Tutti pazzi per la guida autonoma? Ecco come stanno realmente le cose
Le previsioni di Frost & Sullivan: nel 2030 un'auto su 7 sarà a guida autonoma. Più sicurezza e tecnologia, con le Case a premere per norme favorevoli
Le previsioni di Frost & Sullivan: nel 2030 un'auto su 7 sarà a guida autonoma. Più sicurezza e tecnologia
Le previsioni di Frost & Sullivan: nel 2030 un'auto su 7 sarà a guida autonoma. Più sicurezza e tecnologia, con le Case a premere per norme favorevoli
L'elenco dei costruttori che non hanno progetti nel campo della guida autonoma è ormai molto corto: al giorno d'oggi essi sono ormai soltanto 1 su 5. A dirlo è uno studio di Frost & Sullivan, che si pone come orizzonte il 2030 e che mette a fuoco molti temi importanti legati ai veicoli “automatici”.
SPINTI (DA COSA?) VERSO L'AUTONOMOUS DRIVE I presupposti per una diffusione importante della autonomous car ci sono tutti, a partire da un dato incontestabile perché è cronaca, non proiezione: nel 2016 l'80% delle case automobilistiche sta cercando di definire il proprio cammino verso questo tipo di tecnologia, che si prevede sarà presente in 1 auto su 7 entro il 2030. Questo abiliterà la creazione di nuovi modelli di business nell'ecosistema automobilistico. Una volta creato un “ambiente” favorevole e migliorati i sistemi di rilevamento,l'interesse si sposterà sul sempre più cruciale binomio acquisizione dati/validazione. Riguardo le motivazioni di questo “movimento”, lo studio rivela che probabilmente la volontà di ridurre gli incidenti stradali e migliorare la vita dei “guidatori intensivi” come i pendolari non sarà preminente. La guida autonoma sarà invece vista dalle case automobilistiche più come un'occasione per creare partnership positive e costruire così un ecosistema sviluppato e popolato da “entità” diversificate in grado di creare valore a molteplici livelli. Gli operatori del settore devono unirsi per indirizzare i futuri quadri normativi che assistano la crescita del mercato della guida automatica: senza standard e normative globali, il mercato sarà compromesso dalla ridotta interoperabilità.
TERRENO FERTILE PER MOLTE COSE Uno scenario del genere, che esalterà le aggregazioni di società con competenze anche molto diverse, catalizzerà una serie di eventi a tutto campo, che ci sono stati gentilmente esplicitati da Paolo Martino di Frost & Sullivan. Un settore che registrerà cambiamenti importanti è quello delle aziende coinvolte negli Advanced Driver Assistance Systems (guarda le Opel che frenano e sterzano da sole): molte aziende fornitrici Tier 2 – sono quelle che lavorano con i fornitori diretti Tier 1 – e, nello specifico, principalmente quelle attive nei settori degli algoritmi e dei sensori, saranno acquisite proprio da fornitori Tier 1. Queste azioni permetteranno di risparmiare tempo e costi nella ricerca e sviluppo ma anche gli OEM agiranno in maniera simile: il recente accordo fra Ford e Velodyne, che produce LiDAR così compatti da poter essere installati nel retrovisore, ne è un esempio. I sensori Light Detection and Ranging saranno così importanti per la guida autonoma che i fornitori compreranno in licenza questa tecnologia o acquisteranno chi li produce già (cruciali saranno anche le mappe HD, per avere le quali Tom Tom si è alleata con Bosch). La guida autonoma muoverà i Governi, con riferimento sia alla normativa sia ai finanziamenti (leggi come il presidente Obama abbia investito 4 miliardi di dollari per la guida autonoma); in questo senso l'Europa appare indietro, dato che ha soltanto concesso spazi per le sperimentazioni. Grande fermento anche nelle partnership: si accordano gli OEM fra di loro e/o con i fornitori, le Università, i Centri Ricerca ed i singoli esperti. Continental, per esempio, ha creato portali dedicati nei quali gli addetti ai lavori potranno discutere e confrontarsi sul tema dell'autonomous driving. Driver importanti saranno poi sistemi di comunicazione V2V (vehicle-to-vehicle) e V2I (vehicle-to-infrastructure), il cui sviluppo sarà parallelo a quello della guida autonoma, dato che sono essenziali a quest'ultima. Ciò porterà anche alla creazione delle infrastrutture e dei regolamenti connessi.
PENSIERO ELETTRONICO E ZAVORRE Un altro settore vitale sarà quello informatico, con speciale riferimento all'intelligenza artificiale e al deep learning (una tecnologia presente per esempio nella BMW autonoma presentata da Baidu): sono cruciali e in loro assenza è impossibile concepire un modello di business sostenibile per la guida automatica. Esistono ovviamente fattori che ostacolano l'affermarsi delle autonomous car, come la mancanza di legislazioni uniformi nei vari Paesi: la UE, nonostante sia stata pioniera nel porre le basi per norme comuni, è ancora lontana da una effettiva implementazione e anche gli USA, pur molto interessati, sono di poco più avanti. Le poche regole che ci sono sono confuse e variegate, frenando gli sforzi dei costruttori. Lasciando i Pesi Occidentali si riscontrano difficoltà anche nella popolatissima Asia: la Cina e l'India, per esempio, pur essendo mercati enormi sono molto indietro nello sviluppo di sistemi autonomi e non hanno prodotti lanciabili sul mercato a medio termine. Anche il fattore demografico può essere un freno: popolazioni invecchiate come quella giapponese, per esempio, saranno più riluttanti ad abbracciare una tecnologia rivoluzionaria come la guida autonoma. Da non sottovalutare, infine, è l'impatto sul prezzo del veicolo, destinato ad abbassarsi soltanto quando il mercato sarà maturo.