Sciopero autotrasporto finisce in tragedia: protesta sospesa Camion Iveco

Sciopero autotrasporto finisce in tragedia: protesta sospesa

Stop alla protesta degli autotrasportatori dopo la morte del camionista Luigi Nappo, travolto da un'auto sull'A1 durante un presidio

 

Stop alla protesta degli autotrasportatori dopo la morte del camionista Luigi Nappo, travolto da un'auto sull'A1 durante un presidio

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20 Aprile 2026 - 11:25

Stop allo sciopero degli autotrasportatori (che era stata programmata da oggi, 20 aprile, fino al 25 aprile) per la morte di un camionista durante la protesta: la vittima dell’incidente, identificato come Luigi Nappo, di 55 anni e residente nel Napoletano, è deceduto stamattina. Il sinistro è avvenuto sull’autostrada A1, all’altezza dell’area di servizio di San Nicola La Strada (provincia di Caserta), pochi chilometri prima dello svincolo di Caserta Sud. Secondo la ricostruzione dei fatti, Nappo si trovava in strada a piedi per predisporre un presidio legato alla manifestazione contro il caro carburante. Mentre era impegnato in operazioni di “filtraggio” dei mezzi pesanti (che sostavano sul margine destro della carreggiata), è stato travolto da una vettura (una Mini Cooper) che percorreva la corsia lasciata libera. Il conducente dell’auto si è fermato a prestare soccorso ed è stato successivamente denunciato. La Polizia Stradale è intervenuta sul posto per effettuare i rilievi necessari alla ricostruzione della dinamica.

SCIOPERO AUTOTRASPORTO 20 – 25 APRILE: ALT ALLA PROTESTA

In seguito al tragico evento, l’organizzazione Trasportounito ha deciso di sospendere gradualmente la protesta nazionale, che era stata programmata dal 20 al 25 aprile. Il fermo era iniziato formalmente alle 00.01 del 20 aprile, ma è stato interrotto poco prima delle 5 del mattino. Il segretario generale, Maurizio Longo, ha confermato la decisione, sottolineando lo sconvolgimento per la perdita di un giovane padre di famiglia impegnato nell’organizzazione del presidio.

I MOTIVI DELLA MANIFESTAZIONE

L’organizzazione di rappresentanza Trasportounito aveva proclamato uno sciopero dell’autotrasporto dal 20 al 25 aprile 2026 per complessive 144 ore di fermo dei mezzi pesanti. L’agitazione avrebbe messo in ginocchio l’Italia fermando per 6 giorni il trasporto e la distribuzione di merci in tutto il Paese. La motivazione dello sciopero riguardava l’aumento continuo del prezzo del gasolio, schizzato alle stelle in autostrada, che rischia di affondare l’intero settore.

LE RICHIESTE DELL’AUTOTRASPORTO

In realtà Trasportounito avrebbe voluto iniziare il fermo dei servizi di trasporto merci sin da inizio aprile ma “in considerazione degli orientamenti procedurali” lo sciopero nazionale era stato proclamato dalle 0:00 del 20 aprile alle 24:00 del 25 aprile 2026, nonostante ci fossero controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero e con l’auspicio che le proposte presentate per uscire dall’emergenza carburante “siano approvate con estrema urgenza“.

Tali proposte prevedono lo stanziamento di risorse adeguate a ristorare le perdite subite, la sospensione e il differimento dei versamenti contributivi e fiscali per garantire la liquidità delle imprese, la garanzia di intervento nei confronti di comprovate violazioni delle norme sui costi della sicurezza nei confronti dei committenti e speculatori.

COSTI IN CRESCITA E MARGINI RIDOTTI

Le associazioni di categoria parlano ormai apertamente di una condizione insostenibile per l’autotrasporto, con costi operativi in crescita e margini sempre più ridotti, che mettono in difficoltà le imprese del comparto. A ciò si aggiunge che gli operatori del settore non sono disponibili a “sopportare la protervia dell’arroganza di una committenza che, salvo eccezioni, non solo non riconosce incrementi dovuti ma, addirittura, chiede sconti sui servizi di autotrasporto“.

Sciopero autotrasporto 20 - 25 aprile 2026

SCIOPERO 20 – 25 APRILE E ASSEMBLEE IN OLTRE 100 CITTÀ

Inoltre, ad oggi, gli incontri avuti con il Ministero dei Trasporti ha prodotto misure inadeguate che, secondo Trasportounito, non hanno dato alcun risultato positivo per la categoria perché hanno mancato di affrontare in modo adeguato l’emergenza in corso. Tutto sommato lo stesso taglio delle accise si è rivelato insufficiente a contenere l’impatto dei rincari.

Parallelamente allo sciopero dal 20 al 25 aprile 2026, l’organizzazione sindacale aveva annunciato assemblee permanenti in circa 100 città italiane, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema e valutare ulteriori iniziative.

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