Un'altra Google car distrutta: la guida autonoma avrebbe evitato l'incidente

Una Lexus a guida autonoma di Google è stata travolta a un semaforo: l'incidente fa riflettere ancora su pro e contro di tenere l'uomo al volante

26 settembre 2016 - 17:35

La guida autonoma appare come l'Eldorado alle Case, che sperano di acquisire quote in un mercato molto promettente. Le questioni sul tappeto sono però molte e di non facile soluzione e il recentissimo incidente capitato ad una Google Car è lì a ricordarcelo. La Lexus 450RH del gigante dell'Hi-tech è stata infatti colpita da un furgoncino passato con il rosso proprio a Mountain View, località che ospita il suo quartier generale. Una domanda su tutte: se a guidare il veicolo commerciale ci fosse stato un robot l'incidente si sarebbe potuto evitare? I residenti di Mountain View, ormai abituati, dicono che le Google Car “guidano” molto prudentemente, quasi come un anziano. 

PASSARE CON IL ROSSO? L'urto sarebbe passato forse inosservato, dato che si è trattato del più classico (e pericoloso) attraversamento con il semaforo rosso, se non avesse coinvolto la Google Car. Ne eravamo convinti ma la certezza ce l'hanno data i report ufficiali: l'infrazione è stata commessa dal guidatore del furgoncino, umano al 100% (anche il ciclista che ha mandato in tilt una Google Car era umano). L'urto è avvenuto ad un incrocio proprio perché il furgoncino, passando con il rosso, ha centrato la fiancata della Lexus di Google. Un testimone ha riferito: “ho assistito all'incidente da dietro e poi, avvicinandomi, ho visto dei frastornati dipendenti di Google seduti là intorno mentre aspettavano il loro carro attrezzi (uno di loro è andato poi all'ospedale lamentando dolori al collo). Da quel che ho potuto vedere, è stata tutta colpa del furgone”.

GOOGLE PER LA SICUREZZA STRADALE Una dichiarazione ufficiale di Google, datata 25 settembre, evidenzia che: “Un veicolo di Google stava transitando sulla Phyllis Avenue quando un van che proveniva da ovest su El Camino Real è passato con il rosso urtando il fianco destro del nostro veicolo. Il semaforo dal lato della nostra auto era già verde da almeno sei secondi quando la nostra macchina ha impegnato l'incrocio. Migliaia di incidenti accadono ogni giorni negli Stati Uniti e il passaggio con il rosso è la principale causa degli incidenti nelle città. L'errore umano ha un ruolo nel 94% di questi incidenti ed è per questo motivo che stiamo sviluppando la guida autonoma, che renderà le nostre strade più sicure”. Google pubblica rapporti mensili (ma considera top secret i filmati degli incidenti avvenuti durante i test) sulle attività delle sue auto a guida autonoma, compresi gli incidenti che vedono coinvolte le sue autonomous car (leggi del primo incidente colposo che ha coinvolto una Google Car) e anche questo verrà sicuramente censito; curiosamente si può notare come questo sia il secondo incidente avvenuto su El Camino Real.

REGOLAMENTI DA REGOLARE Google ha confermato che il veicolo fosse nella modalità di guida autonoma al momento dell'incidente: quando è diventato evidente che una collisione era imminente il guidatore-collaudatore ha frenato ma era già troppo tardi. È interessante ricordare che soltanto pochi giorni fa il Dipartimento dei Trasporti USA ha elencato una serie di 15 regole per la valutazione della sicurezza che i costruttori di veicoli autonomi dovranno rispettare (leggi come il Michigan anticipa le leggi federali e vuole far circolare le automobili autonome). Il Dipartimento ha comunque affermato che “i veicoli automatici hanno enormi benefici potenziali per la sicurezza, la mobilità e la sostenibilità”. Rimangono in ogni caso pesanti interrogativi, messi sotto i riflettori proprio da questo evento: anche se la guida autonoma si diffondesse velocemente il circolante rimarrebbe “misto” per decenni. Questa promiscuità porrebbe non poche incertezze nel caso di incidenti: potrebbe esserci un concorso di colpa anche in questo caso? Se la Google Car ed il furgone si fossero “parlati” per mezzo di una tecnologia vehicle-to-vehicle o vehicle-to-infrastructure (immaginiamo un discorso, magari mediato da un semaforo smart, del tipo: “attenti, un veicolo è passato con il rosso!”) via onde radio l'urto si sarebbe forse potuto evitare. Si ripropone quindi, in altre parole, il dualismo fra la tecnologia V2V e la guida autonoma.

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