Un etilometro su 2 è fuori uso: la Polizia ha le mani legate

Con l'obbligo annuale di revisione degli etilometri la metà restano inutilizzati e il sistema di collaudo va in tilt

12 ottobre 2016 - 16:57

I veicoli autonomi non bevono e non usano sostanze (a meno che non siano soggetti ad attacchi di hacker) e quindi non saranno soggetti ai controlli con gli etilometri, eliminando tutti i problemi connessi con questa complessa procedura. Questo scenario è però molto lontano nel tempo e, per diversi anni ancora, dovremo convivere con i problemi della guida in stato alterato e con gli sforzi della Polizia per contrastarla (leggi come sono cambiati i test in Svizzera). In quest'attività gli etilometri sono di grande aiuto ma la loro taratura è un imbuto che rischia di paralizzare i controlli su strada: quali sono i termini della questione e quali soluzioni sono possibili per rimediare ad una situazione allarmante?

TARATURE, CROCE E DELIZIA Eltilometri, Drug Test, Autovelox e via elencando: si tratta di apparecchi sofisticati e capaci di prestazioni impensabili fino a qualche decennio fa. Sono considerati affidabili e precisi nei risultati delle loro misure ma essi offrono un fianco scoperto alle questioni legate alla loro taratura, materia assai spinosa che ha generato ricorsi e discussioni a non finire (leggi che la taratura degli Autovelox per la Corte costituzionale è obbligatoria). I laboratori non adeguati e la frequenza annuale del controllo e taratura degli etilometri stanno infatti mettendo fuori uso quasi la metà degli apparecchi.

ALLARME GIUSTIFICATO A puntare un faro su quest'importante questione troviamo vari soggetti, tutti autorevoli. Uno dei più attivi è stato ASAPS – Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, che informa di avere in corso un monitoraggio sugli etilometri che risultano essere fermi da mesi nei laboratori autorizzati perché in attesa della prevista revisione annuale, presso le strutture abilitate, disposta dal Decreto Ministeriale 22 maggio 1990, n° 196. Queste strutture sono il Centro Superiore Ricerche Prove Autoveicoli e Dispositivi di Roma – CSRPAD, che fa parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il Centro Prove Autoveicoli di Milano – CPA, investiti di quest'incombenza dal decreto del Capo Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali ed il Personale del 29 aprile 2016. Non si hanno dati precisi ma l'ASAPS ha raccolto voci fra i Comandi dei vari organi di Polizia Stradale statali e locali secondo le quali centinaia di etilometri (si parla di metà dei circa 1.000 in dotazione alla Polizia) sarebbero fermi nei laboratori in attesa di revisione. Una quantità enorme e in grado di minare l'attività di prevenzione e repressione della guida in stato di ebrezza (le sentenze per guida in stato di ebrezza fanno parte dell'(in)certezza del diritto nella circolazione stradale). A rendere la questione ancor più allarmante è l'assenza di dati ufficiali: è sempre l'Asaps a ricordare che l'ISTAT ha eliminato da tempo l'indicazione della guida in stato di ebrezza fra le cause d'incidente. Dati raccolti dall'Osservatorio ASAPS sulla Pirateria stradale sembrano comunque indicare che più del 23% degli incidenti mortali dei primi 8 mesi del 2016 sono legati all'ebrezza (negli USA 2 su 5 incidenti mortali durante le festività sono legati all'alcol).

VOCI NEL DESERTO Sono inoltre segnalati fenomeni inquietanti come Agenti che chiedono “in prestito” etilometri anche ad altri corpi della Polizia e perfino guasti ricorrenti ai laboratori del CSRPAD che hanno costretto a spedire in Lombardia interi camion di strumenti da revisionare che, consegnati a Roma, sono stati tarati a Milano. Da Luglio i banchi prova del CSRPAD sono stati tutti ripristinati e il clou dell'emergenza sembra quindi rientrato ma l'allarme rimane e nuove “vette” d'inefficienza vengono raggiunte in continuazione. Il collega Maurizio Caprino de Il Sole 24 Ore  ha iniziato a scrivere sul suo blog dei problemi legati alla revisione degli strumenti anni fa, riscontrando difficoltà sempre nuove. In un suo post, per esempio, raccontava che “quando va tutto bene dal punto di vista tecnico, ci pensa la cronica carenza di personale della Motorizzazione: non ci crederete, ma mancano gli addetti che provvedano a imballare gli etilometri dopo la revisione. Precedentemente la 'carenza' era coperta dai corrieri che ritiravano gli apparecchi che, all'occorrenza, li impacchettavano pure ma ora, per motivi di sicurezza, essi non possono più accedere alle aree di prova e possono solo prelevare i pacchi già fatti”. Ecco perché si suggerisce di modificare il Decreto Ministeriale n°196 perché la revisione diventi biennale in modo da decongestionare i laboratori e mettere in strada molti più etilometri.

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