrozzieri convenzionati con le assicurazioni. Abolizione della cessione di credito al carrozziere indipendente: l'automobilista dovrà difendersi da sé, in un settore complicatissimo come la Rca. Dimezzamento dei risarcimenti di chi subisce gravi lesioni in un sinistro. Tre colpi in una volta sola: il ddl concorrenza. In realtà, anti-concorrenziale e liberticida.

ANDREA COLLETTI DURISSIMO – Uno fra i (pochi) politici a cantarle alle assicurazioni è Andrea Colletti (M5S): “Vi faccio un esempio tratto da uno studio Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) che ha fatto una comparazione fra il sistema Rc auto in Italia e quello europeo al 2012. Indovinate qual è il margine tecnico, cioè la differenza fra il premio Rc auto che paghiamo e i costi delle assicurazioni, in Europa e in Italia? Nel Vecchio Continente, in media è 2 euro per ogni polizza, in Italia è 49 euro per ogni polizza. In Italia, ci sono 49 milioni di macchine, se moltiplichiamo per 49 euro vuol dire 2 miliardi e 400 milioni di euro di utile per le assicurazioni. Per impedire tutto ciò basterebbe un tetto di 2 euro al margine tecnico delle assicurazioni e avremmo subito un notevole risparmio per ogni polizza. Secondo voi perché non lo fanno? Ci sono forse finanziamenti alla politica da parte delle assicurazioni? Fin quando i bilanci delle fondazioni politiche non saranno resi pubblici avremo sempre il dubbio che si facciano leggi a vantaggio di chi finanzia la politica stessa. Altro tema: nel disegno di legge predisposto dal governo Renzi c'è una delega al governo stesso per abbassare, fino alla metà, i risarcimenti per le vittime di incidenti stradali. Cosa ne sarà della tutela delle vittime della strada? Abbandonate dallo Stato e raggirate dalle compagnie di assicurazione a mezzo della politica”.

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