Truffe auto: attenti al foglietto lasciato sul parabrezza

All'immaginazione dei truffatori non c'è limite: ecco come funziona l'ultima trovata del biglietto sotto al tergicristalli dell'auto

21 ottobre 2016 - 16:44

La grande saga delle truffe agli automobilisti si arricchisce di un nuovo capitolo, meno dinamico e pericoloso di altri (leggi del trucco dello specchietto rotto) ma pur sempre insidioso, magari se tentato contro persone anziane o donne sole. Il rischio “finanziario” è minore di quello nel quale si può incorrere quando la truffa riguarda la compravendita di un veicolo (leggi come muoversi per vendere o comprare auto usate) ma si rischia pur sempre di venire in contatto con una persona incline all'imbroglio, sicuramente meno piacente di quelle che tentano la truffa dell'autostoppista sexy. Questa “ultima frontiera” nel mondo del raggiro si palesa con un foglietto che il malcapitato automobilista trova quando ritorna alla sua auto, un pezzo di carta sistemato sul parabrezza e fermato da tergicristalli.

TRANQUILLO MA ANCHE NO Basterà la prima occhiata per capire che non si tratta di una multa o di comunicazioni ufficiali ma leggendo il contenuto si rischierà lo stesso di perdere la tranquillità. Il foglietto/biglietto riporterà infatti la notizia che la tua macchina ha danneggiato, durante il parcheggio, l'auto vicina, il proprietario della quale ti invita quindi ad un incontro per regolare la questione senza bisogno di compilare CID o “inutili” formalità. Per suffragare le sue affermazione lo scrivente, che indicherà un cellulare al quale reperirlo, vi dirà che i segni della vostra auto sono ben visibili sulla carrozzeria della sua vettura. A questo punto cosa si fa? Se la propria auto è intatta si sarà indotti a non dar peso alla cosa ma uno stato non perfetto dei fascioni paraurti (quale auto che non sia appena uscita dall'autosalone li ha intonsi, soprattutto nelle grandi città?) potrebbe far scattare lo scrupolo di fare quella famosa telefonata.

ESPERIENZA LIGURE Cosa succede a questo punto? Vediamo un caso reale riportato dal sito Riviera24 di Sanremo: “Dopo il raggiro dello specchietto rotto sull'Aurelia e in autostrada ecco spuntare la truffa del bigliettino lasciato sul parabrezza dell'auto. Una trappola che in Liguria si sta facendo largo piano piano ed è stata segnalata pochi giorni fa a Diano Marina. Un professionista che aveva parcheggiato l'auto nei pressi della stazione ferroviaria è ritrovato sul parabrezza un foglietto con scritto: 'Salve, sono il proprietario dell'autovettura che era parcheggiata davanti alla sua. Ho notato che ha toccato la mia auto parcheggiandola, i segni sulla sua combaciano perfettamente con quelli sulla mia. Ho ritirato la macchina dal carrozziere lunedì, quindi per cortesia, se ha un po' di cuore, mi contatti al seguente numero di telefono per accordarci sul risarcimento'. Il truffatore dopo aver provato a far breccia nel cuore, ha cercato di fare breccia anche nel portafoglio dell'automobilista finito nel mirino dei delinquenti. La richiesta successiva è stata quella di cercare un accordo per non fare la constatazione amichevole e non avvertire le Forze dell'ordine. Ma il professionista, un quarantenne di Imperia, non è caduto in trappola: 'Per educazione – racconta così la sua esperienza – ho chiamato il numero che ho trovato sul biglietto, ma per dirgli che si era sbagliato”.

REAZIONI PIÙ CHE SOSPETTE Il racconto di C. A. (l'anonimato è ovviamente rispettato) prosegue così: “Lui ha iniziato ad insultarmi sostenendo di aver scattato alcune foto col cellulare alla mia macchina e che sul suo paraurti c'erano dei segni evidenti. Non ci sono cascato: per correttezza e serietà sarebbe dovuto rimanere lì ad aspettare o chiamare carabinieri o vigili invece di lasciare un bigliettino e così me ne sono andato”. Il consiglio che viene subito in mente è quello di tenere sempre gli occhi ben aperti e prender nota mentalmente delle condiziono della carrozzeria della nostra auto. Se si trova un biglietto di questo tipo, poi, occorre rivolgersi immediatamente alle Forze dell'Ordine segnalando il numero di telefono riportato sul biglietto. Il moltiplicarsi di questi episodi nelle città italiane ha allertato Polizia, Vigili e Carabinieri che, di fronte alla prova di questo tentativo, sanno bene cosa fare (leggi le contromisure contro il trucco dei graffi sulla fiancata). Una possibile variante, con il truffatore che non lascia il telefono ma è appostato nelle vicinanze, è potenzialmente più insidiosa ma anche in questo caso l'atto di chiamare le Forze dell'Ordine dovrebbe indurre il furbetto a più miti consigli.

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