Nuove zone 30 a Genova per la sicurezza stradale: ecco dove
Il Comune di Genova avvia il piano sicurezza: nuove zone 30 in ogni municipio, interventi mirati e strade scolastiche protette
Il Comune di Genova avvia il piano sicurezza: nuove zone 30 in ogni municipio, interventi mirati e strade scolastiche protette
La città di Genova si appresta a vivere una trasformazione profonda della propria mobilità urbana, con le nuove zone 30. Sotto la guida dell’assessore alla Mobilità sostenibile, Emilio Robotti, e con il sostegno del sindaco Silvia Salis, l’amministrazione comunale ha varato un ambizioso Piano per la sicurezza stradale che mira a ridurre drasticamente il numero di incidenti e vittime. Il dato di partenza è allarmante: nonostante una riduzione generale dei sinistri nel 2025, il numero di vittime resta alto, con una preoccupante incidenza di pedoni coinvolti. Per rispondere a questa emergenza, il Comune ha deciso di puntare sulla moderazione della velocità, partendo dall’istituzione altre strade a 30 km/h distribuite capillarmente sul territorio.
ZONE 30 A GENOVA: L’ORDINANZA COMUNALE E LE PRIME QUATTRO AREE
Il fulcro tecnico di questa rivoluzione è rappresentato dall’ordinanza 457298, che definisce i confini e le modalità di attuazione delle prime aree a velocità limitata. A differenza di quanto avvenuto in altre realtà italiane, dove il limite dei 30 km/h è stato introdotto in modo generalizzato, Genova ha optato per un approccio puntuale e basato su dati oggettivi di incidentalità. La strategia prevede la creazione di una zona 30 per ognuno dei nove municipi cittadini entro la fine del 2026. Le prime quattro aree individuate sono considerate cruciali per testare il nuovo modello di viabilità, con interventi che prevedono non solo il cambio dei limiti, ma anche un potenziamento della segnaletica verticale e orizzontale. Come a Roma e Bologna, con Milano che fa sempre da “locomotiva” imitata da tutti.
MUNICIPIO PONENTE: IL CASO DI PIAZZA BARACCA
Il punto di partenza simbolico e operativo di questo piano è Sestri Ponente. Piazza Baracca e le vie limitrofe sono state le prime a sperimentare il nuovo regime. Qui, la segnaletica è stata già predisposta e l’ordinanza mira a tutelare una delle zone a maggiore densità pedonale e commerciale del quartiere. Gli interventi includono l’installazione di rallentatori ottici e una revisione degli attraversamenti pedonali, che saranno realizzati con materiali ad alta visibilità durante le ore notturne per minimizzare il disagio al traffico. Oltre a Piazza Baracca, nel Municipio Ponente sono sotto osservazione vie ad alto scorrimento come via Pra’, dove la convivenza tra traffico veicolare e utenza debole è da tempo critica.

VAL BISAGNO E LE STRADE SENZA MARCIAPIEDI
Un’altra area di intervento prioritaria riguarda le alture della Val Bisagno. Qui, l’attenzione si è concentrata su via Giovanni da Verrazzano, nell’abitato di Fontanegli. Si tratta di una strada particolare, caratterizzata dalla totale assenza di marciapiedi in diversi tratti. In contesti simili, il limite dei 30 km/h diventa una necessità vitale per permettere ai residenti di muoversi in sicurezza. L’ordinanza 457298 stabilisce che in queste zone la priorità assoluta sia data alla protezione del pedone, trasformando di fatto la carreggiata in uno spazio condiviso dove la velocità ridotta funge da principale elemento di prevenzione.
LE STRADE SCOLASTICHE E LA PROTEZIONE DEGLI ISTITUTI
Il piano non si ferma alle zone residenziali o commerciali, ma pone un accento fortissimo sulle “strade scolastiche”. Entro il 2026, saranno individuati nove comparti scolastici protetti, per un totale di 18 istituti coinvolti. Tra gli esempi già definiti figurano gli interventi nei pressi della scuola dell’infanzia “Bertani” e della primaria “Mazzini” in centro, o la scuola “Govi” in via Pinetti. In queste aree, l’ordinanza prevede non solo il limite dei 30 km/h, ma in alcuni casi la chiusura temporanea al traffico durante gli orari di entrata e uscita degli alunni, creando bolle di sicurezza per i bambini e le loro famiglie.
IL CATASTO DEGLI ATTRAVERSAMENTI E L’INVESTIMENTO ECONOMICO
Per supportare queste modifiche alla viabilità, il Comune di Genova ha stanziato circa 1,5 milioni di euro. Questi fondi non serviranno solo per i cartelli stradali, ma per una riqualificazione strutturale di almeno 50 attraversamenti pedonali tra i più pericolosi della città. Viene introdotto il concetto di “catasto digitale degli attraversamenti”, uno strumento che permetterà di monitorare in tempo reale lo stato della segnaletica e la frequenza degli incidenti. L’obiettivo è rinnovare 500 passaggi pedonali con vernici bicomponenti, che garantiscono una durata fino a cinque anni e una rifrangenza superiore, fondamentale per la sicurezza notturna.
CONTROLLI E DISSUASIONE: IL RUOLO DELLA POLIZIA LOCALE
Un punto sollevato frequentemente dai cittadini riguarda l’effettivo rispetto dei nuovi limiti. L’assessore Robotti ha chiarito che, sebbene le nuove norme ministeriali limitino l’uso di autovelox fissi nelle zone urbane non classificate come strade di scorrimento, la Polizia Locale intensificherà i presidi. L’uso del telelaser in presenza di agenti sarà lo strumento principale per sanzionare le infrazioni con contestazione immediata, ma l’amministrazione punta molto sulla prevenzione “a vista” e sulla funzione dissuasiva della segnaletica orizzontale, come i rallentatori ottici e le scritte “30” a terra di grandi dimensioni.